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    Il futuro della città

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    In questa pubblicazione è raccolto il testo del dialogo tenuto da Gabriele Pasqui e Carlo Sini alla Casa della Cultura di Milano l’11 dicembre 2019 nell’ambito del ciclo “Città Bene Comune – Conferenze” curato da Oriana Codispoti. Il dialogo tra Gabriele Pasqui e Carlo Sini propone una riflessione su che cos’è la città oggi, sollecitandoci ad adottare una prospettiva che, partendo dal nostro punto di vista particolare e parziale, sia capace di guardare alla complessa varietà dei fenomeni urbani contemporanei. “Città Bene Comune” è un ambito di dibattito sulla città, il territorio, il paesaggio e le relative culture progettuali, ideato e diretto da Renzo Riboldazzi e prodotto dalla Casa della Cultura di Milano in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano

    Luoghi milanesi: un racconto fotografico

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    Le fotografie raccolte nel saggio fotografico, che accompagna gli scritti di Gabriele Pasqui, compongono una narrazione a più voci su Milano: un racconto costruito a partire da una selezione di luoghi che intercettano l’esito di trasformazioni già completate accanto a quelle tuttora in corso e a quelle future, rivelando alcuni degli usi e delle pratiche che quotidianamente trovano spazio al loro interno

    Per un'Agenda urbana "dalla parte delle cità"

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    L’Agenda urbana nazionale deve prendere le mosse dalle agende delle città: questa è la prospettiva e la proposta di fondo del secondo Rapporto di Urban@it. Solo così si potranno attuare le sollecitazioni dell’Agenda urbana per l’Unione europea (Pact of Amsterdam) e della New urban Agenda dell’Onu (Habitat III di Quito). Molte nostre città versano in una situazione di crisi strutturale, con il rischio di un’ulteriore divisione tra aree e regioni del paese. Ciò nonostante si stanno sperimentando politiche innovative sulla gestione dei fenomeni migratori, la rigenerazione urbana, la resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici, l’innovazione sociale come motore possibile di coesione. Ma, soprattutto nel Mezzogiorno, le sperimentazioni più interessanti non sono ancora in grado di incidere sulle agende urbane per ridefinire il modello di sviluppo, in una fase di drastica riduzione delle risorse per i governi locali e di crescita della fragilità dei territori. Nel giugno 2016 sono andate al voto alcune tra le maggiori città italiane, con un avvicendamento di maggioranze e l’affermazione di rilevanti novità politiche. In un contesto di forte movimento, il Rapporto propone una lettura delle agende urbane articolata su due piani. Nei «ritratti» dedicati a Torino, Milano, Venezia, Parma, Prato, Roma, Napoli e Matera – non solo città metropolitane, ma anche città medie e medio-grandi – vengono narrate e interpretate evoluzioni e prospettive, con la possibilità di trarne considerazioni di carattere generale. Inoltre, i capitoli dedicati a temi trasversali – le Agende trans­nazionali, il riassetto istituzionale dei governi locali, il welfare, le periferie e la rigenerazione urbana, le politiche per la resilienza e i fenomeni migratori – propongono una lettura dei processi di trasformazione che ridefiniscono la cornice stessa dell’azione di governo, sfidando la capacità innovativa delle città

    The plain sense of things. Fotografie di Mauro Fontana, Testo di Gabriele Pasqui

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    Come può un paesaggio essere ‘incompiuto’? Come può uno sguardo inciampare? Come possiamo ‘cercare’, e forse ‘trovare’, il paesaggio laddove sembra che l’opera dell’uomo ci consegni solo un gesto interrotto, una slabbratura, una assenza di opera? Queste domande sorgono immediatamente alla mente osservando le bellissime fotografie di Mauro Fontana. Si tratta di scatti realizzati in Calabria, nell’area interna Grecanica, durante l’estate del 2020

    “Indagare le pratiche: come e perché”

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    il saggio esplora questioni di natura metodologica rispetto alla descrizione e osservazione dei processi di trasformazione delle pratiche quotidiane, in particolare nell'uso e trasformazione degli spazi urbani

    In dialogo con Gabriele Pasqui

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    In questa intervista a Gabriele Pasqui, si ripercorre l’evoluzione del dottorato in Pianificazione e Politiche Pubbliche del Territorio all'Università Iuav di Venezia, a partire dalla sua esperienza negli anni ’90. Influenzato da Pierluigi Crosta, Pasqui adotta un approccio transdisciplinare che interpreta la pianificazione come pratica interattiva. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni urbane e sull’innovazione sociale. Riflette criticamente sui cambiamenti strutturali del dottorato, dalla libertà iniziale alla crescente formalizzazione e legame con progetti esterni

    MIlano: ritorno alla città

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    L’Agenda urbana nazionale deve prendere le mosse dalle agende delle città: questa è la prospettiva e la proposta di fondo del secondo Rapporto di Urban@it. Solo così si potranno attuare le sollecitazioni dell’Agenda urbana per l’Unione europea (Pact of Amsterdam) e della New urban Agenda dell’Onu (Habitat III di Quito). Molte nostre città versano in una situazione di crisi strutturale, con il rischio di un’ulteriore divisione tra aree e regioni del paese. Ciò nonostante si stanno sperimentando politiche innovative sulla gestione dei fenomeni migratori, la rigenerazione urbana, la resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici, l’innovazione sociale come motore possibile di coesione. Ma, soprattutto nel Mezzogiorno, le sperimentazioni più interessanti non sono ancora in grado di incidere sulle agende urbane per ridefinire il modello di sviluppo, in una fase di drastica riduzione delle risorse per i governi locali e di crescita della fragilità dei territori. Nel giugno 2016 sono andate al voto alcune tra le maggiori città italiane, con un avvicendamento di maggioranze e l’affermazione di rilevanti novità politiche. In un contesto di forte movimento, il Rapporto propone una lettura delle agende urbane articolata su due piani. Nei «ritratti» dedicati a Torino, Milano, Venezia, Parma, Prato, Roma, Napoli e Matera – non solo città metropolitane, ma anche città medie e medio-grandi – vengono narrate e interpretate evoluzioni e prospettive, con la possibilità di trarne considerazioni di carattere generale. Inoltre, i capitoli dedicati a temi trasversali – le Agende trans­nazionali, il riassetto istituzionale dei governi locali, il welfare, le periferie e la rigenerazione urbana, le politiche per la resilienza e i fenomeni migratori – propongono una lettura dei processi di trasformazione che ridefiniscono la cornice stessa dell’azione di governo, sfidando la capacità innovativa delle città

    Eurovisioni. Tito Pasqui, un forlivese alle grandi esposizioni (1873-1906)

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    Il contributo propone la recensione della mostra ("Eurovisioni. Tito Pasqui, un forlivese alle grandi esposizioni [1873-1906]") e del relativo catalogo
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