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Giornata di studio dedicata alla memoria del Prof. Maurizio Pellegrini. Il ruolo della geologia applicata nella protezione, gestione e valorizzazione del territorio
Il Professor Maurizio Pellegrini si era laureato con lode in Scienze Geologiche presso l’Università degli
Studi di Modena nel 1964; nel medesimo anno aveva iniziato la carriera universitaria prima come
assistente incaricato, poi assistente di ruolo e quindi professore incaricato presso la stessa Università.
Libero docente in Geologia dal 1972, era stato nominato professore stabilizzato di Geologia applicata.
Dal 1° febbraio 1981era è stato chiamato, come vincitore di concorso a cattedra, a ricoprire il ruolo di
Professore di Geologia applicata presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università
di Bologna, dove per un biennio aveva ricoperto la carica di Direttore dell’Istituto di Geologia e
Paleontologia. Dal 1° novembre 1985 è stato Professore Ordinario di Geologia Applicata presso l’Università
degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Dall’anno accademico 1999/2000 aveva trasferito la titolarità
presso la Facoltà di Agraria, sede di Reggio Emilia della medesima Università, mantenendo presso la
Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali di Modena incarichi di insegnamento per supplenza.
Sempre per supplenza, aveva insegnato anche presso l’Università degli Studi di Parma.
Nella sua carriera scientifica ha ricoperto numerosi incarichi nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha partecipato,
in qualità anche di Presidente, ai Consigli Scientifici degli Istituti per la Protezione Idrogeologica (IRPI) di Padova e Perugia: in
quest’ultima sede é stato Commissario per la durata di due anni (1976-1978); dall’anno 2002 ha fatto parte del Consiglio
Scientifico nazionale degli Istituti di Ricerca per la Protezione Idro-geologica in Italia (Torino, Padova, Perugia e Cosenza). Ha
fatto parte del comitato di esperti in materia di instabilità di versanti e di centri abitati nell’ambito del Gruppo Nazionale Difesa
Catastrofi Idrogeologiche GNDCI del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Commissione Grandi Rischi dell’Agenzia di
Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna. Ha svolto il ruolo di consulente tecnico di parte civile nei procedimenti
giudiziari a seguito dei disastri del Vajont (1963) e della Val di Stava (1985).
È stato membro della Società Geologica Italiana e socio fondatore dell’Associazione Italiana Geologia Applicata e Ambientale
AIGA, nonché della Sezione Italiana dell’International Association for Engineering Geology and the Environment IAEG e
dell’Associazione Italiana Geologia e Turismo. È stato anche iscritto all’Ordine Nazionale dei Geologi.
Autore di oltre 200 pubblicazioni riguardanti temi di geologia, idrogeologia, frane e stabilità dei versanti e geologia tecnica,
con sperimentazioni in numerose aree della Pianura Padana e degli Appennini; ha partecipato ad iniziative editoriali di
divulgazione scientifica, collaborando anche con il Touring Club Italiano (Guide d’Italia, Atlante Tematico).
Nel corso della sua pluridecennale carriera, ha coordinato progetti e gruppi di lavoro sia in ambito scientifico, sia in ambito
di collaborazione tra Università ed istituzioni pubbliche, occupandosi prevalentemente di problematiche legate alla prevenzione
e mitigazione del dissesto idrogeologico ed alla caratterizzazione e tutela delle risorse idriche sotterranee dell’Appennino
Emiliano e della Pianura Padana.
Tutto ciò lo ha portato ad essere un autorevole punto di riferimento a livello nazionale e con un’ampia notorietà e considerazione
internazionale nel campo della geologia applicata e dell’idrogeologia. Il suo fortissimo legame con il territorio è documentato
da diversi e prestigiosi lavori riguardanti gli aspetti delle scienze della terra legati alla conoscenza, alla fruizione e alla
valorizzazione dei beni ambientali e culturali. I suoi vasti e multiformi interessi, anche in campo culturale e storico, e la sempre
acuta visione dei problemi scientifici connessi alle scelte territoriali ed ambientali, ne hanno fatto un costante punto di
riferimento per una intera generazione di ricercatori e studiosi, oltre che di diffusione culturale; basti ricordare le sue collaborazioni
con varie e prestigiose istituzioni, quali il Magistrato del Po (AIPO) ed il Touring Club Italiano, nella redazione di guide di altissimo
livello scientifico e nel recupero di documentazione storica. Le sue ricerche ed i suoi scritti sono e saranno anche in futuro
una vera e propria miniera di conoscenza e di informazioni.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di essergli amico, lo ricorderà sempre come un Maestro di buona scienza e di buona
vita, mantenendo come modelli la sua dedizione al lavoro sostenuta da una vastissima e sfaccettata cultura, la sua inesauribile
curiosità, la sua memoria impareggiabile e la sua perseveranza, anche di fronte alle più insormontabili difficoltà
La protezione delle falde e l’uso razionale della risorsa
ARPA Rivista N. 3 maggio-giugno 200
Allevamento zootecnico e territorio
Sono discussi i problemi ambientali derivanti dagli allevamenti suinicoli nella provinicia di Modena. Le problematiche ambientali riguardano principalmente lo smaltimento di ingenti quantitativi di liquami con forti ripercussioni sulle acque sia di superficie che sotterranee. In particolare, viene descritto un caso di emergenza ambientale in seguito ad epizoozia, la cui propagazione ha comportato la produzione di liquami infetti e la necessità di distruzione degli animali infetti. Vengono infine illustrate alcune proposte generali di programmazione e di intervento sul territorio
- Uso delle Carte della vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento nella pianificazione e gestione del territorio
Risultanze quali-quantitative corpi idrici sotterranei (acquifero parmense). Relazione 1997
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