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Relationship between communicative attitude and linguistic proficiency in preschool stuttering
reservedLa seguente tesi ha l’obiettivo di descrivere la balbuzie evolutiva seguendo un approccio multidimensionale e multidisciplinare. La prima parte sarà dedicata allo stato dell’arte su ciò che concerne sintomatologia, epidemiologia, eziologia, il rapporto della balbuzie con l’ansia sociale e la terapia cognitivo-comportamentale; la seconda parte riguarderà il continuum del progetto di ricerca avviato nel 2017 dal Dr. Claudio Zmarich, Primo Ricercatore all’ ISTC-CNR, sede di Padova, e docente a contratto di Fonetica e Fonologia nel corso di laurea di Logopedia presso l’Università degli Studi di Padova. Il presente studio si propone di indagare la relazione tra gravità della balbuzie, attitudine comunicativa e capacità linguistiche nei bambini di età prescolare che balbettano
Lo sviluppo dell’accento lessicale nel bambino in età prescolare: una prospettiva fonetico-acustica
Studi precedenti sullo sviluppo dell'accento lessicale nella lingua inglese nel bambino hanno mostrato
come il periodo che va dai due ai tre anni sia particolarmente importante per l'acquisizione delle capacità
necessarie a modulare i tre parametri di durata, intensità e frequenza al fine di articolare la differenza fra
sillabe toniche e sillabe atone. Alcuni autori (Pollock et al., 1993) hanno rilevato come a due anni il bambino
possa modulare la durata delle sillabe toniche, ma non la loro intensità e frequenza, capacità acquisita intorno
ai tre anni, mentre per altri autori (Kehoe et al. 1995; Schwartz et al., 1996) ai due anni di età il bambino è
già in grado di modulare tutti e tre i parametri acustici. Benché non vi sia totale accordo nel definire le tappe
di questo sviluppo resta comunque decisiva la tappa dei due anni. Gli studi al riguardo sulla lingua italiana
non sono numerosi. I pochi che sono stati fatti si sono concentrati per lo più sul periodo che va dai tre anni in
avanti (Ballard et al., 2012; Arciuli e Colombo, 2015), mentre resta ancora poco studiato in generale e quasi
del tutto inesplorato in lingua italiana il periodo tra i due e i tre anni d'età.
Il presente lavoro nasce con lo scopo di colmare questa lacuna indagando se e con quale accuratezza i
bambini in quel periodo critico riescano ad utilizzare i parametri di durata, intensità e frequenza
fondamentale per produrre in modo distintivo le sillabe toniche dalle atone.
A tal scopo sono stati esaminati 5 soggetti, tre triestini e due padovani, attraverso tre tappe di sviluppo, a
21, 24 e 27 mesi. Il corpus era stato raccolto in precedenza e trascritto mediante IPA (cfr. Zmarich e
Bonifacio, 2004; Zmarich e Bonifacio, 2005). Nel presente lavoro, sono state analizzate le registrazioni
relative ad ogni soggetto per ogni tappa e sono stati identificati e segmentati i target ritenuti idonei al nostro
obiettivo. In particolare sono state selezionate solo le produzioni che non corrispondessero a semplici
riproduzioni, corrette per quanto concerne la posizione dell'accento lessicale e il numero delle sillabe e, nel
caso dei bisillabi, non isolate, al fine è di evitare l'allungamento vocalico e l’abbassamento di F0 che
caratterizzano la porzione finale di un enunciato dichiarativo. Per ogni parola sono poi stati calcolati,
attraverso script di Praat elaborati dal primo autore, i valori relativi a durata vocalica, durata sillabica, picco
di intensità, media di intensità intorno al picco, picco di F0 e media di F0, relativi a sillabe toniche e atone.
Al fine di disporre di un gruppo di controllo costituito da adulti sono stati registrati, in camera anecoica,
quattro soggetti (il più giovane di 22 anni, il più adulto di 52 anni), due di origine triestina e due di origine
padovana. Un totale di 47 target, selezionati tra i più frequenti tra quelli prodotti dai bambini e scelti in modo
da poter disporre di un confronto diretto tra gli adulti e ciascun bambino, sono stati fatti pronunciare agli
adulti del gruppo di controllo, dopo averli in frasi cornice per evitare l'allungamento e l’abbassamento di F0
di fine enunciato, e per facilitare la segmentazione. Per le produzioni dei soggetti adulti sono state calcolate
le stesse misure acustiche dei bambini.
