2,544 research outputs found

    Il Noli me tangere del Maestro del Codice di San Giorgio

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    La piccola tavola con il soggetto del "Noli me tangere" presenta una singolare fusione iconografica tra l'episodio di Maria Maddalena e l'incontro con i due angeli, con una lettura innovativa dell'episodio evangelico. Sebbene la definizione di tale scelta iconografica non sia stata ampiamente studiata, è evidente l'influenza di Giotto e la comparazione con altre opere coeve, come quelle della cappella Pontano ad Assisi. La scena è ambientata in un giardino rigoglioso, rispecchiando l'associazione di Cristo con un "hortulanus" (giardiniere). Il dipinto, donato nel 1888 a Firenze dall'antiquario Louis Carrand, faceva parte di un complesso polittico portatile per la devozione personale, insieme ad altre tavole conservate al Bargello e nel Metropolitan Museum di New York. Sebbene inizialmente attribuito ad Ambrogio Lorenzetti, il dipinto è ora riconosciuto come opera di un artista legato alla cosiddetta tradizione miniaturistica fiorentina, Maestro del Codice di San Giorgio, databile alla prima metà del Trecento. L'eleganza stilistica e la raffinatezza delle figure, nonché la delicata ambientazione del giardino, pongono l'opera nel contesto cosmopolita della curia avignonese, segnando un'evoluzione nel percorso artistico dell'autore

    Il Γεωπονικόν del monaco Agapio di Creta (XVII s.)

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    ItL'articolo analizza il Γεωπονικόν del monaco Agapio Lando di Creta (XVII s.), ne descrive la struttura e le caratteristiche principali e presenta alcuni estratti in traduzione italiana. Viene riconosciuto il testo del Γεωπονικόν in un codice greco conservato presso l'Accademia di Atene.EnThe paper analyzes the Γεωπονικόν written by Agapius Lando, Cretan monk of the 17th c. It describes the work's structure and the main features and presents extracts in Italian translation. The text of the Γεωπονικόν is recognized in a codex preserved in the Academy of Athens

    La Bibbia di Bonfranciscus

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    Il manoscritto analizzato contiene la traduzione latina della Bibbia di Girolamo, redatta secondo la versione consolidatasi a Parigi all'inizio del Duecento, con un insieme di testi accessori e una suddivisione uniforme in capitoli. Scritto in una elegante scriptura textualis, è stato copiato da "Bonfranciscus de Paiarinis de Zintrale" di Vicenza, probabilmente uno studioso del testo biblico e forse notaio, che ha consultato due giudei per una verifica filologica della recensione della Vulgata. L'apparato decorativo, tradizionale ma con eccezioni come le miniature tabellari della Genesi, si ispira a modelli bolognesi e padovani. La datazione del codice al 1399 è confermata dalle rubriche e dallo stile ornamentale, che riflette influenze della pittura neogiottesca padovana. La decorazione, pur dimostrando una certa disparità qualitativa, potrebbe derivare da una bottega locale ispirata da Giusto de' Menabuoi e altri maestri carraresi

