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    Ostetrica

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    Durante la trasformazione curriculare da Diploma Universitario a Laurea, si evidenziò l’esistenza di tre difficoltà meritevoli di approfondimento: una carenza, un’esigenza ed un problema strutturale. La carenza riguardava le ore messe a disposizione per la formazione che non permettevano un adeguato sfruttamento delle discipline necessarie per ottenere il rinforzo culturale del professionista laureato. Quelle ore, infatti, quale primitiva esigenza disciplinare, dovevano servire all’apprendimento del sapere e del saper fare ostetrico. Attività complessa, autonoma e ad alto rischio, per la quale la deontologia professionale, l’elevato interesse sociale e la legislazione nazionale ed europea definiscono rigide regole di apprendimento teorico e pratico. A questo si aggiunge la struttura intrinseca della disciplina ostetrica, arte esperienziale, a solida, ma lenta crescita, poco dedita all’autoanalisi ed alla speculazione teorica e, quindi, storicamente priva di un proprio metodo culturale in grado di filtrare per sé, in autonomia, i contributi utili dei diversi saperi disciplinari. Partendo da queste semplici osservazioni, la Scuola di Milano attivò tra il 2000 ed il 2001 un Gruppo di Studio che si incaricò di definire gli obiettivi formativi generali - a cui un CdL in Ostetricia doveva tendere - e la struttura curriculare di cui doveva dotarsi. L’elaborazione teorica finale, prodotta in più di 100 riunioni plenarie, permise la creazione, nel 2001, del Corso di Laurea in Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano. Il metodo è così riassumibile. Partendo dall’obiettivo formativo generale sono stati identificati i 23 Percorsi formativi settoriali in grado di preparare, al termine del triennio di studio, un’Ostetrica laureata. All’interno di ogni Percorso, sono stati poi selezionati i Sotto-obiettivi. A questo punto, ogni disciplina si è confrontata con i Sotto-obiettivi proposti, offrendo, per quelli di propria competenza, una disponibilità di argomentazione. Per testimoniare al Gruppo di Studio la reale necessità del proprio contributo didattico, ogni esponente disciplinare (docente) ha inoltre proposto i “Quesiti Concettuali” (QC) dei Sotto-obiettivi prescelti, cioè una o più domande che un professionista attivo, nella situazione prevista dal Sotto-obiettivo, si sarebbe fatto per svolgere al meglio il proprio lavoro (teorico, pratico o speculativo). Il “Programma d’insegnamento” (Capitoli, Sezioni, Lezioni) è stato infine compilato dai docenti stessi sulla base dell’armonica sequenza dei Quesiti Concettuali accettati, ove anche le più complesse materie erano in grado di escludere le informazioni meno adatte alla preparazione professionale di un’Ostetrica e dove, nel contempo, veniva enormemente facilitato il processo di integrazione disciplinare all’interno di un unico messaggio didattico. Nove anni di insegnamento ci hanno permesso di controllare e di affinare il metodo, mentre i buoni risultati ottenuti ci hanno spinto a trasferire in un Manuale l’intera nostra esperienza, al dichiarato scopo di contribuire, con un quadro formativo d’assieme, ad una preparazione unitaria delle nostre future ostetriche, ad una crescita culturale continua delle nostre attuali professioniste e ad una dialettica accademica che operi per far sbocciare al suo interno una disciplina non solo storica, ma forte ed indipendente, con la quale dialogare come Scienza e cooperare come Professione, nell’interesse non solo della categoria ostetrica, ma della Società intera.Manuale a discipline integrate per la laurea in ostetricia. Quasi 5000 pagine e 3500 immagini, in un percorso accademico a discipline integrate che si svolge lungo 23 temi professionalizzanti. Il testo offre un sistema di aggiornamento continuo e in tempo reale, basato su un sito abbinato (www.ostetrica.org) ove hanno accesso solo gli esponenti disciplinari che svolgono didattica all'interno dei CdL in ostetricia nazionali, per portare il loro contributo esperienziale ed intellettuale alla trattazione trasformandosi contestualmente in coautori del manuale stesso

    Epidemiologia dell'infertilità/sterilità nel mondo e PMA : benefici e rischi delle tecnologie riproduttive

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    Definizioni e linguaggi dell'infertilità. L'infertilità maschile e femminile e le sue cause. Epidemiologia dell'infertilità: le cause dell'infertilità nel mondo.Le tecniche della PMA: benefici e rischi

