1,720,988 research outputs found

    Appunti sulla Biblioteca Warburg (1934)

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    In this text, written in the aftermath of the arrival of the Warburg Library in London, Assistant Director Gertrud Bing describes simply but fully the genesis, history, structure, mission, and meaning of the library conceived by Aby Warburg

    Il sistema di catalogazione del Warburg Institute (1935)

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    In this contribution, first published in “The Library Association Record” in 1935, Edgar Wind briefly explains the system of classification used in the Warburg Library, listing its merits and the issues that new fields of study will bring to it

    Gli Indiani invocano la pioggia. Grande festa con gli Indiani Pueblo (1926)

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    The children's tale in the title represents a small exception to Warburg’s veto not to publish any material from the Schlangenritual conference. In spite of the simple and childish style with which the ritual is here narrated, and for all the text’s brevity, the tale is of great interest because it contains such symbolic nuclei as the necessity of rain, the lightning bolt, the snake, and the mask, all of which were central to Warburg’s argumentation. The article was published anonymously in the children's newspaper “Jugend Insel” by Berlin-based publisher Jugendbücher. Aby Warburg and Fritz Saxl’s joint authorship is confirmed by a receipt from the publisher and the correspondence with Judenbücher

    Per una nuova edizione critica del testo della conferenza di Warburg a Kreuzlingen (21 aprile 1923). Note preliminari e un saggio dell’edizione critica dell’incipit e dell’explicit del testo Bilder aus dem Gebiet der Pueblo-Indianer in Nord-Amerika

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    This contribution is a kind of snapshot of the first phase of the research work carried out over the last year (since April 2022) by the Mnemosyne Seminar around the text of The Serpent Ritual, a research resulting in in the publication of issue 201 of “Engramma” (April 2023). As regards the philological part of the research, the planned outcome of a second phase of the work is the publication of a critical edition of the text of Bilder aus dem Gebiet der Pueblo-Indianer in Nord-Amerika - the lecture Aby Warburg gave on 21 April 1923 at the Bellevue Clinic in Kreuzlingen to the clinc’s doctors, nurses and guests, commenting on some slides of his 1895-1896 American trip to the Pueblo Indians. In this contribution we present some of the preliminary prodromal notes to the complete critical edition of the text, an essay of the critical edition of the lecture text including the incipit (Einleitung, §§1-11), and the final paragraph (Schluss, §131). In the Appendix, we publish the complete text of the edition published in the Warburgian sylloge Werke in einem Band, edited by Martin Treml, Sigrid Weigel and Perdita Ladwig, Berlin 2010, with the addition of paragraph numbering useful for orientation and infratestual references

    Towards an Edition of the Atlas. Gertrud Bing’s Unpublished Notes on the Mnemosyne Atlas Panels = Verso un’edizione dell’Atlante. Note inedite di Gertrud Bing alle Tavole di Mnemosyne

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    We present hitherto unpublished handwritten notes made by Gertrud Bing after the Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg relocated to London, possibly in the mid-1930s. The notes, which were written in two notebooks now housed at the Warburg Institute Archive, provide a synopsis of each Panel of the Mnemosyne Atlas. They include indications for the completion, editing, and publication of the Atlas. In her Introduction, Giulia Zanon attempts to contextualise this invaluable testimony through the study of letters and documents, dating from the final months of 1929, which were for both Warburg and Bing the most intense and productive period of work on the Atlas. She also considers the period following Warburg's death and the subsequent abrupt interruption of the Atlas project. The aim of this contribution is to emphasise the considerable significance of this document both for the hermeneutics of Mnemosyne and its publishing history. It constitutes evidence of the unwavering commitment to publish the Bilderatlas as part of a larger project to publish Warburg’s corpus

    Il labirinto del mondo delle cose. Invito alla lettura di Metamorfosi. Immagini del pensiero

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    The present contribution explores the multi-layered significances that Franco Rella’s reflections on the visible, as often connected to the category of ‘metamorphoses’, assume with specific reference to his volume Immagini del pensiero (1984)

