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Attualità e storia delle circostanze del reato. Un istituto al bivio tra legalità e discrezionalità
M. PIFFERI, Accidentalia delicti e criteri di commisurazione della pena. Una lettura
storica delle circostanze alla ‘periferia’ del codice . . . 1; R. BARTOLI, Le circostanze ‘al bivio’ tra legalità e discrezionalità. . . . 19; L. GARLATI, Radici antiche per problemi attuali: le circostanze nella legislazione
asburgica . . . 51; F. COLAO, Il problema delle circostanze del reato. Dall’arbitrium al ‘potere
discrezionale del giudice’ nell’individualizzazione della pena. Un percorso
italiano tra Otto e Novecento . . 79; S. MARTÍN, Modelos de circunstancias del delito en la codificación penal española
(1822-1944) . . . 109; M. N. MILETTI, Elemosina giudiziaria o trionfo dell’ equità? Il ripristino delle
attenuanti generiche nella penalistica italiana del secondo dopoguerra. . . . 165; G. DE VERO, Le circostanze del reato tra determinazione legale e commisurazione giudiziale delle pene. . . . 213; A. MELCHIONDA, La disciplina italiana delle circostanze del reato, tra ambiguità storiche, disarmonie funzionali e prospettive di ricostruzione. . . 251; F. BASILE, L’enorme potere delle circostanze sul reato; l’enorme potere dei giudici sulle circostanze. . . 303
N° 5 — BARTOLI Pierre
Bartoli Pierre, Mignaval Pierre, Bossuat Marie-Claude. N° 5 — BARTOLI Pierre. In: Témoins et acteurs des politiques de l'éducation depuis la Libération. Tome 1 - Inventaire de cinquante entretiens. Paris : Institut national de recherche pédagogique, 1995. pp. 27-28. (Témoins et acteurs des politiques de l'éducation, 1
L’edizione dei libri di Sebastiano Serlio rivista da Cosimo Bartoli
Cosimo Bartoli, letterato e poligrafo fiorentino, è noto per i suoi contributi all’uso della lingua toscana nel XVI secolo e in particolare per la sua traduzione del De re edificatoria di Leon Battista dal latino in volgare. Il saggio attribuisce a lui l’edizione del 1556 in quarto del trattato di architettura di Sebastiano Serlio sulla base di una serie di considerazioni legate alla permanenza di Bartoli in quegli anni a Venezia, luogo dell’edizione, dei suoi continuativi rapporti con l’editore e delle modalità di introduzione del lessico tecnico toscano all’interno del testo di Sebastiano Serli
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The path to leadership: Angie Bartoli on her research into becoming a social work manager
In this inspiring episode of The Social Work Pivot Podcast, Janet sits down with Angie Bartoli, an accomplished social worker, academic, and author of Becoming a Social Work Manager. Drawing on her extensive career and doctoral research, Angie shares valuable insights into the transition from practitioner to manager and how she found her passion in academia
Cosimo Bartoli and Michelangelo. A study of the sources for Michelangelo by Bartoli with excerpts from the Ragionamenti accademici di Cosimo Bartoli gentil' humo et accademico fiorentino, sopra alcuni luoghi difficili di Dante (Venezia: de Franceschi, 1567) and other works by Bartoli (FONTES 64)
FONTES 64 is a study of the sources for the life and art of Michelangelo Buonarroti written by Cosimo Bartoli (1503-1572), a Florentine humanist, translator, art theorist, and diplomat. Primarily texts from Bartoli’s "Ragionamenti accademici" (Venezia 1567) are treated. The relevant texts are quoted completely in full-text form, together with other texts taken from Bartoli’s letters to Giorgio Vasari and from other printed works by Bartoli
In dialogo su libertà di espressione, riso e violenza
Il saggio si inserisce in un volume in cui dialogano filosofi del diritto e filosofi del linguaggio. Nello specifico lo scritto di Clelia Bartoli discute con quello di Salvatore Di Piazza il cui cuore tematico riguarda le dinamiche che si generano all’interno di un triangolo i cui vertici sono costituiti da tre concetti: il riso, la libertà di espressione e la violenza.
