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Poetics of corruption, in Sara Marini, Alberto Bertagna (eds.) Memorabilia. Nel paese delle ultime cose. Roma: Aracne Editrice, 2015
The notion of corruption is often interpreted in a moralistic sense as synonymous with moral decay. However, corruption can also be understood as a reaction to a pre-existing status, a deliberate or necessary alteration of a pure original form, aimed at preventing it from being mortified and confined to a museum, or transformed into a hibernated body. Recycling operations attribute multiple identities to a work, by welcoming rewriting processes on pre-existing works, in the context of a project in which the city is seen as an archeological text as well as a palimpsest that can still be transformed. Yet, these life-extending operations come at a price, as they generate surrogate. Some recycling operations indeed unveil some kind of autophagy, which becomes manifest in the will to violently modify the heritage of the city by rebuilding it continuously, in a game in which a collective work of art is altered and manipulated by different authors
Anacronismi: architetture del petrolio, sistemi sociali
Il volume raccoglie gli atti del convegno “Miserabilia Cities Workshop” organizzato dai tre curatori per l’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Genova (coordinatore professor Federico Rahola) nell’ambito delle attività del Prin “MISERABILIA”, Principal Investigator professoressa Sara Marini, e tenutosi a Genova tra l’8 e il 18 aprile 2025 presso il Dipartimento di Scienze della formazione e il Dipartimento Architettura e Design
Il tuo volto domani
Il volume raccoglie gli atti del convegno “Miserabilia Cities Workshop” organizzato dai tre curatori per l’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Genova (coordinatore professor Federico Rahola) nell’ambito delle attività del Prin “MISERABILIA”, Principal Investigator professoressa Sara Marini, e tenutosi a Genova tra l’8 e il 18 aprile 2025 presso il Dipartimento di Scienze della formazione e il Dipartimento Architettura e Design
Archeologia autostradale
Il saggio è la rielaborazione del contributo selezionato da una giuria di esperti, nell'ambito del convegno di studi "Memorabilia, nel paese delle ultime cose", svoltosi nel maggio del 2015, presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio e promosso dal coordinamento nazionale della rete PRIN Recycle Italy. Incentrato sul rapporto tra architettura e infratruttura Il saggio valuta l'ipotesi che l'infrastrutura autostradale possa essere soggetta a una rapida trasformazione in reperto archeologico e ne analizza, le conseguenze e i paradossi. Il contributo prende le mosse da una fotografia scattata da Alfred Eisenstaedt nel centro della carreggiata, che in uscita da Torino conduce a Milano. Gli interrogativi posti dalla precoce riduzione dell'autorstrada a reperto sono trattati con ampi riferimenti alla cultura architettonica e a quella materiale. Cui la medesima autostrada appartiene
Riciclare o conservare?
Si riciclano cose inservibili, scartate e abbondanti; si conservano oggetti cari, rari, preziosi. La conservazione presuppone una sospensione o, comunque, una operazione di resistenza all’azione del tempo; il riciclo si inserisce nel flusso della trasformazione, ne costituisce la modalità intrinseca. La prima aspira a una durata “minerale”; l’ultimo si nutre di obsolescenze e rinascite “biologiche”. L’una mira a preservare configurazioni e qualità complesse indipendentemente dal valore d’uso; l’altro processa industrialmente materiali scartati verso stati più basici per offrirli a nuove possibilità d’impiego. La conservazione è fondata sulla memoria, guarda indietro a valori consolidati e alla volontà di traghettarli verso il futuro; il riciclo accelera l’amnesia, rovista nelle discariche alla ricerca di qualcosa che ci possa servire qui e ora. Da una parte troviamo la certezza delle risposte, dall’altra l’urgenza delle domande; oggetti statici e processi dinamici; autonomia vs. eteronomia; paradigma vs. programma; principio di autorità vs. prestazione; forma vs. materia; specifico vs. generico; collezionismo vs. accumulo..
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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