    Mnemosyne 46 : il passo della Ninfa fiorentina

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    Atlante delle immagini dedicato alla memoria, Mnemosyne è l’eredità più originale degli studi di Aby Warburg e rappresenta la summa delle sue ricerche. Un Bilderatlas per indagare i meccanismi di trasmissione della tradizione di immagini, Figure e forme dall’antichità fino all’attualità, con particolare riguardo alla ripresa formale dai modelli di moti, gesti, posture e schemi iconografici. Warburg, nei grandi pannelli neri in cui appuntava le immagini, in una sintassi effimera e sempre precaria, vedeva la figura dell’arena: un campo in cui non si ricostruiscono progressi lineari, deduzioni certe, ma si rendono visibili le trasformazioni, gli attriti e i conflitti che ogni epoca esprime. Tra le Tavole di Mnemosyne, Tavola 46 per il suo tema nevralgico (la Ninfa), oltre che per la sua particolare completezza strutturale e formale, offre una traccia chiara per guidarci nell’Atlante, un filo per affrontare il labirinto di Mnemosyne. “Tu ti senti pronto a seguire la Ninfa come una idea alata attraverso tutte le sfere in una amorosa ebbrezza platonica, mentre io mi accontento di volgere il mio sguardo filologico sul terreno dal quale è emersa, e a chiedermi con stupore: questa strana e delicata pianta ha davvero le sue radici nell’austera terra fiorentina?”

    Una storia dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg 1924-1945

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    L’Atlante Mnemosyne non esiste. O, per essere più precisi: l’Atlante Mnemosyne, così come oggi lo conosciamo, non esiste in forma fisica. La sola consistenza materiale del Bilderatlas è un’immagine: una sequenza fotografica realizzata dopo la morte del suo ideatore e regista, Aby Warburg, avvenuta nel 1929, che documenta un menabò provvisorio di 63 grandi tavole. Su ciascuna di esse si dispiega un montaggio visivo composto da riproduzioni fotografiche, disegni, pagine di libri, mappe geografiche, francobolli, ritagli di giornale e inserti pubblicitari. Osservato superficialmente, senza indagarne i meccanismi compositivi interni, Mnemosyne rischia di apparire come un’operazione impressionistica e aleatoria. In realtà, esso nasce come un progetto editoriale ben preciso: un libro-atlante destinato alla pubblicazione, concepito per sistematizzare in maniera lucida e rigorosa la metodologia di ricerca elaborata da Warburg durante la sua vita – ricerca volta a tracciare le riemersioni dell’Antico attraverso le diverse temperie culturali – con l’ esplicito intento di presentarla alla comunità scientifica internazionale. Attraverso un’accurata indagine fondata su materiali d’archivio e fonti inedite, il volume ricostruisce la genesi, l’evoluzione e la vicenda postuma dell’Atlante Mnemosyne, in cui il destino editoriale di libro-atlante si intreccia con le intricate traiettorie storiche, politiche, economiche e intellettuali della prima metà del Novecento. Questo libro mira a sistematizzare la complessa storia redazionale dell’Atlante Mnemosyne, con l’obiettivo di restituire un quadro della sua genesi e del suo sviluppo. Il volume si innerva su due sezioni principali, che restituiscono la duplice natura dell’opera: come progetto di libro-atlante, opera dalla precisa destinazione editoriale; e come oggetto del pensiero, messa in forma di un complesso sistema di lettura dell’immagine che intreccia storia dell’arte, filosofia, filologia, antropologia, psicologia. La prima parte, Il libro Atlante, racconta la storia di un progetto editoriale, a partire dal ritorno di Warburg da Kreuzlingen e attraverso le conferenze e le esposizioni che accompagnano la fondazione della Biblioteca di Scienza della Cultura di Amburgo. Esperienze che conducono alla definizione di un metodo e alla formulazione di una sintassi per immagini, in cui la linearità della parola cede il passo alla potenza polifocale dell’immagine. Il volume segue poi le complesse vicende editoriali dell’opera, dagli accordi stipulati dallo stesso Warburg fino ai tentativi postumi di pubblicazione, ostacolati da contingenze politiche e storiche – tra cui l’avvento del Nazionalsocialismo e la Seconda guerra mondiale – e animati da una pluralità di voci, tra contrasti, rimozioni e atti di tenace custodia. La seconda parte, L’architettura di Mnemosyne, ricostruisce la storia dell’Atlante come dispositivo di pensiero: una struttura teorica in costante elaborazione, affinata attraverso una serie di esperienze cruciali nella biografia intellettuale Warburg: il viaggio in Italia con Gertrud Bing, gli incontri con figure come Ernst Curtius e Giorgio Pasquali, il dialogo serrato con interlocutori fondamentali quali Edgar Wind ed Ernst Cassirer – snodi che contribuiscono alla definizione di una forma visiva del pensiero, sempre più sintetica e concettualmente densa