    La formazione dell'ostetrica : indagine tra gli studenti dei corsi di laurea in Lombardia

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    Il lavoro comprende una breve analisi della storia della formazione dell’ostetrica in Italia, seguita da un’indagine conoscitiva fra gli studenti dei corsi di laurea in Ostetricia della Lombardia. Sono stati indagati: · la motivazione professionale, · i contenuti dei corsi integrati, · le ore di tirocinio, · i CFU attribuiti per i corsi integrati e il tirocinio, · la sede di tirocinio che per la formazione è risultata più utile, meno utile e quella che avrebbero voluto frequentare ma non è stato possibile perché non rientrante tra le sedi di tirocinio · la presenza o meno di docenti ostetriche come tutor di tirocinio · la propedeuticità delle lezioni teoriche con il tirocinio, · i CFU dedicati allo studio · la sessione di laurea in cui vorrebbero iscriversi · il pensiero sulla loro attuale situazione di tirocinio “si sentono preparate/i per assistere in autonomia a gravidanza , parto e puerperio fisiologici I risultati emersi risultano particolarmente interessanti benché ci siano sostanziali differenze su argomenti fondamentali

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Il sanguinamento vaginale del 3. trimestre di gravidanza

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    • La perdita ematica, nel corso del III trimestre, si presenta con frequenza del 5–10 %. • Il 90% delle perdite ematiche non costituisce pericolo per la gravida e per il feto. • Gli elementi che definiscono la gravità della perdita ematica sono l’entità, la durata, le caratteristiche organolettiche del sangue e la sintomatologia associata. • La fonte principale della perdita ematica ne III trimestre è rappresentata dalla placenta e dalle sue membrane. • In presenza di una perdita ematica abbondante nel corso del III trimestre di gravidanza è d’obbligo l’ospedalizzazione. • La malattia di von Willebrand rappresenta la patologia genetica del sesso femminile più coinvolta in patologie menometrorragiche. • Il polipo si può manifestare attraverso un aumento delle perdite vaginali, un sanguinamento occasionale, più frequente dopo un rapporto, e può facilitare infezioni vaginali ricorrenti. • Le lacerazioni vulvovaginali, in letteratura, appaiono più frequentemente correlate ad episodi di violenza, abuso o maltrattamento. • L'individuazione delle lesioni della cervice attraverso uno striscio cervicale ( pap test) deve essere sistematica durante la gravidanza se la donna non lo ha dati recenti. • Nel caso venga diagnosticato un cancro, il taglio cesareo è la modalità preferita da scegliere per il parto. • La gravidanza non modifica la prognosi e la scelta terapeutica dipende dallo stadio della malattia • Tra le condizioni che provocano emorragie nella gravidanza avanzata e in travaglio di parto, la placenta previa, i vasi previ ed il distacco di placenta normoinserta rappresentano le condizioni di maggiore rischio per la salute materna e fetale e necessitano di una rapida diagnosi e di un tempestivo trattamento, anche in emergenza. • La placenta si presenta previa nello 0,3 - 0,5 % delle gravidanze (ovvero circa in 1 su 200) soprattutto in caso di pregressi Taglio Cesareo, aborti o interventi sull'utero oppure in caso di pluriparità, fumo, età materna avanzata o gravidanza multipla. • La diagnosi ecografica di inserzione bassa della placenta a 20 settimane è destinata a modificarsi successivamente in diagnosi di placenta normoinserta nel 90% dei casi. • Una placenta previa dovrebbe sempre essere esclusa allorché una donna gravida, oltre la 25a settimana, manifesti una perdita ematica vaginale. • I vasi previ sono causa di grave emorragia fetale anche mortale al momento della rottura delle membrane. • Il distacco di placenta complica l'1% delle gravidanze. Le conseguenze sulla salute materna dipendono dall'estensione dell'area di distacco, mentre quelle sul feto dipendono oltre che dall'entità del distacco, dall'epoca gestazionale in cui si verifica. Un distacco che coinvolge più del 50% della placenta è frequentemente causa di morte fetale. • Un distacco di placenta deve essere sospettato ogniqualvolta in gravidanza si presenti una perdita ematica vaginale ed un dolore addominale, soprattutto in caso di riscontro anamnestico od obiettivo di una condizione di rischio. • In pratica oltre il 90% delle rotture d'utero avviene in pazienti con pregresso taglio cesareo e la diagnosi si basa più sui segni fetali (bradicardia persistente) che su quelli materni (collasso cardiocircolatorio ed emoperitoneo
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