Per ogni misura acustica sono state effettuate le seguenti analisi: per ogni soggetto ad ogni tappa di
sviluppo sono state confrontate, attraverso paired t-test, le produzioni delle sillabe toniche e atone all'interno
della stessa parola; attraverso t-test si è poi indagato il comportamento dei cinque soggetti ad ogni tappa
confrontando le medie ottenute per le sillabe toniche e quelle per le sillabe atone: in questa maniera si poteva
valutare il comportamento di ciascun soggetto e dei cinque soggetti complessivamente. È stato inoltre
eseguito un confronto tra le medie dei bambini e le medie degli adulti, utilizzando un indice normalizzato di
differenza tra sillabe toniche e atone, il (Pairwise Variability Index, cfr. Ballard et al, ). quanto riguarda la
misura della durata vocalica in sillabe toniche aperte o chiuse, non essendo state trovate differenze
significative tra i due contesti in nessuna tappa e per nessun soggetto, i dati sono stati accorpati. I risultati del
presente lavoro sono stati presentati nella tesi di laurea magistrale di Olivucci (2015).
Saranno inoltre presentate le analisi tratte da un diverso database relativo a produzioni lessicali su
denominazione, effettuate da 31 bambini italofoni, di sviluppo linguistico tipico, compresi fra i 24 e i 36
mesi. Elicitate tramite il test fonetico TFPI e codificate in PHON (Zmarich et al. 2012) sono state analizzate
con le stesse modalità sopra descritte. Quest'ultimo database si differenzia da quello presentato in Olivucci
(2015) sia per le modalità di produzione, sia per l'età dei soggetti , sia infine per il fatto che al parlato di ogni
soggetto corrisponde una singola tappa d'età. Non si tratta dunque di uno studio longitudinale. Queste analisi
saranno ultimate nell'ambito della tesi di laurea di Pasqualetto, prevista per il novembre del 2015.
I soggetti del primo database sin dalla prima sessione a 21 mesi mostrano una forte differenza tra sillabe
toniche e atone nelle misure di durata. I valori relativi alla intensità si sono rivelati significativi, ma meno
nettamente e comunque solo dai 24 mesi in avanti, in quanto solo alcuni soggetti di studio utilizzano a tutte e
tre le tappe picco e media di intensità per distinguere le sillabe toniche dalle atone, dando quindi risultati più
deboli se considerati come gruppo. L’esame della F0 ha offerto risultati più difficilmente interpretabili: solo
alcuni tra i soggetti presentano valori significativi nella differenza tra sillabe toniche e atone; le differenze
nell’andamento di F0 all’interno del gruppo non risultano invece significative. Anche gli adulti non hanno
mostrato differenze significative tra i valori della frequenza fondamentale in sillabe toniche e atone.
Nel confronto tra bambini e adulti i bambini hanno rivelato, come era prevedibile, maggiori valori di
durata e di F0, correlabili ad una velocità di eloquio più lenta nei bambini e ad una altezza melodica
globalmente più acuta. Le deviazioni standard dei valori medi di durata, intensità e frequenza fondamentale
si sono rivelate significativamente più alte nei bambini, mentre i coefficienti di variazione dei bambini,
sistematicamente più alti rispetto a quelli degli adulti, si sono rivelati significativi solo in certi contesti.
L'analisi della varianza (ANOVA) sui PVI ha confermato quanto detto sopra: per durata e intensità i
soggetti hanno mostrato valori significativi nella differenza tra toniche e atone, mentre il fattore within
(l'evoluzione attraverso le tappe di sviluppo) si è rivelato significativo solo per il parametro di durata. Nel
confronto con gli adulti i bambini non hanno mostrato differenze significative di PVI per nessuno dei tre
parametri considerati
The organisation of consonant gestures in singleton and geminate italian consonant compared with heterosyllabic cluster
openLe consonanti geminate, ovvero quei segmenti caratterizzati da durate fonologicamente lunghe, rappresentano un caso particolare e interessante. Esse possono essere confrontate con le corrispettive scempie e con i cluster consonantici per verificare varie ipotesi, tra cui quelle relative a possibili cambiamenti nell’organizzazione temporale dei gesti articolatori in funzione della lunghezza fonologica dei segmenti (Zmarich et al., 2009).
