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Dire il terribile
Crudeltà è uno dei nomi del male, indicando un’estrema violenza fisica o mentale. Per comprendere la sua sconcertante ma anche seducente forza negatrice, si richiede un atteggiamento di nitore intellettuale che non arretra di fronte alle manifestazioni più inquietanti dell’umano, le quali spesso assumono forme abitudinarie o addirittura “civilizzatrici”. Seguendo alcune indicazioni di Nietzsche e Artaud, la crudeltà diventa dunque una fenomenologia del negativo, che a sua volta risponde a un bisogno di verità. I comportamenti crudeli non solo non vanno rimossi, ma vanno stanati, quando si nascondono sotto intenzioni sublimatrici e redentrici. C'è una ineluttabilità e perfino una seduttività del male, che corrispondono alla natura ambigua dell'uomo. Il dovere di "dire il terribile" (Elias Canetti) diventa allora un esercizio intellettuale, la cui forza pratica e ammonitrice deriva dalla potenza descrittiva e dalla capacità di stimolare l’autoriflessione su chi siamo.
A questo scopo il volume presenta una serie si saggi che valgono come materiali preparatori per una voce "crudeltà" nel lessico del male. I saggi si muovono come sonde rapide nelle stratificazioni della vita quotidiana, tra rituali, usi linguistici, politici e morali, sin giù agli elementi primi di una fisiologia del corpo e della coscienza
Essere, mangiare, respirare. Canetti versus Hegel
L'articolo mette esamina la critica di Canetti alla filosofia, ritenuta un'attività predatoria. La filosofia è dominata dall'ossessione di giudicare, sia nel senso logico-verbale di formulare giudizi che definiscono e classificano, sia nel senso assiologico di emettere valutazioni che assolvono o condannano. Come esempio di questa modo di procedere si prende la filosofia hegeliana, che svolge, al pari di Canetti, una fenomenologia della bocca, come organo del linguaggio ma anche della triturazione, organo di sublimazione spirituale ma anche di sopravvivenza animale. Grazie a tale confronto, l'articolo commenta la proposta canettiana di un pensiero poetico che esibisca la realtà delle cose, senza abbellimenti ma senza neanche la predazione del giudizio filosofico. Un pensiero, dunque, capace di esprimere i lati terribili della vita, senza toglierle le possibilità nascoste, il "respiro" che esse hanno o potrebbero avere, quando non pregiudicate da una volontà di dominio su di esse
Crudeltà. Sonde filosofiche nell'esistenza
Crudeltà è uno dei nomi del male, indicando un’estrema violenza fisica o mentale. Per comprendere la sua sconcertante ma anche seducente forza negatrice, si richiede un atteggiamento di nitore intellettuale che non arretra di fronte alle manifestazioni più inquietanti dell’umano, le quali spesso assumono forme abitudinarie o addirittura “civilizzatrici”. Perciò i saggi qui presentati si muovono come sonde rapide nelle stratificazioni della vita quotidiana, tra rituali, usi linguistici, politici e morali, sin giù agli elementi primi di una fisiologia del corpo e della coscienza
Il cattivo infinito o dell’uomo qualunque. Note su Sartre e Fichte
L'articolo esamina le critiche che Hegel e Merleau-Ponty fanno alla filosofia riflessiva della coscienza, incarnata rispettivamente da Fichte e Sartre. Il centro della critica è riassunto nel concetto di cattivo infinito, cioè di una separazione frontale tra soggetto e oggetto che ripete all'infinito se stessa, anche sotto forma di opposizione esterno-interno, realtà-idea. Tra i due estremi si produce un urto reciproco, che costantemente li mette in relazione e li respinge, senza mai arrivare a una sintesi. L'articolo delinea questa intrinseca limitatezza della filosofia della coscienza, ma per evidenziarne anche il vantaggio: essa descrive al meglio la dialettica oppositiva che connota il modo ordinario di fare esperienza. Nonostante e forse proprio grazie ai suoi limiti teoretici, la filosofia riflessiva della coscienza restituisce con insuperata precisione la fenomenologia dell'esistenza, il dramma quotidiano che vive l'uomo qualunque, prima e dopo ogni sublimazione filosofica
Messaggi di Scienza
Durante SPAIS 2018 è stata esaminata la diversa natura dei segnali che sono veicolo dello scambio di informazione e l’effetto sulle proprietà di sistemi di natura diversa. Si è prestata particolare attenzione alle proprietà che emergono solo in presenza di un numero elevato di unità interagenti mediante esempi in Chimica, Fisica e nelle Scienze Biologiche, Geologiche e Naturali. Si è prestata attenzione anche alle tecniche di rilevazione e analisi di specifici segnali, siano essi di natura elettromagnetica o gravitazionale o relativi a oscillazioni della materia come nel caso di onde sismiche e/o sonore. Coerentemente alla mission di SPAIS, è stato dato anche spazio alle applicazioni a carattere tecnologico e applicativo delle interazioni fra molecole e sistemi più complessi che sono fondamentali nella nanoelettronica per progettare e realizzare opportuni aggregati su scala nanometrica in particolare nella sensoristica e in campo biomedico
Scienza inForma. La Forma nella Scienza
SPAIS 2017 si propone di approfondire l’analisi dell’importanza della forma in vari campi del sapere scientifico: dalla forma delle molecole in relazione alle loro proprietà, gli aggregati supramolecolari e, via via su scale dimensionali sempre più grandi, alla forma degli organismi, della Terra e dell’Universo. Come sempre proporrà anche stimolanti “contaminazioni” fra Scienze, Storia, Filosofia e Arte
I Modelli nelle Scienze
Il volume raccoglie i contributi presentati in occasione della XIII edizione della Scuola Permanente per l’Aggiornamento degli Insegnanti di Scienze Sperimentali - SPAIS, Agrigento, 22 – 27 Luglio 2019. Il tema riguardante i modelli scientifici è di particolare interesse in tutte le Scienze e particolare attenzione è stata rivolta ad argomenti di carattere interdisciplinare
Zur relativen Bedeutung des Politischen aus theologischer Sicht. Eine Response auf Marco Russo
An den Ausführungen von Marco Russo habe ich nichts richtig zu stellen, da er durch seine nun schon geraume Zeit andauernde Beschäftigung mit den Texten Otto Bauers, von denen viele noch gar nicht öffentlich zugänglich sind, eindeutig der bessere Kenner dieses Denkers ist, als ich. Ich möchte auch keine fundamentale Kritik an den vorgestellten Konzepten äußern, sondern lediglich einige Fäden aus dem Teppich dieser Einführung in den religiösen Sozialismus österreichischer Prägung aufgreifen, u..
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