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    Klibansky e Calogero (1929-1937)

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    L'articolo prende le mosse da una serie di lettere di Raymond Klibansky e di Felix Meiner a Guido Calogero comprese tra il 1929 e il 1937, e si concentra in particolare sulla vicenda della Eckhart-Ausgabe, oggetto di pesanti condizionamenti da parte del partito Nazionalsocialista tedesco, e sulla denuncia che Calogero ne fece – con le dovute cautele, suggeritegli sia da Klibansky che da Meiner – nel sesto fascicolo del «Giornale critico» del 1934. Per tale via Calogero si affacciava alla vita scientifica internazionale, a contatto con ambienti intellettuali che sperimentavano il difficile rapporto tra politica e libertà della cultura, e veniva gradualmente affinando la qualità della sua cultura politica

    Guido Calogero (1923-1942)

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    Si avverte vivamente oggi l'esigenza di considerare in modi nuovi la cultura filosofica italiana, situandosi oltre le tradizionali interpretazioni e contrapposizioni di ordine ideologico. Questo libro vuole mettere a fuoco da un punto di vista originale una delle figure di primo piano del Novecento, Guido Calogero, eminente studioso di filosofia greca, ma anche maestro di vita civile di molte generazioni di studios

    Osservazioni sulla riforma Gentile

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    Se valutata sullo stretto piano della politica scolastica, la riforma Gentile risulta caratterizzata da un impianto culturale che la ricollega direttamente alle posizioni espresse dai più autorevoli esponenti della riflessione pedagogica italiana degli ultimi decenni dell'Ottocento, e segnatamente da Aristide Gabelli, nel segno di una netta avversione dell'ipotesi - di marca 'democratica' - unicista, e di una netta affermazione, al contrario, del primato dell'istruzione classica. La vera prospettiva della politica scolastica del fascismo sarà invece, in chiave 'integrazionistica' e di appoggio a certe aspettative della sua specifica base sociale, la scuola media unica, in qualche modo già prefigurata nella bottaiana Carta della scuolaIf considered stricly as scholastic politics, the Gentile reform is characterised by a cultural structure which connects it directly to the position of important italian pedagogues such as Aristide Gabelli: an aversion to the democratic 'unicist' hypothesis, and a clear affirmation of the primacy of classical education. Nevertheless the scholastic politics of fascism will be more devoted to integration and to the unique middle school, already prefigured in the School document by Botta
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