1,721,151 research outputs found
TO PLAN THE DAMAGE COSTS TOO
rende pubblici alcuni risultati derivanti dall’indagine sul campo relativa all’affidabilità dei comportamenti in servizio ed ai costi provocati dalla sua carenza. La formula del costo generalizzato avrebbe necessità di essere ridisegnata per ognuno dei soggetti interessati al processo edilizio. Ognuno di essi si comporta in maniera assai diversa rispetto agli altri in quanto i suoi interessi sulla gestione dell’organismo mirano ad ottimizzare le prestazioni, ed i relativi costi, sulla base dei propri obiettivi prioritari. Tale atteggiamento si traduce in un interesse assolutamente differenziato e disomogeneo nei riguardi del requisito di manutenibilità
BACKGROUND NOISE
L’iniziativa ha tre scopi principali: 1) sollecitare il confronto diretto sulla realtà della progettazione architettonica e del design e sul ruolo della tecnologia; 2) proporre un rinnovato ruolo strategico del progetto architettonico; 3) stimolare una riflessione su un tema di interesse comune e pressante quale il problema della emergenza abitativa italiana d’oggi. Parte integrante della manifestazione è stata una mostra dei lavori didattici e di ricerca dei docenti e ricercatori, tra i quali lo stesso esporrà cinque tavole dei più recenti risultati scientifico-didattici, ed un workshop finalizzato alla progettazione di un sistema abitativo transitorio, nel quale è stato tutor per la sede IUAV università degli studi
Colore e protezioni solari
Oggi, alle nostre latitudini, sgargianti e mutevoli edifici multicolori sgomitano per sovrastare quelli della tradizione dai toni tenui, soffici, opachi, composti. I materiali impiegati per costruire tali edifici sono indistintamente sempre gli stessi, sia che ci si trovi nei pressi di una fornace, di un deposito di materiale edile, di una fabbrica di semilavorati o a chilometri di distanza. Materiali, tecniche e tecnologie per realizzare della comune edilizia non sono più specifici di certe realtà, dotati di tradizione, posti in opera da maestranze specializzate, o quantomeno esperte. Sono il prodotto dell’ottimizzazione dei costi, dell’applicazione di regole nazionali e internazionali, di operatori provenienti da qualunque luogo e settore, privi delle conoscenze di base necessarie a integrare processi di costruzione specifici per ogni luogo. A sua volta l’edificio è erroneamente considerato una macchina che abbisogna solo di alimentazione (acqua, elettricità, gas...), posizionato quasi sempre in maniera illogica, persino in barba alle regole minime di ottimizzazione sull’orientamento per ridurre sia gli sprechi energetici che per garantire livelli minimi di benessere agli abitanti
L’ART DE BÂTIR EN ITALIE DANS LA SECONDE MOITIÉ DU XXÈME SIÈCLE : LES TROIS PÉRIODES D’UN CHANGEMENT RADICAL
L'autore indica un percorso di lettura dello sviluppo tecnologico avvenuto nell’Italia postbellica fino ai giorni nostri ed i probabili sviluppi futuri
PROBLEMI NELL'EVOLUZIONE TECNOLOGICA DELLE CHIUSURE VERTICALI
comportamento in servizio delle chiusure verticali. Per adeguarsi all'entrata in vigore delle norme sul contenimento dei consumi energetici le chiusure verticali hanno dovuto subire un cambiamento materico, formale e funzionale. Tali mutazioni hanno generato, come avviene in seguito all’introduzione d’innovazione, comportamenti che non sono agevolmente verificabili se non tramite sperimentazioni che durano nel tempo. Non essendoci "storia" in questo nuovo modo di edificare ci si trova sovente di fronte a comportamenti inaspettati, che sovente riducono le prestazioni dell'elemento chiusura
THROUGH A WHOLE LIFE DESIGN
Il comportamento degli edifici segue alcune fasi che hanno inizio con il completamento della costruzione e terminano con l’inutilizzabilità, per raggiunti limiti di de¬gradazione, che ne impediscono la fruizione anche a livelli minimali. Durante l’arco di vita si compiono varie azioni di ripristino funzionali delle parti degradate o di miglioramento qualitativo. Tali opere sono spesso realizzate in seguito al contributo progettuale, ad esclusione di quelle che, per il carattere d’urgenza che rivestono, sono effettuate in condizioni di emergenza. In questi casi si tende a non far ricorso ad un progetto preferendo agire mediante soluzioni determinate sul posto. La possibilità d’introduzione di fasi progettuali anche in tali situazioni potrebbe essere determinata dalla presenza di un programma di manutenzione che preveda adeguate risposte a probabili malfunzionamenti. Tale prassi sarebbe capace di ridurre l’impatto delle condizioni emergenziali avendo a disposizione un ventaglio di risposte a situazioni di solito già verificatesi altrove
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