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Vizio di firma. Plagio e dintorni
Se esiste il dono della scrittura, c’è anche chi invidia quel talento e i suoi frutti: un sentimento che può trasformarsi in tentazione, magari portare al furto, perfino all’omicidio. Quante trame ci parlano di questa semplice idea: qualcuno mette il suo nome sull’opera di un altro. Romanzi e film mescolano più o meno gli stessi ingredienti, dosandoli però in modo differente. E chi li osserva può cedere alla fantasticheria di un unico grande racconto del plagio, un tema che fatalmente si ripete perché non si esce dall’ossessione che lo nutre. Una narrazione che lettori e spettatori ritroveranno in questo libro, scandita nelle sale di una lunga galleria. Siamo nel confortevole territorio della finzione: la realtà è là fuori, meno affascinante, oltre la soglia
Contro il politicamente corretto. Qualcosa di sinistra
L’affermazione in chi si riconosce nei valori della sinistra secondo cui andare contro il politicamente corretto è – più o meno consapevolmente – esprimere un pensiero di destra implica l’idea che, malgrado i suoi eccessi, il politicamente corretto vada comunque difeso. In molti, almeno in una sinistra liberale, si fa strada l’idea che questo sia un macroscopico equivoco e un formidabile assist alla destra. Rivendicare come valore della sinistra l’eufemismo ipocrita e lasciare alla destra il primato di un linguaggio franco e diretto è un suicidio etico e politico. Invece di chiederci se essere contro il politicamente corretto è di destra faremmo meglio a ricordarci ogni giorno che siamo liberi di pensare al di là degli schieramenti e delle semplificazioni di comodo
L'ultima curva. In ricordo di Jean-Louis Trintignant
Un ricordo di Jean-Louis Trintignant: come s'intrecciano la vita, il cinema, il teatr
Il cinema racconta Pasolini
Per quasi vent’anni, dopo la sua morte, Pasolini è rimasto presente nel cinema con i suoi film. Solo a partire dagli anni ‘90 il cinema ha ricominciato a parlare di lui, a “raccontarlo” proprio attraverso la sua morte. Prima silenziosamente (Caro Diario di Nanni Moretti), poi con opere molto diverse e per certi versi complementari: Marco Tullio Giordana (Pasolini, un delitto italiano ) ha ricostruito l’inchiesta e i processi; Federico Bruno (Pasolini, la verità nascosta) e David Grieco (La macchinazione) hanno indagato sul complotto politico che ha portato all’omicidio; Aurelio Grimaldi (Nerolio) ha condiviso la pista omosessuale, mentre solo il Pasolini di Abel Ferrara si è smarcato dalla prospettiva dell’investigazione prendendo la strada della finzione. Non ha trovato il suo regista la tesi più estrema – evocata solo sulla pagina scritta – di una morte voluta, teorizzata e organizzata come unica possibilità di esprimersi compiutamente: idea paradossalmente cinematografica (Bresson, Kaurismaki), ma ben lontana dalla ricerca, fin qui delusa, della verità
Avvertenza
Prefazione al romanzo che rappresenta un punto di arrivo dell'operazione di riscrittura condotta da Simenon all'inizio del suo soggiorno negli Stati Unit
Raccontare la corsa
Raccontare la corsa significa soprattutto entrare nel mondo della corsa di fondo e inevitabilmente anche della maratona: non esattamente uno sport, per molti un’arte marziale, per qualcuno una forma di ascesi senza religione. Raccontare la maratona è una sfida nella sfida: tanti scrittori ci hanno provato, e non sempre maratoneti. Un racconto che si può declinare in tanti possibili modi: riferendosi alla propria esperienza o a quella degli altri, entrando o meno in un registro di finzione, o affrontando il tema in una chiave più saggistica. In questo saggio ci si avvicina alla corsa secondo tre angolazioni: un pensiero, un lessico, delle trame. In questo percorso prendono via via la parola gli scrittori: Alan Sillitoe, David Grossman, Marco Lodoli, Daniel De Roulet, Mauro Covacich, Jean Echenoz. Ma c’è qualcosa di più ed è Murakami Haruki – l’autore che ha contribuito ad avvicinare all’argomento un pubblico più vasto di quello dei runner – a ricordarcelo: "scrivere un libro è un po' come correre una maratona, la motivazione è in sostanza della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno"
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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