Le geminate, secondo l’analisi fonologica, possono avere una rappresentazione bisegmentale, ovvero essere considerate due segmenti eterosillabici identici (Trubetskoy, 1939), oppure una rappresentazione monosegmentale, ovvero essere interpretate come segmenti singoli, distintivamente lunghi e sillabificati all’inizio della sillaba successiva (Martinet, 1975). L’analisi fonetica, attraverso studi acustici e percettivi, ha stabilito che le geminate hanno una durata quasi doppia rispetto alla durata delle corrispettive scempie, ed è stato dimostrato che la durata della vocale che precede una geminata è inferiore alla durata della vocale che precede una consonante scempia (Bertinetto, 1981; Esposito e Di Benedetto, 1999; Zmarich e Gili Fivela, 2005). Il presente studio vuole ampliare l’analisi sullo status fonologico delle consonanti geminate attraverso indagini cinematiche; vuole infatti verificare se, per quanto riguarda le geminate italiane, il modello bisegmentale sia più appropriato del modello monosegmentale. Sono state dunque confrontate le caratteristiche cinematiche delle consonanti geminate, delle singleton e dei cluster. In particolare, sono state confrontate le caratteristiche delle consonanti geminate occlusive sonore, di luogo articolatorio dentale, laterale e velare, con le corrispettive consonanti scempie e con i cluster consonantici. Nei cluster consonantici, le consonanti scempie occlusive sonore, dentali e laterali, comparivano alternativamente in entrambe le due posizioni del cluster ( /dl/ - /ld/ ); in questo modo si è potuto analizzare e confrontare tra loro le caratteristiche di un segmento scempio, di una consonante geminate e del primo o secondo elemento di un cluster analizzato come eterosillabico. L’inserimento dei cluster, infatti, è dovuto alla volontà di acquisire dati relativamente allo status monofonematico o bifonematico delle geminate (e anche in relazione allo status omo- o etero-sillabico).
È stata inserita anche la variabile velocità, ovvero il paradigma della variazione controllata della velocità di elocuzione, in quanto l’aumento della velocità di eloquio riduce spesso il contrasto fonetico di due strutture in opposizione fonologica, come scempie e geminate, e riduce la variabilità di strategie articolatorie alternative disponibili al soggetto (Zmarich et al., 2006)
T.F.P.I. - Test Fonetico per la Prima Infanzia: Extension of the normative sample and study of the acquisition of the phonetic and phonological system in Italian monolingual children
reservedIl progetto di tesi si focalizza sul tema dell’acquisizione del sistema fonetico-fonologico in bambini monolingui italiani, attraverso la presentazione del Test Fonetico per la Prima Infanzia (T.F.P.I., Zmarich, Bonichini, Motterle e Bonifacio, non pubblicato). Tale strumento permette di descrivere l’ordine cronologico e sequenziale con cui vengono acquisiti i foni dell’italiano presso bambini monolingui e inoltre permette di valutare le competenze fonetiche e fonologiche dei soggetti.
Il progetto di tesi ha previsto la somministrazione del Test Fonetico a un campione di soggetti reclutati nel territorio di Padova tramite la Scuola dell’Infanzia con nido integrato “Giovanni XXIII” (Albignasego, PD). In questo modo, è stato possibile ampliare il campione normativo del TFPI
Relationship between perception and speech production skills in preschool age: an experimental study.
