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Ninna Nanna, una melodia sociale in Cina
Affrontare il tema delle ninna nane in Cina è sicuramente un’impresa, un lavoro che richiede la scelta di un cammino che dia una visione di insieme e poi alcune chiavi di lettura che ne permettano una prima schematizzazione e indichino una via per un approfondimento successivo.
Ci si trova di fronte a una tra le culture più antiche e vaste del mondo e la cui vastità geografica, che si sviluppa anche nell’Asia orientale.
Tale vastità geografica implica che ci si trovi di fronte a culture e tradizioni notevolmente diverse, manifestando differenze nelle tradizioni tra le diverse regioni, tra le diverse città ma anche tra le diverse realtà, ad esempio le grandi città o le piccole realtà rurali.
Diviene anche difficile reperire ninne nanne in forma strutturata passando dalla tradizione orale ma anche avendo, laddove ci sono, trascrizioni in caratteri cinesi, dei logogrammi, che sono unità minime di significato.
Per questo si farà riferimento alla canzoni popolari che includono il concetto e la struttura di ninna nanna, analizzando per struttura le canzoni popolari di diverse regioni per prendere in esame una ninna nanna, la Ninna nanna del nordest, che ci permetterà di analizzarne l’evoluzione integrando quello che è il significato della ninna nanna, come delle canzoni popolari, nel contesto di un piano educativo, e nel caso di realtà così vaste anche lo scopo di fortificare le singole identità per valorizzare l’intero contesto culturale.
Ci si può riferire, tuttavia ad alcune di quelle che sono le principali componenti della cultura cinese e in particolare alla musica e la filosofia.
Per quanto concerne la filosofia da un quadro di insieme in cui si sviluppa la cultura cinese, legandola fortemente alla divinazione le cui testimonianze si possono trovare nel Libro dei Mutamenti e poi successivamente si sono sviluppate le principali filosofie: confucianesimo, moismo, legalismo ed il taoism
LA RETE COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE: DALLA CONNESSIONE ALL’INTERCONNESSIONE
Diviene importante riflettere come il concetto e il formato di rete possa non essere un ostacolo ma una facilitazione al dialogo e all’integrazione. In realtà la prospettiva con cui si osserverà questa tematica non sarà strettamente tecnologica, perché importante porsi in una prospettiva metodologica, una prospettiva che permetta una analisi di come la rete ha portato nuovi stili di rapporti tra le persone e quindi ci fa riflettere su la strutturazione e la modifica del concetto di integrazione, che trascende la semplice connessione per evolvere in un dialogo di interconnessione.
È importante rapportarsi con la rete non solo come strumento e formato comunicativo ma anche come luogo di dialogo, un rapporto molti a molti, interpersonale, che è inevitabilmente anche interculturale. Una rete che è uno spazio educativo, culturale e che per la sua forte connotazione interattiva diviene strumento di approccio efficace ai concetti di intercultura e diversità.
La rete mostra processi in cui si intrecciano sia da un punto di vista dei contenuti, sia da un punto di vista dell’approccio, uno sguardo interculturale e una prospettiva di cittadinanza digitale.
Questa evoluzione ha modificato il modo di agire e di pensare la tecnologia che non è più uno strumento a nostra disposizione ma è l’ambiente in cui
ci muoviamo. In questa nuova prospettiva la tecnologia, la tecnica, non ha uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela verità: la tecnica funziona.
Così come la tecnologia anche il senso dell’Intercultura ha subito un’accelerazione negli ultimi anni, forse anche in relazione alla crescente possibilità di
reperire informazioni e di relazionarsi con persone di diversa estrazione culturale, alla crescente interconnessione che la rete offre
Introduzione [Un mondo di ninne-nanne : Intercultura e prima infanzia]
Sicuramente l’esperienza di ciascuno e i ricordi dell’infanzia che permeano ancora la storia, sia emotiva che formativa, vede la presenza della ninna nanna. Una ninna nanna, magari associata a suoni o a emozioni, che seppur in maniera inconscia ha caratterizzato alcuni nostri atteggiamenti relazionali ed emotivi e che in alcuni casi ha mediato idee e concetti. La forza e l’intensità emozionale della ninna nanna, in considerazione del suo sviluppo nel contesto musicale e poetico, è da sempre motivo di attenzione sia per il ruolo culturale e sociale che rappresenta sia per la potenzialità e l’intento educativo che ha intrinsecament
Hollow core fiber with an octave spanning bandgap
We thoroughly compare the out-of-plane bandgaps generated by three realistic two-dimensional lattices: a triangular and a square arrangement of holes and a triangular arrangement of rods. We demonstrate that, for any given hole diameter-to-pitch ratio d/Λ, the triangular arrangement of interconnected resonators generates the widest possible bandgap along the air line, and we propose a physical interpretation explaining these results. The design of a hollow core photonic bandgap fiber based on such a lattice and able to transmit light with sub-decibel-per-meter losses over an octave of frequencies is presented for the first time, to the best of our knowledge
Tecnologie e Intercultura: dalla connessione al dialogo
Un importante impianto epistemologico e metodologico sul concetto di Intercultura, ha continuamente messo in evidenza un altro aspetto importante che la ricerca descritta nel libro sviluppa: il rapporto costante tra le tecnologie sia della comunicazione che dell’educazione e l’Intercultura. Un rapporto che vede come indicatore l’uso del concetto di rete e la sua evoluzione in una dimensione globale dei rapporti tra culture e segnatamente tra persone; una riflessione e una ricerca sul significato dei termini tecnologia e Intercultura e della relazione che li lega.
