2,051 research outputs found

    Le aree interne come risorsa

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    Il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza di territori profondamente diversi sul piano fisico, socioculturale ed economico. Le “aree interne” costituiscono un’articolazione importante di tale diversità territoriale e sono contraddistinte da numerose criticità come la lontananza dai servizi essenziali – quali scuola, sanità e mobilità – la cui marginalizzazione ha assunto nel tempo una rilevanza “nazionale”, anche in considerazione del loro progressivo spopolamento. Nasce quindi la necessità di promuovere la presenza e la resilienza consapevole e soddisfacente delle comunità residenti in queste aree attraverso politiche dedicate, anche in quanto territori dotati di risorse ambientali e culturali ad alto potenziale di sviluppo. La Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) è nata al fine di superare le vulnerabilità presenti in queste zone e contribuire al loro riequilibrio socio-economico e territoriale. Nel corso del 2020, la crisi sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid-19, ha evidenziato l’importanza di questa misura che si è mostrata particolarmente utile di fronte alle emergenze socio-sanitarie, aumentando il grado di resilienza di queste zone e rivelando più in generale, un alto potenziale per nuovi processi di cambiamento, che proprio a partire dalle Aree interne, possono generarsi in favore di una ripresa e di uno sviluppo capace di produrre ricadute positive per l’intero Paese. Durante la pandemia sono stati attuati importanti interventi sui territori, soprattutto nel settore sanitario, e la strategia si è rivelata uno strumento efficace di risposta ai bisogni e alle problematiche di queste aree, amplificate dall’emergenza sanitaria. Le aree interne sembrano essere diventate ora possibili “laboratori” di misure e di progetti per uno sviluppo sostenibile ed inclusivo in grado di resistere anche davanti ad emergenze ed eventi imprevist

    Aree interne: stato dell'arte e intersezioni con il PNRR

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    Il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza di territori profondamente diversi sul piano fisico, socioculturale ed economico. Le “aree interne” costituiscono un’articolazione importante di tale diversità territoriale e sono contraddistinte da numerose criticità come la lontananza dai servizi essenziali – quali scuola, sanità e mobilità – la cui marginalizzazione ha assunto nel tempo una rilevanza “nazionale”, anche in considerazione del loro progressivo spopolamento. Si tratta di luoghi cruciali di presidio umano della tenuta del territorio italiano tutto, perché molto di quanto accade in tali territori ha ripercussioni sistemiche, troppo spesso trascurate. Nasce quindi la necessità di promuovere la presenza e la resilienza consapevole e soddisfacente delle comunità residenti in queste aree attraverso politiche dedicate, anche in quanto territori dotati di risorse ambientali e culturali ad alto potenziale di sviluppo. La Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) è nata al fine di superare le vulnerabilità presenti in queste zone e contribuire al loro riequilibrio socio-economico e territoriale. Nel corso del 2020, la crisi sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid-19, ha evidenziato l’importanza di questa misura che si è mostrata particolarmente utile di fronte alle emergenze socio-sanitarie, aumentando il grado di resilienza di queste zone e rivelando più in generale, un alto potenziale per nuovi processi di cambiamento, che proprio a partire dalle Aree interne, possono generarsi in favore di una ripresa e di uno sviluppo capace di produrre ricadute positive per l’intero Paese. Con il ciclo di programmazione 2014-2020, si è conclusa la prima sperimentazione della Strategia, con il finanziamento delle 72 aree progetto individuate con la mappatura effettuata nel 2014. In continuità con quanto sperimentato nel ciclo 2014-2020, la SNAI 2021-2027 proseguirà nel potenziare i servizi di cittadinanza e nel promuovere iniziative per lo sviluppo economico e l'occupazione delle nuove aree interne progetto selezionate con la mappatura aggiornata nel 2020. Gli interventi saranno sostenuti dai Fondi strutturali europei della programmazione 2021- 2027, ma anche da risorse nazionali legate principalmente al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Un ruolo importante in questo ciclo è rivestito anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che direttamente o indirettamente coinvolge la SNAI e le aree interne ed interviene su aspetti che potranno avere importanti impatti positivi su questi territori. Le aree interne sembrano essere diventate ora a pieno titolo possibili “laboratori” di misure e di progetti per uno sviluppo sostenibile ed inclusivo in grado di resistere anche davanti ad emergenze ed eventi imprevisti

    La historia del derecho romano de Castillejo. A propósito de su reimpresión.