    Non trivial chiroptical responses: experimental and theoretical investigations

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    In the past few years, our two groups of research have been collaborating on a number of projects dealing with the assignment of the absolute configuration (AC) of complex chiral molecules of phar- macological interest in the disordered phase. [1] These studies have been mainly carried out by means of electronic circular dichroism (ECD) spectroscopy and quantum mechanical (QM) calculations at the den- sity functional theory (DFT) level of approximation. Particular attention has been payed to non-trivial chiroptical responses due to conformational flexibility and solvation. Beside these shared activities, some more specific research fields have been investigated too. In par- ticular, the Bologna group has performed studies concerning the hyphenation of enantioselective HPLC methods with detection systems based on ECD [2] and the characterization of biomolecular recognition phenomena between drugs and target or carrier macromolecules. [3] The Salerno group has developed some skills in vibrational circular dichroism (VCD) [4] and chiral NMR [5] spectroscopies, thanks to the availability of a VCD spectrometer and previous studies concerning the non-linear response of molecules exposed to radiation. [1] (a) C. Bertucci, M. Pistolozzi, D. Tedesco, R. Zanasi, R. Ruzziconi, A. M. Di Pietra, J. Chromatogr. A 2012, 1232, 128–133; (b) D. Tedesco, R. Zanasi, A. Guerrini, C. Bertucci, Chirality 2012, 24, 741–750; (c) F. Dong, J. Li, B. Chankvetadze, Y. Cheng, J. Xu, X. Liu, Y. Li, X. Chen, C. Bertucci, D. Tedesco, R. Zanasi, Y. Zheng, Environ. Sci. Technol. 2013, 47, 3386–3394; (d) W. J. Andrioli, R. Conti, M. J. Araújo, R. Zanasi, B. C. Cavalcanti, V. Manfrim, J. S. Toledo, D. Tedesco, M. O. de Moraes, C. Pessoa, A. K. Cruz, C. Bertucci, J. Sabino, D. N. P. Nanayakkara, M. T. Pupo, J. K. Bastos, J. Nat. Prod. 2014, 77, 70–78; (e) D. Tedesco, R. Zanasi, I. W. Wainer, C. Bertucci, J. Pharm. Biomed. Anal. 2014, 91, 92–96. [2] (a) C. Bertucci, D. Tedesco, J. Chromatogr. A 2012, 1269, 69–81; (b) D. Tedesco, A. M. Di Pietra, F. Rossi, M. Garagnani, E. Del Borrello, C. Bertucci, V. Andrisano, J. Pharm. Biomed. Anal. 2013, 81-82, 76–79. [3] (a) G. A. Ascoli, E. Domenici, C. Bertucci, Chirality 2006, 18, 667–679; (b) M. Pistolozzi, C. Bertucci, Chirality 2008, 20, 552–558; [4] (a) A. Lattanzi, A. Russo, P. Rizzo, G. Monaco, R. Zanasi, Chirality 2010, 22, E130–E135; (b) A. Massa, P. Rizzo, G. Monaco, R. Zanasi, Tetrahed. Lett. 2013, 54, 6242–6246. [5] (a) S. Pelloni, P. Lazzeretti, R. Zanasi, J. Chem. Theory Comput. 2007, 3, 1691–1698; (b) G. Monaco, R. Zanasi, Chirality 2011, 23, 752–755

    Roberto di Oderisio, Crocifissione

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    Scheda di catalogo della Crocifissione di Roberto di Oderisio del Museo Diocesano di Salerno