La tecnologia ha superato o travalicato il semplice ruolo di facilitatore di processi per divenire supporto, e a volte formato, per le relazioni umane. Se l’Intercultura vive il dualismo globale-locale è evidente che un focus di riflessione dovesse essere le tecnologie di rete, Internet e Web che stanno sviluppando il concetto di rete di persone. Una rete che ha fortemente condizionato i processi educativi formali, informali e non formali, processi che anche questa ricerca ha evidenziato imprescindibili per un corretto cammino verso una Interculturalità efficace
Multimode nonlinear fibre optics: theory and applications
Optical fibres have been developed as an ideal medium for the delivery of optical pulses ever since their inception (Kao & Hockham, 1966). Much of that development has been focused on the transmission of low-energy pulses for communication purposes and thus fibres have been optimised for singlemode guidance with minimum propagation losses only limited by the intrinsic material absorption of silica glass of about 0.2dB/km in the near infrared part of the spectrum (Miya et al., 1979). The corresponding increase in accessible transmission length simultaneously started the interest in nonlinear fibre optics, for example with early work on the stimulated Raman effect (Stolen et al., 1972) and on optical solitons (Hasegawa & Tappert, 1973). Since the advent of fibre amplifiers (Mears et al., 1987), available fibre-coupled laser powers have been increasing dramatically and, in particular, fibre lasers now exceed kW levels in continuous wave (cw) operation (Jeong et al., 2004) and MW peak powers for pulses (Galvanauskas et al., 2007) in all-fibre systems. These developments are pushing the limits of current fibre technology, demanding fibres with larger mode areas and higher damage threshold. However, it is increasingly difficult to meet these requirements with fibres supporting one single optical mode and therefore often multiple modes are guided. Non-fibre-based laser systems are capable of delivering even larger peak powers, for example commercial Ti:sapphire fs lasers now reach the GW regime. Such extreme powers cannot be transmitted in conventional glass fibres at all without destroying them (Gaeta, 2000), but there is a range of applications for such pulses coupled into hollow-core capillaries, such as pulse compression (Sartania et al., 1997) and high-harmonic generation (Rundquist et al., 1998). For typical experimental parameters, these capillaries act as optical waveguides for a large number of spatial modes and modal interactions contribute significantly to the system dynamics.In order to design ever more efficient fibre lasers, to optimise pulse delivery and to control nonlinear applications in the high power regime, a thorough understanding of pulse propagation and nonlinear interactions in multimode fibres and waveguides is required. The conventional tools for modelling and investigating such systems are based on beam propagation methods (Okamoto, 2006). However, these are numerically expensive and provide little insight into the dependence of fundamental nonlinear processes on specific fibre properties, e.g., on transverse mode functions, dispersion and nonlinear mode coupling. For such an interpretation a multimode equivalent of the nonlinear Schrodinger equation, the standard and highly accurate method for describing singlemode nonlinear pulse propagation (Agrawal, 2001; Blow & Wood, 1989), is desirable. In this chapter, we discuss the basics of such a multimode generalised nonlinear Schrodinger equation (Poletti & Horak, 2008), its simplification to experimentally relevant situations and a few select applications. We start by introducing and discussing the theoretical framework for fibres with χ(3) nonlinearity in Sec. 2. The following sections are devoted to multimode nonlinear applications, presented in the order of increasing laser peak powers. A sample application in the multi-kW regime is supercontinuum generation, discussed in Sec. 3. Here we demonstrate how fibre mode symmetries and launching conditions affect intermodal power transfer and spectral broadening. For peak powers in the MW regime, self-focusing effects become significant and lead to strong mode coupling. The spatio-temporal evolution of pulses in this limit is the topic of Sec. 4. Finally, at GW peak power levels, optical pulses can only be delivered by propagation in gases. Still, intensities become so high that nonlinear effects related to ionisation must be taken into account. An extension of the multimode theory to include these extreme high power effects is presented in Sec. 5 and the significance of mode interaction is demonstrated by numerical examples pertaining to a recent experiment. Finally, we end this chapter with conclusions in Sec. 6