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    La autora aborda el estado de la enseñanza del derecho romano en el primer tercio del siglo XX en las facultades de derecho de España y su relación con otros países occidentales. Toma como pretexto para sus notas la reedición de la histona del derecno romano publicada en 1935 por Castillejo.The author describes the standing of Roman law teaching in Spanish law schools during the first part of the XX century and how it relates with its teachig in other western countries. She bases her discussion of this topic on a new edition ot Castillejo 1935 book, The History of Román Law.Publicad

    Appendice metodologica

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    Attraverso metodologie qualitative e quantitative sono stati ascoltati migliaia di lavoratori del sociale

    La Pubblica Amministrazione e la sfida di una nuova governance locale

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    I giovani Sindaci, Assessori e Consiglieri di oggi sono chiamati ad affrontare la sfida di amministrare i propri comuni con competenza, visione strategica e spirito innovativo. In un contesto sempre più complesso, in una nuova stagione di risorse economiche e dove i bisogni dei cittadini in continua evoluzione, il loro ruolo non è solo tecnico, ma profondamente politico e sociale. L'obiettivo del volume è fornire strumenti di riflessione e pratiche operative per affrontare le principali tematiche della gestione amministrativa locale. Nello specifico, il contributo intende offrire una panoramica delle sfide collegate alla governance territoriale

    I comuni e le aree interne: rinnovamento o discontinuità?

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    Il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza di territori profondamente diversi sul piano fisico, socio-culturale ed economico. Le “aree interne” 1 costituiscono un’articolazione importante di tale diversità territoriale – secondo l’ultima mappatura del 2020 2 sono classificati come area interna quasi la metà dei comuni italiani nei quali vivono oltre 13 milioni di persone - e sono contraddistinte da numerose criticità come la lontananza dai servizi essenziali – quali scuola, sanità e mobilità – la cui marginalizzazione ha assunto nel tempo una rilevanza “nazionale”, anche in considerazione del loro progressivo spopolamento. La Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) è nata agli inizi della seconda decade degli anni Duemila al fine di superare le vulnerabilità presenti in queste zone – invecchiamento e spopolamento in primis - e contribuire al loro riequilibrio socio- economico e territoriale. Le aree interne sono, infatti, spesso caratterizzate da risorse ambientali e culturali ad alto potenziale di sviluppo, il cui presidio attivo di comunità è cruciale per la tenuta complessiva del territorio sotto il profilo idrogeologico, paesaggistico e dell’identità culturale: si tratta quindi di territori nei quali è necessario creare nuove possibilità di reddito ed assicurare agli abitanti maggiore accessibilità ai servizi essenziali. Con il ciclo di programmazione 2014-2020, si è conclusa la prima sperimentazione della SNAI, con il finanziamento delle 72 aree progetto individuate a partire dalla mappatura effettuata nel 2014. Nel paragrafo 1 è riportato il quadro d’insieme degli interventi previsti e delle relative fonti di finanziamento dalle Strategia d’area approvate che sono state formalizzate a livello locale per mezzo di un Accordo di Programma Quadro. In continuità con quanto sperimentato nel ciclo 2014-2020, per il ciclo di programmazione 2021-2017 sono state individuate 56 nuove aree 2021-2017 e confermate o ri-perimetrate 67 delle 72 aree progetto identificate nel 2014-2020, alle quali si aggiunge il “progetto speciale Isole Minori”. Complessivamente si tratta di 124 aree di progetto selezionate con la mappatura delle aree interne aggiornata nel 2020. Nel paragrafo 2 è fornita un’ampia panoramica sul processo che ha portato alla individuazione delle aree progetto sulle quali insisterà la SNAI 2021-2027 nonché è riportata la loro elencazione. Gli interventi della nuova programmazione saranno sostenuti dai Fondi strutturali europei della programmazione 2021-2027, ma anche da risorse nazionali legate principalmente al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Un ruolo importante in questo ciclo di programmazione è rivestito anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che direttamente o indirettamente coinvolge la SNAI e le aree interne ed interviene su aspetti che potranno avere importanti impatti positivi su questi territori Un primo, interessante, quadro sugli interventi finanziati dal PNRR nelle aree interne è riportato nel paragrafo 3 con particolare riferimento alle misure specificatamente rivolte ai comuni appartenenti alle aree interne. Come negli anni precedenti a completamento del contributo vi è un aggiornamento dell’analisi delle criticità finanziarie nei comuni appartenenti alle aree interne (paragrafo 4). La conferma della SNAI nell’Accordo di partenariato 2021-2027 conferma l’attenzione per le aree interne che sembrano essere diventate ora a pieno titolo possibili “laboratori” di misure e di progetti per uno sviluppo sostenibile ed inclusivo in grado di resistere anche davanti ad emergenze ed eventi imprevisti. Ma non mancano le “zone d’ombra”, già evidenziate anche nel precedente Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni, sulle quali si ritornerà nelle riflessioni conclusive per capire se si tratta di una prosecuzione caratterizzata in termini di rinnovamento piuttosto che di discontinuità (o, perché no, anche di entrambi)