reservedIl progetto di tesi si focalizza sulla relazione tra le abilità percettive e le abilità di produzione del linguaggio orale nella fascia d’età dei bambini prescolari più grandi. Il progetto di tesi ha previsto la somministrazione di un test di discriminazione uditiva (Zmarich et al., 2019) e un nuovo test di ripetizione di non parole a un piccolo campione di soggetti reclutati nel territorio dell’alto-vicentino nei plessi della Scuola dell’Infanzia dell’ I.C.S “A. Fogazzaro” (Piovene, VI). In questo modo, è stato possibile approfondire la possibile relazione tra abilità percettive e di produzione del linguaggio orale.This work focuses on the relationship between perceptive and oral production abilities in older pre-school aged children. The research has been undertaken through a phonological discrimination test (Zmarich, et al., 2019) and a novel non-words repetition test, that have been administered to a small sample of subjects recruited in the Alto-Vicentino area, specifically at “A. Fogazzaro” kindergarten in Piovene (VI). In this way it has been possible to analyze the possible relationship between perceptive and oral production abilities
Preschool children who stutter: roles and relationships between language skills and severity level
reservedQuesto progetto di tesi è il proseguimento del progetto di ricerca avviato nel 2017 dal Professor Claudio Zmarich, Primo Ricercatore all’ ISTC-CNR, sede di Padova, e docente di Fonetica e Fonologia del corso di laurea di Logopedia presso l’Università degli Studi di Padova. L’obiettivo dello studio sperimentale è quello di indagare la gravità della balbuzie, l’attitudine comunicativa, le abilità linguistiche e i fattori anamnestici di 18 bambini prescolari che balbettano, dai 4 anni ai 6 anni e 11 mesi d’età. Per misurare le variabili oggetto di studio sono stati somministrati tre strumenti standardizzati: l’SSI-4 (Stuttering Severity Instrument; Riley, 2009) per valutare la gravità della balbuzie, la BVL 4-12 (Batteria per la Valutazione del Linguaggio in bambini dai 4 ai 12 anni; Marini, 2015) per valutare le abilità linguistiche, e il KiddyCAT (Communication Attitude Test for Preschool and Kindergarten Children Who Stutter; Vanryckeghem, Brutten,2022, adattato all'italiano) per valutare l’attitudine comunicativa. In aggiunta, si è proposta ai genitori dei bambini coinvolti nello studio la compilazione di un questionario anamnestico riguardo lo sviluppo linguistico del bambino, la presenza di familiarità per la balbuzie e le caratteristiche del disturbo stesso. La maggioranza delle prestazioni (70,34%) alla batteria BVL 4-12 si è collocata in norma, ovvero in una fascia compresa tra -1 DS e +1 DS, confermando la tendenza riportata dalla recente letteratura di prestazioni comparabili ai pari normofluenti. Tuttavia, la presenza di una parte considerevole (20%) di prove scarse, riscontrate soprattutto nelle prove di Articolazione, Ripetizione di parole, non parole e frasi, potrebbe indicare una fragilità fonetico-fonologica. Dall’SSI-4 è emerso che la maggior parte dei bambini, il 50%, ha una balbuzie di grado moderato, seguita dal 22,2% ha una balbuzie di grado lieve; la distribuzione dei livelli di gravità rispetta le aspettative. Il punteggio medio al KiddyCAT è stato 2,82, corrispondente ad un’attitudine comunicativa positiva, non in linea con quanto rilevato nel campione di bambini balbuzienti dalla versione italiana dei KiddyCAT ma piuttosto simile a quella dei pari normofluenti. I dati anamnestici confermano le tendenze epidemiologiche e potrebbero far presagire, nella maggior parte dei soggetti, un'evoluzione verso la cronicizzazione della balbuzie. I risultati finora ottenuti portano ad incentivare la prosecuzione di questo progetto, ampliando la numerosità del campione
A dialogue-based software architecture for gamified discrimination tests
In this work we describe the current stage of development of a software architecture designed to present discrimination tests to pre-school children in the form of gamified tasks. We interpret the problem of administering these tests as a dialogue model using probabilistic rules to generate customised tests on the basis of the child’s performance. In the proposed architecture, the dialogue system controls a gaming setup composed of a virtual agent and a robotic companion that needs to be taught how to talk. This learning-by-teaching approach is used to camouflage a phonemes discrimination test that has the added value of being generated at runtime on the basis of the child’s performance. We will describe the architectural components involved and we will describe how the dialogue system can make use of linguistic knowledge to generate the discrimination test and administer it by controlling the agents involved in the game. Copyright © by 2017 the paper’s for the authors
FANTASIA: a framework for advanced natural tools and applications in social, interactive approaches