Problems and Educational Responses in the Age of Digital Technologies
According to recent research [1, 2], the latest generation technology causes disturbing forms of dependence on children, young people and adolescents, as well as increasing concentration and abstinence problems with obvious cognitive consequences and school behaviors. Moreover, subtle forms of solipsism would affect our young people; young people would try to solve such solipsism in virtual relationships that are consumed predominantly in social networks. Our thesis is that educative and cognitive training of new technologies implies knowledge of the thinking that supports its use, which in turn is the basis of a young person’s creative action and effective learning. We have identified the operational strategies in Educational Robotics. This article represents a reflection based on the work done with the teachers who participated in the course on Educational Robotics held at the Summer School organized by the Epistemology Laboratory of Euresis Training at the University of Ferrara and by the Robocup jr Italia State Network in Stresa (Italy) in August Of 2016. Chapters 1 and 3 are assigned to Prof. Anita Gramigna and Chaps., 2 and 4 to Dr. Poletti
Miti fondativi. Storia, identità e confronto : introduzione
Introduzione al libro e descrizione del cammino di ricerca svolto.
La logica è che si parla di miti intendendo un insieme relato, complesso e di relazioni reciproche di storie, narrazioni, immagini, pratiche che si radicano un sistema culturale, in senso ampio.
In questa dimensione in grado di fornire strumenti di reciproca relazione tra diversi sistemi culturali, in una ben radicata coscienza del proprio sistema e con gli strumenti per correlarsi con altri sistemi culturali in una dimensione educativa e olistica.Introduction to the book and description of the research path carried out.
The logic is that we speak of myths meaning a related, complex and reciprocal set of stories, narratives, images, practices that are rooted in a cultural system, in the broadest sense.
In this dimension it is able to provide tools for reciprocal relationships between different cultural systems, in a well-rooted awareness of one's own system and with the tools to correlate with other cultural systems in an educational and holistic dimension
Robotica educativa tra gioco ed emozioni per una didattica inclusiva
Viviamo ormai immersi in un mondo pervaso dalle tecnologie da un lungo periodo, oltre quarant’anni, per cui la riflessione sul rapporto tecnologie, formazione e apprendimento deve risentire di questa lunga “frequentazione”, che pare non ancora metabolizzata a partire dal continuo riferirsi a multimedialità, interattività e mondo delle tecnologie informatiche come “nuove tecnologie”.
È dunque opportuno e necessario, inoltre, riflettere sulla garanzia di poter utilizzare ogni mutamento sociale per un'azione didattica efficace e costante, per un aggiornamento nell’analisi e nella gestione dei processi di insegnamento-apprendimento, per sfruttarne gli aspetti migliorativi ma anche attenti nell’analisi e nella valutazione dei rischi che comportano e portano con sé; dobbiamo valorizzare l’aspetto comunicativo e di condivisione che caratterizza l’infosfera , l’ambiente in cui viviamo che ci porta a riflettere sul fatto che noi siamo sempre connessi gli uni con gli altri
A partire da questi elementi che sono stati sinteticamente richiamati e che rappresentano la base su cui svilupperemo questa riflessione, constatiamo che tra le tecnologie emergenti vi è la robotica.
La robotica è classificata come una disciplina dell’ingegneria che si occupa dello sviluppo di metodi che permettano a un robot di riprodurre attività e svolgere compiti che riproducano in modo automatico i processi lavorativi umani.
Seppur legata all’ingegneria, e nello specifico alla meccatronica, nella robotica confluiscono, e ne determinano l’approccio, discipline sia umanistiche che scientifiche, come tradizionalmente definite.
Tali approcci scientifici e culturali hanno definito e permesso lo sviluppo della robotica educativa.
La robotica educativa non ha lo scopo di far apprendere la programmazione o i funzionamenti di un androide, si configura come un approccio innovativo all’insegnamento, un metodo pedagogico per aumentare la centralità dello studente nei processi di apprendimento-insegnamento, promuovere una individualizzazione finalizzata all’inclusione di tutti i ragazzi nel gruppo classe e in ogni attività formativa formale, non-formale e informale
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