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Scritti in onore di Pellegrino Capaldo
La qualità dei servizi è stata riconosciuta come un rilevante aspetto caratterizzante la performance dell’azienda pubblica, analogamente alla capacità di operare secondo criteri di efficienza e nel rispetto dei vincoli di bilancio.
Sebbene sia possibile riscontrare alcuni significativi casi di adozione di politiche di customer satisfaction nelle amministrazioni pubbliche italiane, a tutt’oggi il tema presenta significative criticità, specialmente in ordine agli aspetti metodologici e agli strumenti operativi che consentano di integrare dette politiche nel sistema di programmazione e controllo delle aziende che erogano tali servizi.
Il presente lavoro adotta una diversa prospettiva di analisi del miglioramento della performance in ottica di “customer satisfaction”, rispetto a quella tradizionalmente utilizzata, specie con riferimento al settore pubblico. Piuttosto che focalizzare soltanto l’interazione tra “cliente/utente” esterno all’amministrazione pubblica e unità direttamente preposte all’erogazione dei servizi, in questa sede si propone di una chiave di lettura di tipo interistituzionale. Tale prospettiva è volta a comprendere le criticità e i generatori di prestazione connessi allo svolgimento dei processi gestionali da cui deriva il conseguimento di “prodotti” dell’attività amministrativa a beneficio dei “clienti/utenti” interni ed esterni, rispetto all’amministrazione pubblica. La rappresentazione della “catena del valore” alla luce della quale sia possibile esplicitare le responsabilità e i connessi indicatori di performance volti a collegare in sequenza diverse unità di “back-office” nel settore pubblico, ai fini del miglioramento del servizio all’utenza finale, costituisce un momento fondamentale per internalizzare nella pubblica amministrazione gli stimoli provenienti dalle tradizionali indagini di “customer satisfaction” e tradurli in concreti miglioramenti ai processi gestionali e ai connessi “prodotti” dell’attività amministrativa
L'azienda come "coordinazione istituzionale": un costrutto integrato per intensione generale
Reddito e conservazione dell'integrità del capitale nel bilancio di esercizio d'impresa
Reti di imprese nel contesto italiano: l’incontro tra normativa e prassi
Le reti di imprese, quale forma di governo delle relazioni alternativa al mercato e alla gerarchia, rappresentano la risposta organizzativa ai rapidi cambiamenti del mercato. Tale forma di aggregazione flessibile consente alle imprese, che nella rete conservano la propria autonomia, di superare i limiti insiti nelle proprie dimensioni, mediante forme diverse di collaborazione, che spaziano dalla condivisione di risorse allo svolgimento in comune di un’attività. La rilevanza strategica delle reti è stata riconosciuta anche dal legislatore italiano, che ha visto in tale strumento una leva per accrescere la capacità innovativa e la competitività individuale e collettiva, mediante il disegno di una normativa la cui duttilità si presta a differenti applicazioni pratiche. Il presente lavoro ripercorre le tappe essenziali di tale processo: dal riconoscimento dei fattori che hanno favorito la nascita di tale forma organizzativa, all’interiorizzazione della rete nella normativa, ai riflessi di quest’ultima nella prassi
Elementi straordinari, elementi relativi ad esercizi precedenti, variazioni delle politiche contabili e delle stime: il loro riflesso sul conto economico
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