With the recent availability of industry-grade, high-performing engines for video games production, researchers in different fields have been exploiting the advanced technologies offered by these artefacts to improve the quality of the interactive experiences they design. While these engines provide excellent and easy-to-use tools to design interfaces and complex rule-based systems to control the experience, there are some aspects of Human-Computer Interaction (HCI) research they do not support in the same way because of their original mission and related design patterns pointing at a different primary target audience. In particular, the more research in HCI evolves towards natural, socially engaging approaches, the more there is the need to rapidly design and deploy software architectures to support these new paradigms. Topics such as knowledge representation, probabilistic reasoning and voice synthesis demand space as possible instruments within this new ideal design environment. In this work, we propose a framework, named FANTASIA, designed to integrate a set of chosen modules (a graph database, a dialogue manager, a game engine and a voice synthesis engine) and support rapid design and implementation of interactive applications for HCI studies. We will present a number of different case studies to exemplify how the proposed tools can be deployed to develop very different kinds of interactive applications and we will discuss ongoing and future work to further extend the framework we propose
"Bilabial nasal geminates of Italian: state of the art and application of Articulatory Phonology to an experimental study of gestural synchronization"
reservedLo statuto fonologico delle consonanti geminate è stato a lungo oggetto di dibattito tra due antitetiche ipotesi esplicative, una bisegmentale (Trubetzkoj, 1939; citato in Loporcaro, 1990) ed una monosegmentale (Martinet, 1975; citato in Loporcaro, 1990) . In aggiunta, autori che ad oggi sposano la prima ipotesi, quali Loporcaro (1990), reputano la seconda non ancora definitivamente superata. Significativamente, i "fatti" usati dai fonologi per supportare l'una o l'altra delle due ipotesi sono stati principalmente di due tipi, entrambi "interni" alla lingua: da una parte l'osservazione delle regolarità distribuzionali, dall'altra la derivazione dal latino. Al contrario, i “fatti” di natura “esterna”, relativi all’analisi acustica o cinematica, i quali misurano quantitativamente le realizzazioni dei locutori, sono stati di rado oggetto di indagine. L’analisi acustica, tuttavia, può solamente confermare la differenza significativa tra scempie e geminate senza fornire informazioni sul modo di realizzazione del segmento. L'analisi cinematica, invece, presenta il vantaggio di rivelare quale delle almeno quattro strategie mediante le quali si può creare un contrasto di durata (Cho, 2001) è quella realmente utilizzata dal parlante (e prescritta dalla lingua). La prima porzione del lavoro si prefigge di effettuare una rassegna delle diverse teorie, col fine di mettere in luce come esse descrivano la rappresentazione fonologica delle geminate. In particolare, si intende dedicare una sezione sullo statuto delle consonanti geminate nella lingua italiana. Successivamente, verrà introdotta la teoria della Fonologia Articolatoria (Browman & Goldstein, 1986), la quale assume che le unità fonologiche fondamentali non siano simboli astratti come i fonemi, bensì i ‘gesti articolatori’. Di seguito, si esporrà l’organizzazione gestuale delle geminate secondo la prospettiva della Fonologia Articolatoria, facendo particolare riferimento agli studi inerenti alla lingua italiana. La seconda porzione della tesi è dedicata all’analisi sperimentale, nella quale si utilizzeranno i dati di quattro locutori italiani, raccolti da Zmarich et al. (2011), per verificare la coordinazione delle geminate italiane nell’ottica della Fonologia Articolatoria. Per far questo, si intende utilizzare la formalizzazione di Gafos (2002) che individua quattro landmark fondamentali nelle traiettorie dei gesti consonantici, usati dalle fonologie delle singole lingue per la coordinazione dei gesti intra- e inter-sillabici.
In primo luogo, si riprenderà l’ipotesi sperimentale alla base di Zmarich et al (2011), inerente alla predizione del modello V-toV di Ohman (citato da Smith, 1995). Successivamente, si intende verificare se le geminate italiane siano coordinate secondo il modello alternativo della Fonologia Articolatoria (Browman e Goldstein, 1986), la prevede una diversa coordinazione del gesto consonantico rispetto a quello vocalico a seconda che il gesto consonantico sia in onset (coordinazione in-phase) o in coda (coordinazione out-of-phase). Quindi, si valuteranno le due ipotesi principali ed antitetiche della fonologia tradizionale circa lo statuto fonologico delle geminate: quella di Trubetzkoj (bisegmentale) e quella di Martinet (monosegmentale). Tali teorie sono state variamente reinterpretate dalla Fonologia autosegmentale, secondo la quale le geminate costituiscono un unico segmento che occupa due X- slots a livello del tier temporale (Marotta e Vanelli, 2021). Si testerà la loro validità delle due ipotesi mediante la costruzione di una ‘geminata virtuale’, simulata a partire dai dati articolatori relativi alle consonanti scempie presenti in Zmarich et al. (2011). Infine, si proverà la veridicità dei risultati di Tilsen e Hermes (2021) circa specifici intervalli temporali di singleton e geminate italiane.The phonological status of geminate consonants has long been debated between two antithetical explanatory