    "Portiamo il peso di un’eredità ambigua". Una storia dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg, 1924-1945

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    L’Atlante Mnemosyne non esiste. O, più precisamente: l’Atlante Mnemosyne, così come lo conosciamo, non esiste fisicamente. La consistenza materiale che abbiamo del Bilderatlas è un’immagine: una serie di fotografie scattate dopo la morte del suo ideatore Aby Warburg, avvenuta nel 1929, a immortalare un menabò provvisorio di 63 Tavole di grandi dimensioni, in ciascuna delle quali è imbastito un montaggio di riproduzioni fotografiche, disegni, pagine da libri, mappe geografiche, francobolli, ritagli di giornale, inserti pubblicitari. L’Atlante è cristallizzato per sempre nella sua dimensione in fieri. Ciò che oggi ne rimane, ossia la documentazione fotografica dei suoi pannelli, restituisce un’immagine evocativa e misteriosa, che ricorda un allestimento espositivo: se guardato con poca attenzione, senza entrare dentro i suoi meccanismi compositivi, Mnemosyne rischia di sembrare un’operazione impressionistica e aleatoria. Tuttavia, Mnemosyne è concepito come un progetto editoriale, specificamente un libro-atlante, che avrebbe dovuto essere a breve pubblicato. Con l’Atlante, Warburg voleva sistematizzare in modo lucido e rigoroso la metodologia di ricerca da lui sviluppata, con l’obiettivo di presentarla alla comunità scientifica internazionale. In un’epoca in cui Warburg, e soprattutto il suo Bilderatlas, sono tornati al centro del dibattito culturale internazionale grazie a iniziative editoriali ed espositive – si può parlare di una pervasiva, auratica, fascinazione di Mnemosyne, e di una vera e propria vague warburghiana – diventa necessario recuperare e ricollegare con rigore metodologico i complessi fili teorici e intellettuali tracciati dallo studioso, al fine di restituire pienamente il valore epistemologico del suo più importante progetto. Questa ricerca si fonda su un approfondito lavoro d’archivio condotto presso il Warburg Institute Archive di Londra, su una rilettura critica della letteratura esistente, e, soprattutto, su una intensa attività con il Seminario Mnemosyne – il seminario permanente che da vent’anni dedica i propri studi a Warburg e Mnemosyne, coordinato da Monica Centanni presso il centro studi classicA, Università Iuav di Venezia. L’indagine mira a sistematizzare la complessa storia redazionale del Bilderatlas Mnemosyne, al fine di disegnare un quadro coerente della sua genesi e del suo sviluppo, tenendo conto sia della sua natura editoriale di libro-atlante, opera dalla precisa destinazione editoriale; sia della sua natura di oggetto del pensiero, di messa in forma di un complesso sistema di lettura dell’immagine che intreccia storia dell’arte, filosofia, filologia, antropologia, psicologia. 6 Il non lineare processo di composizione dell’Atlante, nato da una urgente necessità intellettuale, sviluppato come una complessa machine à penser1 e consegnato alla storia come un’opera incompiuta, pone notevoli difficoltà agli studiosi. La storia di Mnemosyne è stratificata, complessa. Tentare di tracciarne una ricostruzione significa confrontarsi con un ‘prima’ e con un ‘dopo’, significa cercare di individuare le condizioni che hanno portato alla concezione di un’impresa così straordinariamente unica e interrogare il destino postumo di un progetto interrotto, eppure inesauribile nella sua capacità di attivare il pensiero. In questo senso l’obiettivo della ricerca è cercare di restituire la pluralità di problemi metodologici e teorici affrontati da Warburg, seguendo il percorso, ondivago e vertiginoso, degli ultimi anni della sua vita, contrassegnati da una straordinaria intensità e indirizzati alla realizzazione dell’opus magnum Mnemosyne

    Bibliografia di Franco Rella

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    We present on this page a Bibliography of Franco Rella’s writings, which includes his main monographs, translations and curatorships, as well as numerous contributions in catalogues and volumes and an initial outline of his boundless non-fiction production in collective volumes and journals. Organised in chronological order, the Bibliography traces a kind of “intellectual biography” that outlines and unravels through the philosopher’s production from the 1970s to the present day, tracing a history of the evolution of his interests and thought. Scholars and readers are warmly invited to send integrations and corrections to the Engramma Editorial team, in order to to incorporate them in this work
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