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Wolff, F. an Herman Grimm (1 Brief)
WOLFF, F. AN HERMAN GRIMM (1 BRIEF)
Wolff, F. an Herman Grimm (1 Brief) (Br5612)
Brief 5612 (Br5612
Christian Wolff - Pianist: Pieces
A 3-CD set of solo piano music by the American experimental composer Christian Wolff. CD1 comprises all the works from the 1950s; CD2 consists of one piece, 'Long Piano (Peace March 11)'; and CD3 is a collection of works written since 2001, including a number of works recorded for the first time
Hof / Gest. v. C. F. Wolff
HOF / GEST. V. C. F. WOLFF
G. D. Reymann's topographische Special-Karte von Central-Europa (-)
Hof / Gest. v. C. F. Wolff (184) ( -
Salzwedel / Gezeichnet v. Brokk ; Gestochen v. C. F. Wolff
SALZWEDEL / GEZEICHNET V. BROKK ; GESTOCHEN V. C. F. WOLFF
G. D. Reymann's topographische Special-Karte von Central-Europa (-)
Salzwedel / Gezeichnet v. Brokk ; Gestochen v. C. F. Wolff (72) ( -
Siegen / gez. v. Lieut. Fils ; gest v. C. F. Wolff
SIEGEN / GEZ. V. LIEUT. FILS ; GEST V. C. F. WOLFF
G. D. Reymann's topographische Special-Karte von Central-Europa (-)
Siegen / gez. v. Lieut. Fils ; gest v. C. F. Wolff (142) ( -
"Asset Poverty in The United States: Its Persistence in an Expansionary Economy"
From this paper's Preface, by Dr. Dimitri B. Papadimitriou, President: Economic growth and a rising stock market in the 1990s gave the impression that everyone was accumulating wealth and asset poverty rates were declining. The impression was supported by the official, income-based poverty measure, which exhibited a sharp decline. According to Senior Scholar Edward N. Wolff and Research Scholar Asena Caner, poverty measures should include wealth as well as income. Their study of asset poverty in the United States between 1984 and 1999 focuses on the lower end of the wealth distribution and shows that asset poverty rates did not decline during the period studied, and that the severity of poverty increased. It also shows that asset poverty is much more persistent than income poverty.
Giovanella carvalhoi Wolff et al. 2013
carvalhoi Wolff et al., 2013 a: 130. Type locality: Colombia, Caquetá. HT M, PT 1 M 2 F (CEUA, CUAM-E). Distr.: Colombia (Caquetá (Florencia), Santander (Pie de Cuesta)). Ref.: Wolff et al., 2013 a: 130.Published as part of Wolff, Marta & Kosmann, Cecilia, 2016, FAMILIES CALLIPHORIDAE AND MESEMBRINELLIDAE, pp. 856-875 in Zootaxa 4122 (1) on page 866, DOI: 10.11646/zootaxa.4122.1.72, http://zenodo.org/record/26348
Marion F. Wolff Collection 1888-2003
The contents of the collection concerns the parents of Marion Freyer Wolff, Leo and Eva Freyer née Lichtenstein, as well as other extended members of the family. Included are school certificates, report cards, marriage certificates, correspondence, documents on World War II internment in Theresienstadt, and manuscripts about the German Socialist politician Hugo Haase who was assassinated in 1919. His wife was the sister of Marion Wolff's grandfather.All folders include a descriptive note of the contents written by the donor, Marion Wolff.Marion Freyer Wolff’s parents were Leo Freyer and his wife Eva, née Lichtenstein. Eva's father was Max Lichtenstein, a lawyer active in the workers’ movement in East Prussia and a member of the Koenigsberg city council; he died in Theresienstadt in 1942. Erwin Lichtenstein was Eva Freyer’s brother. Max Lichtenstein's sister, Thea was married to Hugo Haase (1863-1919), a Socialist representative to the German Reichstag who was assassinated in 1919.processed for digitizationSent for digitizationdigitize