L’argomentazione del filosofo del linguaggio usa come banco di prova un caso emblematico: «La satira à la Charlie Hebdo, ovvero la presa in giro irriverente, caustica e politicamente scorretta». Di Piazza debutta con un paio di domande: «si può ridere di tutto?» e «si può dire di tutto in un discorso connesso al riso?». In altri termini, l’autore domanda entro quali confini si può muovere la libertà di espressione che utilizzi il registro comico affinché non sia lesiva della libertà e della dignità altrui.
Clelia Bartoli mostra come l’autore parta da una concezione liberale della libertà di espressione che dalla Rivoluzione francese in poi è la concezione dominante nella produzione normativa. Ma propone di affrontare il tema con una concezione della libertà di espressione differente, che non abbia a modello la pars condicio di matrice liberale, bensì il dialogo autentico che emerge dalla proposta ermeneutica di Gadamer. Da ciò deriverebbero implicazioni normative alternative per definire la libertà di espressione.The essay is part of a volume in which philosophers of law and philosophers of language dialogue. Specifically, Clelia Bartoli's paper addresses Salvatore Di Piazza’s writing whose thematic core concerns the dynamics generated within a triangle whose vertexes consist of three concepts: laughter, freedom of expression and violence.
The philosopher of language's argument uses as a crucial case study: "Satire à la Charlie Hebdo, or the irreverent, caustic and politically incorrect mockery". Di Piazza debuts with a couple of questions: "can one laugh at everything?" and "can one say everything in a discourse related to humor?". In other words, the author asks within which boundaries freedom of expression using the comic register can be moved so that it is not detrimental to the freedom and dignity of others.
Clelia Bartoli shows how the author starts from a liberal conception of freedom of expression, which from the French Revolution onwards is the conception that inspires most of the normative production. But she proposes to approach the issue with a different conception of freedom of expression, one that does not model itself on liberal idea of the “pars condicio”, but on the “authentic dialogue” as it emerges from Gadamer's hermeneutic proposal. This would give rise to alternative normative implications for defining freedom of expression
In ossequio a una norma il cui senso ci sfugge: scrivere con Bruno Celano
Il titolo di questo articolo è l'incipit di una formula utilizzata da Bruno Celano nella prima nota dei saggi a due mani. Nella sua versione integrale è la seguente: “In ottemperanza a una norma italiana, di cui non comprendiamo appieno il senso, dichiariamo che le sezioni X e Y sono di Bruno Celano e le sezioni W e Z sono di N”. Dato il processo di scrittura altamente dialogico, possiamo facilmente comprendere perché Celano, con garbata irriverenza, obbedisse alla richiesta di attribuire la titolarità di ogni sezione a unautore, non esimendosidall’esprimereun certo dissenso.Nella sua vasta produzione, i testia doppia firmasono pochie recenti. Tuttavia, raccontare la pratica creativa della scrittura congiunta ci permette di mostrare un tratto distintivo dell'intera opera di Bruno Celano, ovvero il pensare e il ricercare in dialogo. Nel presente lavoro, Clelia Bartoli, Marco Brigaglia e Giuseppe Rocché ripercorrono alcuni elementidal backstage del lavoro di Celano, soprattutto negli ultimi anni segnati dalla malattia.The title of this article is the incipit of a formula used by Bruno Celano, to be placed in the first note of the two-handed essays. In its completeversion it is as follows: «In complying with an Italian rule, whose point we do not fully understand, we declare that sections X and Y are by Bruno Celano and sections W and Z are by N». Given the highly dialogic process of writing that took place with Celano, we can easily understand why he,with gentle irreverence,obeyed by disagreeing to attribute ownership of each section to each author.In hisvast production, publications withanother author are few and recent. However, recounting the creative practiceof joint writing allows us to show a distinctive feature of Bruno Celano's entire oeuvre, which was thinking and researching in dialogue. In the current paper, Clelia Bartoli, Marco Brigaglia,and Giuseppe Rocchétrace some aspects of the backstage of Celano's work, especially inthe utmost years marked by illness
Statutorum ciuilium Reipublicae Genuensis nuper reformatorum libri sex. Cum dupuplici indice, altero rubricarum, & altero materiarum. Nonnullis in hac postrema editione declarationibus additis
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Mutilo di front. e fasc. A. Leg. in pergamena semifloscia con parecchie macchie d\u27inchiostro. Tit. ms. sul dorso
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