hypotheses, one bisegmental (Trubetzkoj, 1939; cited in Loporcaro, 1990) and one monosegmental (Martinet, 1975; cited in Loporcaro, 1990) . In addition, authors who to date espouse the former hypothesis, such as Loporcaro (1990), consider the latter not yet definitively outdated. Significantly, the "facts" used by phonologists to support either hypothesis have been mainly of two types, both "internal" to the language: on the one hand, the observation of distributional regularities, and on the other, derivation from Latin. In contrast, "facts" of an "external" nature, related to acoustic or kinematic analysis, which quantitatively measure locutions' realizations, have rarely been investigated. Acoustic analysis, however, can only confirm the significant difference between scimes and geminates without providing information on the mode of segment realization. Kinematic analysis, on the other hand, has the advantage of revealing which of at least four strategies by which a duration contrast can be created (Cho, 2001) is the one actually used by the speaker (and prescribed by the language). The first portion of the work aims to conduct a review of the different theories, with the purpose of highlighting how they describe the phonological representation of geminates. In particular, it is intended to devote a section on the status of geminate consonants in the Italian language. Next, the theory of Articulatory Phonology (Browman & Goldstein, 1986) will be introduced, which assumes that the fundamental phonological units are not abstract symbols such as phonemes, but 'articulatory gestures'. In the following, the gestural organization of geminates from the perspective of Articulatory Phonology will be expounded, making special reference to studies inherent in the Italian language. The second portion of the thesis is devoted to experimental analysis, in which data from four Italian locutors, collected by Zmarich et al. (2011), will be used to verify the coordination of Italian geminates from the perspective of Articulatory Phonology. To do this, we intend to use the formalization of Gafos (2002), which identifies four basic landmarks in the trajectories of consonantal gestures, used by the phonologies of individual languages for the coordination of intra- and inter-syllabic gestures. First, we will take up the experimental hypothesis underlying Zmarich et al (2011), inherent in the prediction of Ohman's V-toV model (cited by Smith, 1995). Next, we intend to test whether the Italian geminates are coordinated according to the alternative model of Articulatory Phonology (Browman and Goldstein, 1986), the predicts a different coordination of the consonantal gesture with respect to the vowel gesture depending on whether the consonantal gesture is onset (in-phase coordination) or coda (out-of-phase coordination). Then, the two main and antithetical hypotheses of traditional phonology about the phonological status of geminates will be evaluated: that of Trubetzkoj (bisegmental) and that of Martinet (monosegmental). These theories have been variously reinterpreted by Autosegmental Phonology, according to which geminates constitute a single segment occupying two X- slots at the level of the temporal tier (Marotta and Vanelli, 2021). We will test their validity of the two hypotheses by constructing a 'virtual geminate,' simulated from articulatory data related to the dumb consonants found in Zmarich et al. (2011). Finally, the veracity of the results of Tilsen and Hermes (2021) about specific time intervals of Italian singletons and geminates will be tested
The Phonetic Test for Early Infancy (TFPI): enlargement of normative sample and relationship between phonetic development and lexical development
reservedIl Test Fonetico per la Prima Infanzia (Zmarich, Bonichini, Motterle, Bonifacio, non pubblicato) è un nuovo test per la valutazione dello sviluppo fonetico in età precoce, finalizzato all’identificazione di una immaturità o di una devianza nell’acquisizione del sistema fonologico della lingua italiana standard. Lo scopo del TFPI è quello di dare un contributo all’inquadramento di un disturbo di linguaggio e/o di prevenirlo nell’ambito di un intervento precoce. La presente tesi ne amplia il campione normativo di riferimento per le fasce d’età tra i 24 e i 47 mesi e analizza le correlazioni tra lo sviluppo fonetico e lo sviluppo lessicale nei soggetti di tali età, prendendo in considerazione anche le variabili socio-culturali. Lo sviluppo lessicale viene valutato mediante l’uso del questionario Primo Vocabolario del Bambino (Caselli, Bello, Rinaldi, Stefanini, Pasqualetti, 2015) e del Test Fono-Lessicale (Vicari, Marotta, Luci, 2007). Le variabili socio-culturali vengono ricavate da una Scheda Anamnestica preparata ad hoc e dal Questionario sugli Stili Parentali (Venuti, Senese, 2007). Le correlazioni tra lo sviluppo lessicale e lo sviluppo fonetico vengono confrontate con la letteratura aggiornata per verificare la corrispondenza con le ipotesi recenti sull’influenza reciproca tra lo sviluppo fonetico e lo sviluppo lessicale e sui fattori che possono favorirli o svantaggiarli. In base ai risultati ottenuti, vengono formulate proposte utili in ambito clinico
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