    Il diritto penale nel canone di Mario Romano

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    This paper deals with the extension and the extraordinary scientific value of the works written by a great Master in Criminal Law, such as Mario Romano. The Author briefly presents some of the most relevant contributions given by Professor Mario Romano to the Criminal Science, first of all his "Commentario sistematico del codice penale" (Systematic Commentary on the penal code), a unique work. Finally, the paper talks about some topics which have been developed inside the work "Studi in onore di Mario Romano" (Studies in Honour of Mario Romano)

    Deliberation and journalism

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    The first chapter in 'International Journalism and Democracy' re-examines current ideas about the role of journalism in promoting democracy, introducing the concept of "deliberative journalism". 'Deliberation and Journalism' lists the ways in which journalists can assist deliberation and politics in communities around the world. The chapter defines deliberation as a specific form of conversation that precedes and promotes decision-making and action by members of a community. The author recognises the difficulty of engaging in deliberation in communities that are divided by different interests, identities, backgrounds, resources and needs. She provides examples of strategies that journalists can use to encourage inclusive and productive deliberation in the face of community diversity.\ud \ud The chapter introduces examples of types of deliberative journalism that have emerged around the globe. These include strategies that have been sometimes been labeled as public journalism, civic journalism, peace journalism, development journalism, citizen journalism, the street press, community journalism, environmental journalism, and social entrepreneurism. The chapter also includes models of journalism that have not yet been given any particular name. Although the book identifies problems surrounding the theory and practice of these forms of journalism, the author notes that this is to be expected. Most models of deliberative journalism are relatively new, with none being more than a few decades old. The author concludes that resolution of these problems will only occur incrementally

    Una valutazione qualitativa del progetto SNAI

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    Il saggio contiene un analisi della SNAI, aggiornata all'anno 2025. La trattazione è approfondita attraverso un'analisi sul campo di alcune aree interne, realizzata tramite interviste, che ha portato all'adattamento del concetto di Capacità amministrativa al contesto SNAI, con analisi multidimensionale

    American public journalism versus other international media models

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    Chapter 2 of 'International Journalism and Democracy' provides examples of what the author dubs "deliberative journalism". Following a definition of deliberative journalism in Chapter 1, the book's second chapter examines major models of deliberative journalism that are in operation around the world. These models include public journalism, citizen journalism, community and alternative media, development journalism and peace journalism. \ud \ud The author argues that when these new forms of journalism are practiced well, they extend people's ability to identify, express, understand and respond to politics and issues affecting their communities. However, the main models of deliberative journalism all have contentious elements. Many deliberative journalism practioners have been subjected to criticism for lack of objectivity and poor professional standards. Many of their activities have clearly been ill-conceived. The author also finds that neither professional nor citizen journalists have a strong understanding of what constitutes "good practice" in deliberative journalism. Furthermore, there is much debate as to whether the type of "citizen journalism" that is posted intermittently on Facebook, Twitter, blogs and other social media can even be defined as "journalism". The practice of deliberative journalism can potentially contribute to public deliberation, but it does not always do so in any immediate or obvious way. The author finds that even so, deliberative journalism indirectly strengthens the environments that support fertile deliberation and decision making. (See the Extended Abstract for further details.
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