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    Ceccardo Roccatagliata Ceccardi a cento anni dalla morte

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    il volume raccoglie gli atti del convegno per il centenario di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi organizzato da Antonio Zollino, tenutosi all'Accademia Lunigianese di scienza "Giovanni Capellini" della Spezia il 20-21 settembre 201

    Cozzani, d'Annunzio e la "provvidenza apollinea"

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    La relazione mette in luce le circostanze del rapporto fra Ettore Cozzani e Gabriele d'Annunzio così come risulta dall'epistolario conservato al Vittoriale di Gardone Riviera: si ricostruisce così, anche sulla base di documenti finora inediti, la complessa operazione del rientro in Italia di d'Annunzio in occasione dell'inaugurazione del monumento dei Mille a Quarto nel maggio 1915. Nella visione di Cozzani, l'opera dannunziana importa più per le accensioni nazionalistiche che per i sicuri risultati della produzione lirica

    Premessa

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    Nella Premessa si rileva il particolare valore dell'opera di Giancarlo Marmori, raffinato autore pressochè dimenticato nell'attuale panorama critico a dispetto dell'indubbia originalità e attualita

    PAESAGGIO LIGURE E PAESAGGI INTERIORI NELLA POESIA DI MONTALE, Atti del convegno internazionale 11-12-13 dicembre Riomaggiore - Monterosso

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    Il volume raccoglie gli atti del convegno PAESAGGIO LIGURE E PAESAGGI INTERIORI NELLA POESIA DI MONTALE,tenutosi il 11-12-13 dicembre a Riomaggiore e Monterosso, a cura di Paola Polito e Antonio Zollino, con la partecipazione di numerosi studiosi italiani e stranieriScholars from very different backgrounds, places and academic fields have dealt again with the theme of Montale’s landscape. The discussion provided a space for analysis and exchange of ideas with no predetermined line of thinking or underlying thesis. Using landscape as a starting point, everybody spoke freely on her/his Montale, sometimes treating very different topics. Montale’s landscape was explored as a spiritual place, a comprehensive symbol of a unique and rich inner world

    La Venere di Milo di Giancarlo Marmori

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    l'articolo si occupa del terzo romanzo di Marmori, La Venere di Milo, pubblicato nel 1975 e passato sinora quasi del tutto inosservato dalla critica corrente; si tratta tuttavia di un autore e di un romanzo le cui qualità furono sottolineate a suo tempo da importanti autori come Calvino e Arbasino e da autorevoli interpreti come Verdino e Gamberini; un romanzo che infrange le comode certezze di molta propaganda bellicista occidentale, proponendosi pertanto come contributo indubbiamente originale e dotato di spirito profetico nel dibattito attivo nei giorni nostri con tutta la sua drammatica attualita

    Il Vittoriale fra le righe della 'Cognizione del dolore' di Carlo Emilio Gadda

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    La relazione intende evidenziare come la figura del poeta maradagalese Carlos Caçoncellos nella 'Cognizione del dolore' sia esemplata su quella di d'Annunzio al Vittoriale, indicando le fonti di cui si è servito Gadda (principalmente la 'Vita segreta di Gabriele d'Annunzio' di Tom Antongini, ma anche le 'Cose viste' di Ugo Ojetti

    "Nuotare con le pinne" e senza. Ancora su lingua e dialetto in Giudici

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    La relazione intende anzitutto dimostrare come le polemiche suscitate dall’articolo Un paese di dialettanti (1983) siano facilmente aggirabili rileggendo, senza semplificarle, le argomentazioni di Giudici. La scrittura in dialetto costituisce peraltro un tratto caratteristico dell’ultima fase della produzione giudiciana. Nel caso, in Empie stelle, di Vògia e Voglia, il testo in italiano viene duplicato in dialetto e il confronto fra i due componimenti rivela, nella strofa di Voglia non presente in Vògia, il riferimento a un memorabile passo dantesco che può suggerire, una volta riconosciuto, alcuni elementi utili alla non facile interpretazione del testo. Tale allusività, inoltre, può rivelarsi efficace per comprendere meglio i termini entro cui collocare il rapporto fra scrittura in lingua e scrittura in dialetto nell’opera di Giudici
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