Erfurt / Gez. v. Artillerie Hauptm. Fils u. W. Hammer, revidirt v. F. Handke ; Gest. v. C. F. Wolff
ERFURT / GEZ. V. ARTILLERIE HAUPTM. FILS U. W. HAMMER, REVIDIRT V. F. HANDKE ; GEST. V. C. F. WOLFF
G. D. Reymann's topographische Special-Karte von Central-Europa (-)
Erfurt / Gez. v. Artillerie Hauptm. Fils u. W. Hammer, revidirt v. F. Handke ; Gest. v. C. F. Wolff (145) ( -
Ontologie und Psychologie-von Wolff zu Brentano
La ricerca mette in luce la distinzione che Wolff traccia tra forza (vis) e facoltà o capacità (facultas) e ne mostra il rilievo storico e teorico, con particolare riferimento al pensiero di Kant edi Brentano, presentando in una nuova prospettiva le critiche che essi hanno rivolto a Wolff e la possibile influenza wolffiana sul loro pensiero. Proprio la distinzione tra vis e facultas è rilevante per la concezione della spontaneità del soggetto e delle sue funzioni, che è presupposto sia dal pensiero di Kant che della dottrina brentaniana dell’intenzionalità. Secondo l’ontologia di Wolff, l’anima è una sostanza semplice capace però di modificare se stessa; l’anima è infatti provvista di una forza (vis activa) caratterizzata da un impeto (conatus) ad agire: la forza può quindi mettere in attività la facoltà di iniziare azioni e provocare modificazioni. Secondo Wolff, sono possibili molteplici e varie manifestazioni della forza e differenti facoltà, come quella della percezione, del sentimento, della conoscenza. Si tratta sempre di facoltà dell’anima, la cui vita è ricca di manifestazioni ed eventi. Questo aspetto del pensiero di Wolff non è stato colto da filosofi che pure lo hanno apprezzato e ne hanno ricavato stimoli, perché sia Kant, Meyer, Brentano, Lotze (in un senso negativo), sia Herbart (in un senso positivo) hanno ritenuto che Wolff attribuisse all’anima solo una forza o facoltà cognitiva; di qui è derivata la critica – rivolta anche a Herbart che, come è noto, era a sua volta critico nei confronti della dottrina delle molteplici facoltà dell’anima – secondo cui Wolff aveva una concezione molto povera e uniforme della vita dell’anima. Queste critiche divenute tradizionali non considerano proprio il fatto che Wolff aveva distinto tra forza e facoltà, allo scopo di fondare la psicologia sull’ontologia e allo scopo di distinguere tra psicologia razionale e psicologia empirica, ponendo la forza sul piano ontologico e la facoltà sul piano psicologico. In questo modo, Wolff poteva sia giustificare l’unitarietà della vita dell’anima, sia la varietà delle sue manifestazioni. Per questo, quando Kant distingue tre originarie facoltà, quella del conoscere, quella del sentimento e quella del desiderare, ritiene di doversi contrapporre a Wolff, con il quale è d’altra parte in accordo, sia per la concezione della spontaneità delle facoltà stesse, sia per l’importanza data alla psicologia empirica. Con la sua distinzione Wolff ha infatti contribuito, in particolare, allo sviluppo della psicologia come disciplina empirico-descrittiva, grazie alla quale Kant ha compreso fin dagli anni Settanta – come dimostrano le sue lezioni di psicologia – l’importanza del sentimento come facoltà autonoma e dei suoi fenomeni, un aspetto del suo pensiero particolarmente apprezzato da Meyer, da Lotze e da Brentano; e Brentano stesso ha potuto sviluppare ulteriormente la distinzione tra psicologia razionale e empirica, elaborando un metodo analitico-descrittivo quale strumento per comprendere sia la ricchezza della vita psichica, sia il tratto unitario di tutti i fenomeni psichici, l’intenzionalità
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