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    Trattato di preparazione all'esame d'avvocato. I. Il parere motivato in materia regolata dal Codice civile

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    Concepito in chiave innovativa per essere uno strumento operativo utile ed efficace nella preparazione della prova scritta di diritto civile per l’esame d’avvocato, il testo si compone di un’ampia scelta di tracce, corredate da uno svolgimento completo e realistico del tema proposto e da schede riassuntive delle problematiche giuridiche che vengono in luce. Si offre al lettore un testo, pur ricco di ragionate ricostruzioni di rilevanti istituti civilistici, che ha la primaria ambizione di fornire un metodo, al contempo rigoroso ed essenziale, di risoluzione di casi del tutto speculari a quelli proposti in sede d’esame. Aderenza alla giurisprudenza più recente, chiarezza, semplicità di linguaggio e realismo sono i tratti distintivi dell’opera. In questo modo, a chi si appresti a sostenere l’esame di Stato viene offerto sia uno sguardo ampio e attuale sul diritto vivente, sia una ricca esemplificazione di pareri rispondente a un modello pensato per essere aderente alle concrete possibilità di un candidato in sede d’esame

    Lo spazio architettonico come sintesi dell’esperienza artistica nella didattica di Giuseppe Mazzariol

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    Nell’attività didattica di Mazzariol lo spazio architettonico ha un ruolo fondamentale, così come fondamentale è stato il suo studio nella formazione sotto la guida di Sergio Bettini. Da un lato lo spazio rappresenta il luogo, fisico, il supporto, dell’esperire. Dall’altro è luogo di studio, di analisi, della struttura formante quell’esperire. D’altra parte ancora costituisce l’ambito di sperimentazione per la rielaborazione, a partire da quella base. Nella “concretezza sperimentale” del suo pensiero l’architettura gioca il ruolo di disciplina di sintesi, che si muove tra utopia e realismo, secondo l’impronta che alla Scuola di Venezia ha dato Giuseppe Samonà, alla quale Mazzariol aderisce pienamente vicino a Bruno Zevi, Mario De Luigi, Carlo Scarpa, Egle Renata Trincanato, corrispondendo al suo principio di etica dell’architettura e per la quale tiene la prolusione all’anno accademico 1964-65, alla presenza di Le Corbusier. La sua attività didattica, iniziata come Assistente volontario all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia dal 1949, quando affianca Lorenzetti gravemente malato, continua come assistente di Bruno Zevi, per passare nel 1973 come Professore Straordinario all’Università degli Studi di Venezia Ca’ Foscari, spazia quindi metodologicamente dallo studio sistematico al confronto diretto con architetti e artisti, con coloro che producono, chiamati a dar conto dei loro motivi e dei loro modi. Privilegiato allo IUAV sarà il rapporto con il pittore Mario De Luigi, che nello stesso Istituto insegna prima “Scenografia” e in seguito “Applicazioni di geometria descrittiva”. Gli argomenti dei corsi di Mazzariol riflettono sia la concezione unitaria della produzione artistica che caratterizza il manuale Storia dell’arte italiana pubblicato con Terisio Pignatti nel 1957, sia la particolare concezione del ruolo della successione cronologica, significativa come confronto con il presente, sia quella stessa eterogeneità che caratterizza la sua attività come amministratore e committente pubblico: da Michelangelo al Bauhaus, dall’architettura bizantina al cubismo, dalla cultura ar-chitettonica e urbanistica del fascismo alla metropoli americana in relazione alla pop-art. La necessità di superare l’ambito della didattica accademica porterà Mazzariol a fondare l’Università Internazionale dell’Arte di Venezia, in parallelo alla scuola fiorentina di Ragghianti, e insegnare al Corso Superiore di Disegno Industriale di Venezia, dove auspicava di trovare altri modi per sperimentare il possibile rapporto tra le arti e le discipline e attingere al sapere del fare, temi d’altra parte fondamentali anche delle Scuole estive del CIAM

    G. Mazzariol, Catalogo del fondo cartografico queriniano, 1959

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    Villain-Gandossi Christiane. G. Mazzariol, Catalogo del fondo cartografico queriniano, 1959. In: Revue du Nord, tome 41, n°164, Octobre-décembre 1959. pp. 318-319

    Sulla forma della città. Da de’ Barbari a Le Corbusier

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    Le riflessioni ed elaborazioni di Giuseppe Mazzariol sulla forma della città di Venezia, hanno un dichiarato debito nei confronti di Sergio Bettini, alla cui scuola Mazzariol si forma. La conoscenza della forma del territorio, portata avanti anche come studioso di cartografia storica, significa per Mazzariol il riconoscimento dei caratteri dell’identità di un luogo, e tra questi innanzitutto quelle condizioni di colore, di luce, di sensazioni che generano l’espressione di una determinata cultura in tutti i suoi aspetti. La forma della città determina inoltre nella lezione bettiniana le modalità della sua percezione, che per Venezia non può che essere una forma itinerante, priva di fuochi prospettici, concetto che diviene il filo conduttore della mostra “Venezia Viva“ alla quale Mazzariol partecipa nel 1954. Espressione della concezione unitaria del territorio si ha nella Mostra delle Regioni, indetta in occasione delle celebrazioni del centenario dell’unità italiana a Torino nel 1961, per la quale Sergio Bettini e Giuseppe Mazzariol collaborano con Carlo Scarpa alla realizzazione dell’allestimento del padiglione del Veneto, intitolato “Il senso del colore, il dominio delle acque”. Altra occasione per Mazzariol di affermare il suo pensiero sul rapporto tra la città e il suo territorio e in particolare tra Venezia e il Veneto, è la cura della mostra “Il Veneto e l’Austria” del 1989. Parallelamente Mazzariol portava avanti l’esperienza didattica nello IUAV diretto da Giuseppe Samonà, a continuo confronto con l’unità tra architettura e urbanistica da lui teorizzata e promossa, che si traduceva nella concezione dell’opera architettonica come opera sempre contestualizzata e opera che incarna il “senso di invariabilità” di un contesto determinato. Ma è con la pubblicazione della Pianta prospettica di Venezia di Jacopo de’ Barbari del 1500 con Terisio Pignatti del 1963, che avviene una svolta nel pensiero di Mazzariol. Possiamo ipotizzare che sia sulla base di questi fermenti introdotti da Mazzariol nel dibattito culturale della Venezia degli anni ’60 intorno alla struttura della città che alcuni progetti seguiti da Mazzariol come committente citano la città attraverso la sua forma. Si fa riferimento agli schizzi di Le Corbusier di studio di Venezia, preliminari alla elaborazione del progetto del Nuovo Ospedale (1963), al contemporaneo progetto di Carlo Scarpa per l’accesso d’acqua alla Fondazione Querini Stampalia (1963), forma che ancora Scarpa ripropone nel Monumento Venezia alla Partigiana, inaugurato nel 1969 ma il cui progetto inizia nel 1962

    El derecho al olvido digital como remedio frente a la hipermnesia de internet

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    La recente monografia di Javier Martínez Calvo offre un panorama completo del diritto all’oblio nell’ordinamento spagnolo e nel contesto europeo, affrontando in modo approfondito i diversi profili problematici che esso pone. Si tratta di una delle prime opere monografiche a trattare analiticamente del tema dopo l’emanazione della nuova normativa europea sulla protezione dei dati, che ha prospettato una nuova configurazione al diritto all’oblio nelle ricerche in Internet e nei social network attraverso l’introduzione dell’art. 17 del GDPR e dell’art. 93 della Legge Organica sulla Protezione dei Dati (LOPD)
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