1,721,010 research outputs found
La programmazione del turismo delle regioni e la Regione Toscana
With reference to the functions attributed to municipalities and provinces, the Tuscany Region has maintained a central role of planning and coordination of activities in the tourism sector. Local authorities and the various territorial levels of the trade associations of undertakings and workers are also formally involved in the preparation of regional planning.
For this purpose, some regions have set up consultation tables to involve all public and private stakeholders in the sector. The article delves into the modalities of tourism planning, highlighting the training process and the laws of reference
I Piani Strategici per il Turismo
From many points of view, the 30-year period from 1990 to 2020 was a period of great change that led, as a consequence, to a continuous reshaping of public policies for the tourism sector and related industries.The Tourism Startegic Plan for Italy, is based on a great heritage of ideas and proposals, elaborated with a process of wide sharing, which has not exhausted its function with approval but will continue after the Covid and in the years to come. The Plan, in fact, was conceived as a constantly evolving "living" organism. Moreover, it adopts a strategic vision that, starting from the full awareness of the opportunities of the tourist development of our country, identifies four objectives to strengthen the sector and its offer: full enhancement of the cultural and territorial heritage
L'Economia del Turismo della Regione Toscana
Analysis of the tourism economies of a region is relevant for determining the policies and effects of tourism on the productive and economic system. For the Tuscany region, the main economic indicators are analysed using panel data and checking their development and growth dynamics. The article analyses data on tourism spending, balance of payments and impacts, with reference to both ISTAT data and estimates of ignored tourism in the region
La nautica da diporto: una modalità di trasporto tipicamente turistica
Alcune tipologie di trasporto hanno un carattere eminentemente turistico perché sono utilizzate quasi esclusivamente come mezzo per la fruizione del soggiorno vacanziero, come si verifica per impianti a fune, nautica da diporto, charter nautico, crociere. Rientrano parzialmente in questa categoria anche i voli low cost che sono stati considerati nello specifico capitolo sui trasporti.
Si è scelto di indagare un comparto particolarmente rilevante della nautica da diporto, che rappresenta una delle segmentazioni più significative delle vacanze balnear
Il contratto di rete nel turismo: scelte organizzative e valutazione della performance
Il prodotto turistico è tradizionalmente riconosciuto dalla letteratura come uno dei prodotti a più alta complessità in quanto la sua erogazione richiede il coordinamento e l’integrazione armonica dei servizi offerti da numerose imprese appartenenti a settori anche molto diversi tra loro (Pechlaner, Pichler, e Volgger, 2012, p. 926). Per la natura stessa del prodotto, quindi, le relazioni inter- organizzative sono state tradizionalmente al centro degli studi manageriali sul turismo incentrate sui temi di marketing (Bieger, 1998; d'Angella e Go, 2009), competitività delle imprese e delle destinazioni (Cooper, Scott, e Baggio, 2009; Ritchie e Crouch, 2003), sostenibilità (Erkuş-Öztürk e Eraydın, 2010). Dal 2009 sullo scenario italiano è stato introdotto un importante strumento normativo, il contratto di rete (l.33/2009), volto ad offrire alle imprese di tutti i settori una modalità di collaborazione flessibile e con ampio margine di formalizzazione delle relazioni. Dopo diversi interventi legislativi mirati al perfezionamento della iniziale proposta della legge 33, il contratto di rete (CdR) si è diffuso significativamente in Italia, arrivando a coinvolgere 34.032 imprese organizzate in 5.698 contratti (dati Infocamere, 3 Settembre 2019). Oltre agli incentivi fiscali ai quali le imprese possono accedere, il contratto di rete offre l’opportunità di costituirsi soggetto collettivo per perseguire un obiettivo comune, e realizzare attività congiunte mirate all’innovazione e alla competitività dei membri
Il turismo congressuale in Italia al tempo della pandemia
Il settore dei congressi e degli eventi si trova ad affrontare una crisi senza precedenti a causa della pandemia da Covid-19, che ha comportato una pesante e improvvisa battuta d’arresto dopo il positivo e costante percorso di crescita intrapreso negli anni dal 2015 al 2019 in termini di numero sia di eventi (con un tasso di incremento medio annuo del 4,1%) che di partecipanti (+3,7%), offrendo significative opportunità di creazione di valore per le imprese e per la collettività. Secondo The Strategic Alliance of the National Convention Bureaux of Europe il mercato dei congressi e degli eventi in Europa ripartirà in modo significativo dal 2022, ma la crescita del numero di partecipanti verrà frenata dalle limitazioni negli spostamenti internazionali e dall’uso dei meeting virtuali e ibridi e potrà tornare ai livelli pre-Covid entro il 2024. Considerando che la durata media degli eventi in presenza subirà un decremento, The Strategic Alliance of the National Convention Bureaux of Europe stima che la spesa per congressi ed eventi non tornerà ai valori precedenti alla pandemia prima del 2026. In questo contesto, l’analisi del mercato italiano dei congressi e degli eventi, promossa da Federcongressi&eventi e realizzata annualmente dal 2014 dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell’Università Cattolica, ha assunto un’importanza particolare al fine sia di quantificare la perdita subita dalle diverse tipologie di strutture in termini di eventi ospitati e di fatturato, sia di rilevare i cambiamenti posti in atto dalle sedi per far fronte all’emergenza, nonché di raccogliere le opinioni delle sedi stesse sulle prospettive di ripartenza del settore. L’analisi ha mostrato un impatto fortissimo della pandemia su tutte le tipologie di sedi, con una riduzione del fatturato del 2020 pari mediamente al -79% rispetto al 2019
- …
