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DIRIGENZA SCOLASTICA E MIDDLE MANAGEMENT Distribuire la leadership per migliorare l’efficacia della scuola
Nel 2018 è stato avviato un progetto di ricerca coordinato dal Dipartimento di scienze aziendali dell’Università di Bologna insieme a cinque uffici scolastici regionali (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Toscana), all’Associazione Naziona- le Dirigenti Scolastici (Andis), alla Fondazione Agnelli e a un gruppo di ricercatori di IUL-Indire.
La ricerca si è mossa nel convincimento che il middle management scolastico sia priorita- rio per promuovere un nuovo modello organizzativo delle scuole italiane incentrato sulla le- adership distribuita e sulla partecipazione degli insegnanti a una comunità professionale che pone al centro di ogni sua azione gli apprendimenti degli studenti ed essa stessa è orientata all’apprendimento. Questo approccio, unitamente alla capacità di sperimentare, innovare e socializzare pratiche professionali che dimostrano di funzionare nello specifico contesto in cui opera ciascuna scuola, rappresentano le leve su cui puntare per un innalzamento com- plessivo degli esiti formativi degli studenti
Il sistema delle regole e i controlli interni nelle aziende di credito
Autorità di vigilanza e commissioni di lavoro autorevoli (Banca d’Italia, Basel Committee, Committee of European Banking Supervi-sors) emanano con continuità nuove regole finalizzate a supervisionare e ri-durre i rischi istituzionali ed operativi dell’attività bancaria. Questa vivace funzione di regolamentazione trova, del resto, un profondo legame con la mis-sione sociale ed economica che il settore bancario persegue per lo sviluppo delle transazioni di strumenti monetari e non monetari.
Ancora, le prescrizioni normative provenienti dall’ambiente istitu-zionale devono essere considerate in relazione ai processi di controllo interno implementati all’interno di ciascuna organizzazione. In effetti, la struttura di-segnata dalla legge e le raccomandazioni formali relative ai sistemi di control-lo aziendali possono trascurare dettagli importanti. Ruoli e funzioni professio-nali sono dunque organizzati al fine di gestire un vasto sistema di rischi (di credito, di mercato, operativi e legali) e progettare un efficace ambiente di controllo nel rispetto delle linee guida formali condivise quali valori comuni all’interno delle diverse organizzazioni.
Al fine di cogliere in profondità l’efficacia e l’efficienza degli strumenti di controllo, riteniamo che sia fondamentale la comprensione del contributo fornito dalla cultura e dai valori alla base dei sistemi decisionali aziendali. Specialmente all’interno delle organizzazioni complesse, nella forma di gran-di gruppi bancari o di strutture divisionali diversamente articolate, le risorse umane e finanziarie destinate allo sviluppo della cultura della gestione del rischio (Kross, 2007; Simons, 2005) rappresentano una fonte di vantaggio competitivo non trascurabile.
Promossi già a livello corporate, la responsabilizzazione verso la gestione dei rischi, l’approccio pragmatico alla gestione di informazioni qualitative e quantitative, l’adozione di efficaci sistemi informativi, così come il giusto equilibrio tra meccanismi di incentivo e di sanzione, possono qualificare posi-tivamente il profilo di rischio di un’organizzazione.
Al fine di applicare le precedenti considerazioni ad un caso aziendale, abbiamo scelto di analizzare le caratteristiche del sistema di controllo di San-Paolo IMI Private Equity, oggi incorporata in IMI Investimenti dopo la fusio-ne avvenuta nel mese di settembre 2006. IMI Investimenti rappresenta uno dei principali operatori italiani nel segmento private equity e si colloca in posi-zione di sub-holding rispetto al gruppo Intesa SanPaolo, recentemente divenu-to leader del settore bancario italiano
La partnership tra Boston University e il distretto scolastico di Chelsesa: un progetto di risanamento basato sulla partecipazione sociale
Lo scopo del contributo e' quello di far emergere, attraverso la presentazione del caso di Boston University, alcune riflessioni significative in materia economico-aziendale quali: le diverse modalita' di coinvolgimento degli interlocutori sociali nella gestione di un'organizzazione attiva sul territorio, l'evoluzione dei sistemi informativi aziendali per una efficace rendicontazione dell'attivita' aziendale sul territorio, le prospettive future per la gestione del distretto scolastico nell'ottica diella partecipazione della comunita' locale
La sostenibilità come strategia di sviluppo degli Atenei: il caso dell'Università di Bologna
Lo sviluppo sostenibile rappresenta un traguardo fondamentale per il genere
umano, di prosperità ed equità intra e intergenerazionale che allarga l’orizzonte di
riferimento delle scelte e fornisce lungimiranza all’azione di governo di tutte le
istituzioni, incluse le università. In particolare, l’idea di sviluppo sostenibile sottesa
nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite rappresenta un piano d’azione per trasformare
il mondo, agendo a favore delle Persone, della Pace, del Pianeta, della Prosperità e
delle Partnership. Nelle istituzioni universitarie, ciò è realisticamente possibile
quanto più il valore, la forza comunicativa e ispiratrice dei Sustainable Development
Goals (SDGs) entra a far parte del quotidiano, incidendo concretamente sui
comportamenti di docenti, del personale amministrativo, degli organi di direzione e
controllo e, non ultimo per importanza, delle migliaia di studenti che animano la vita
degli atenei. L’Università di Bologna, con oltre 85 mila studenti, 5.853 dipendenti ‐ tra
personale accademico e tecnico amministrativo – più di un milione di metri quadrati
di patrimonio costruito, 1,7 milioni di risorse del patrimonio bibliotecario, un
budget annuale di circa 800 milioni di euro, un programma edilizio di 230 milioni di
euro nei prossimi 3 anni, ha un evidente impatto diretto e indiretto sull’economia
locale, sulla società e sull’ambiente circostante. Su tali basi l’Alma Mater ha fatto
propri i 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (UN, 20151) quale
quadro di riferimento dell’azione di governo e strumento per misurare i progressi
compiuti verso una società sostenibile, operando nel rispetto delle risorse
disponibili e ponendo l’attenzione sulle esigenze delle future generazioni, motore e
al contempo ragion d’essere di un’istituzione universitaria.
L’articolo analizza anzitutto lo stato dell’arte nelle università italiane attraverso
le esperienze degli atenei che fanno parte della Rete delle Università per lo Sviluppo
Sostenibile (RUS), costituita in seno alla CRUI2 per indirizzare e condividere
strategie e pratiche in tema di sostenibilità. Nel successivo paragrafo viene
presentato il caso dell’Università di Bologna che fa parte della RUS e ne condivide gli
standard di misurazione e rendicontazione. All’interno della RUS, l’impegno verso la
società e l’ambiente dell’Università di Bologna ha assunto caratteri distintivi,
connotandosi per la pervasività degli obiettivi di sviluppo sostenibile sia dal punto
di vista degli strumenti di programmazione e controllo sia per la sua rilevanza
nell’indirizzare le decisioni istituzionali nella didattica, ricerca e terza missione.
L’articolo si chiude analizzando le “lezioni imparate” dal caso dell’Università di
Bologna e le implicazioni che ne discendono sul piano della governance istituzionale
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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