    La ricostruzione coronale del dente trattato endodonticamente

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    I materiali da restauro devono resistere agli stress indotti dalle forze masticatorie. Oltre alla conoscenza delle loro proprietà meccaniche, occorre considerare molteplici fattori, quali la capacità di adesione, la facilità di manipolazione, il tempo necessario per la loro applicazione e la capacità di sigillo quando si seleziona il prodotto da usare per la ricostruzione di un elemento dentale devitalizzato. Amalgama, resine composite e vetro ionomeri modificati, alcuni dei quali rinforzati con polveri metalliche sono stati impiegati come materiali da restauro del moncone protesico. , Il confronto tra questi prodotti, tramite tests di laboratorio e osservazioni cliniche, è di capitale importanza per valutare il loro comportamento e la loro durata una volta sottoposti a stress meccanici e termici in sede orale. Negli ultimi decenni la ricerca sui materiali da ricostruzione diretta, in accordo con i principi di adesione, ha fondamentalmente seguito due filoni concentrandosi da un lato sullo sviluppo dei cementi vetroionomerici e dall’altra parte sulle resine composite, ottenendo in alcuni casi materiali ibridi quali compomeri e vetro-ionomeri modificati con resine composite, i quali presentano caratteristiche meccaniche intermedie tra i due materiali di origine. E’ utile rappresentare le resine composite e i vetroionomeri su di una scala in maniera diametralmente opposta nell’ampio spettro delle formulazioni dei materiali. I prodotti ibridi (compomeri e vetro-ionomeri modificati) possono essere collocati in posizione intermedia sfruttando i vantaggi che i due materiali posti agli estremi possiedono4 (Fig. 1). L’adesione che questi differenti materiali hanno con i tessuti dentali, anche se di differente entità e forza di legame, accomuna questi prodotti per un’aspetto fondamentale: il sigillo del restauro. Fig. 1 Materiali utilizzabili per la ricostruzione del moncone protesico (modificato da Peters & McLean ) ____________________________________________________________________ La capacità di sigillare ermeticamente l’interfaccia dente-restauro è una delle caratteristiche fondamentali per un materiale da ricostruzione. E’ stato dimostrato che molti insuccessi protesici classificati come fallimenti endodontici, sono la diretta conseguenza del passaggio di batteri attraverso il lume canalare. L’infiltrazione, che può verificarsi durante le fasi provvisorie protesiche o l’esposizione alla saliva durante le fasi di preparazione di un perno indiretto espongono la guttapercha ad un impatto batterico elevato che può tramutarsi successivamente in insuccesso endodontico. La possibilità di ricostruire un elemento dentale con un perno in fibra appena terminata la terapia canalare e adattare il restauro provvisorio nella stessa seduta, riduce la possibilità di infiltrazione batterica. Prima di esaminare singolarmente tutti i prodotti e le tecniche utilizzate per la realizzazione del moncone protesico, occorre tuttavia ricordare che esistono alcuni fattori critici comuni a tutti i materiali che possono pregiudicare la durata della ricostruzione, quali la vicinanza del margine protesico con la linea di finitura della ricostruzione post-endodontica e la incacapacità di sigillo del restauro protesico provvisorio e definitivo. I margini del restauro protesico devono coprire almeno 2-3 millimetri la struttura dentale e non devono mai terminare sul materiale utilizzato per la ricostruzione del moncone. Queste considerazioni sono valide anche per ricostruzioni effettuate con perni in fibra e ricostruzioni in composito. Infatti la presenza di almeno 2 mm di dentina coronale residua è correlabile con una percentuale di successo clinico piu’ elevata . (Ferrari et al., 2000). I restauri protesici provvisori e a maggior ragione quelli definitivi devono, tramite il cemento, sigillare ermeticamente il margine attraverso un perfetto adattamento per poter controllare l’assorbimento di acqua e la microinfiltrazione

    VIII.14 Epigrafe funeraria del monaco Almo

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    Scheda di catalogo relativa all'iscrizione funeraria del monaco Almo dal monastero di San Vincenzo al Volturno

    L'Illustratore a Bologna tra libri di legge e chiose dantesche: problemi aperti e sviluppi recenti della ricerca

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    L’intervento intende presentare gli sviluppi delle mie ricerche sulla figura del cosiddetto Illustratore, protagonista della decorazione libraria bolognese degli anni trenta e quaranta del Trecento. La prima parte è dedicata alla restituzione al catalogo del maestro di una copia del Parvum Volumen conservata presso la Bibliothèque Municipale di Bordeaux (ms. 355.1). Come mi ha gentilmente segnalato François Avril, l’artista ha eseguito tre riquadri miniati larghi due colonne di testo, in corrispondenza dell’inizio delle Institutiones (c. 1r), dei Tres libri (c. 205r) e delle Consuetudines feudorum (c. 275r). Queste miniature vedono l’artista in una fase di passaggio dall’equilibrio compositivo e la chiarezza spaziale degli inizi sotto il segno dell’aggiornamento giottesco del Maestro del 1328 verso lo sconvolgimento caotico caratteristico della sua produzione più nota. Il medesimo momento è riconoscibile anche in altri due codici del Parvum Volumen, a Edimburgo (National Library of Scotland, ms. Advocates 10.1.4(i)) e a Monaco (Bayerische Staatsbibliothek, Clm 3502), e in un Infortiatum a Parigi (Bibliothèque Nationalems. Lat. 14340). Nella seconda parte dell’intervento si tenta una prima valutazione del ruolo dell’Illustratore nel percorso della miniatura e, più in generale dell’arte gotica, bolognese. Partendo dall’ancora fondamentale lettura critica di Roberto Longhi, si propone un nesso tra l’efficacia di racconto diretto e asintattico che già il grande studioso aveva individuato come il cuore dell’arte dell’Illustratore e le funzioni di visualizzazione concreta del diritto che la decorazione libraria ricopriva in qualità di glossa visiva all’interno dei codici giuridici prodotti a Bologna. L’intervento verifica quest’ipotesi sulla base della valorizzazione del dato narrativo operata dall’artista in un codice non giuridico come la Commedia Riccardiano 1005 di Firenze e in alcuni libri di legge dallo stesso manoscritto di Bordeaux all’ormai noto Graziano Vat. lat. 1366. Infine, a partire da quest’approccio all’illustrazione giuridica si possono rivedere il rapporto dell’artista con i modelli di Giotto, del gotico settentrionale e soprattutto con gli affreschi di Buffalmacco nel Camposanto di Pisa, già notati a partire da Longhi.This paper is intended to present the developments of my research on the artist nicknamed the Illustratore, one of the main illuminators in Bologna in the 1330s-40s. The first half of the paper deals with the addition of a Parvum Volumen held by the Bibliothèque Municipale in Bordeaux (MS 355.1) to the artist’s known body of works. As François Avril kindly indicated to me, the artist painted three two-column frontispieces in the manuscript, at the beginning of the Institutiones (fol. 1), the Tres libri (fol. 205), and the Consuetudines feudorum (fol. 275). In these miniatures the artist appears in a transitional phase from the balanced composition and the plainly built space of his earlier works, influenced by the updating to Giotto of the 1328 Master, to the chaotic upheaval of his most famous works. The same phase is observable in two other Parvum Volumen in Edinburgh (National Library of Scotland, Advocates MS 10.1.4(i)) and Munich (Bayerische Staatsbiliothek, Clm 3502) and in an Infortiatum in Paris (Bibliothèque Nationale de France, MS Latin 14340). In the second half of my paper, I try to examine the Illustratore’s role in Bolognese Gothic illumination and art in general. By starting from the still fundamental interpretation of the artist’s oeuvre by Roberto Longhi, I suggest a connection between «quel linguaggio corsivo, asintattico e vivacemente narrativo» at the heart of Illustratore’s art, a point already identified by Longhi, and the function of the concrete visualisation of law as a sort of visual commentary on the legal manuscripts produced in Bologna. In the paper I confirm this hypothesis with regard to the way the artist valued narrative in a non-legal manuscript, the Divine Comedy Riccardiano 1005 in Florence, and in a few law books ranging from the above mentioned manuscript of Bordeaux to the well known Gratian Vat. lat. 1366. Finally, I return to this consideration of the illustration of legal manuscripts to focus on the artist’s connections – recognized in modern scholarship since Longhi – to Giotto, the north-European Gothic tradition and, especially, to Buffalmacco’s murals in the Camposanto of Pisa

    Paul Cret: l’ordine americano

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    Questo testo affronta il problema del rapporto tra ordine classico e ordine della modernità nell'opera dell'architetto franco-americano Paul Philippe Cret (1876-1945), allievo di Jean-Louis Pascal e Julien Guadet all'École des Beaux-Arts di Parigi. Nel solco della tradizione e del lessico Beaux-Art, l'architettura civica di Cret, rappresentata nella sua concezione dall'ordine “attico”, di cui egli fa un uso esplicito e filologico, elabora un programma antidogmatico che definirà “New Classicism”. Il testo approfondisce il caso della Folger Shakespeare Library realizzata a Washington DC (1929-1932) il cui ampliamento e ristrutturazione fu affidato (1977-1983) allo studio Cox & C. Nell'edificio è evidente il problema dell'interpretazione contemporanea dell'architettura classicista, dell'architettura nella quale vive l'idea di ordine classico. Il testo accenna al successo critico dell'opera di Cret e alle influenze indirette e dirette che la sua ricerca ebbe sulla modernità classicista di autori come Marcello Piacentini, Albert Speer, Adalberto Libera, Ludovico Quaroni, Luigi Moretti. Ed alle ulteriori migrazioni del suo stripped classicism2 attraverso l’opera e gli scritti dei suoi allievi di Philadelphia: nel contesto anglosassone (Louis Khan) e nel contesto cinese (Liang Sicheng)

    Tino di Camaino, Crocifissione

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    Scheda di catalogo della Crocifissione di Tino di Camaino nel monastero di Santa Chiara a Napoli
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