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La violenza : una questione aperta (femminile singolare) nell'esperienza e nei ricordi di militanza politica in Lotta Continua
Soggettività dissonanti. Di rivoluzione, femminismi e violenza politica nella memoria di un gruppo di ex militanti di Lotta continua
Attraverso i racconti di un gruppo di ex attivisti del gruppo della sinistra extraparlamentare Lotta continua il lavoro ripercorre il ciclo di mobilitazione che ha attraversato l’Italia negli anni Settanta, alla ricerca delle intersezioni tra eventi collettivi ed esperienze soggettive. Il testo si sofferma su due temi considerati crinali di una controversa memoria condivisa: da una parte la violenza politica, dall’altra il neo-femminismo. Due passaggi cruciali nel percorso di soggettivazione delle singole e dei singoli, i cui effetti sono ritracciabili anche osservando gli esiti individuali e collettivi della “smobilitazione”
Ricordo a più voci (a cura di Enrica Asquer e Manuela Martini) Dare forma all’assenza. Parlare di Anna Rossi-Doria
Dare forma all'assenza. Parlare di Anna Rossi-Doria
Anna Rossi-Doria ha affrontato, nel suo lavoro, nodi importanti e pesanti che sono divenuti il centro del suo modo di fare, narrare, indagare, rappresentare la storia: il silenzio, la memoria, il rapporto tra uguaglianza e differenza, il femminismo, la democrazia, la cittadinanza, l’universalismo, la soggettività. Attorno a questi temi, e sulla continua messa in discussione del loro rapporto ed equilibrio, Anna Rossi-Doria ha intessuto il suo pensiero con acume, e con profondo senso critico e autocritico, dimostrandosi nel suo mestiere di storica all’altezza della sua elevata idea di storiografia
194 Reloaded
Oggi la possibilità delle donne di interrompere la gravidanza è compromessa dall’istituto giuridico dell’obiezione di coscienza, previsto all’art 9 della 194. Le percentuali sono arrivate in alcune regioni al 90%, la media nazionale è al 70%. L'articolo si propone di spiegare come a questi dati allarmanti non si sia giunti nell’arco degli ultimi anni, dal momento che l’erosione della 194 è avvenuta in modo lento e silenzioso e solo di recente si è imposta all’attenzione di media e discorso pubblico
Hat der bewaffnete Kampf ein Geschlecht? : politische Militanz und Gewaltfrage im Italien der Siebziger Jahre. Eine Betrachtung aus der Gender-Perspektive
L'articolo affronta la dimensione di genere della lotta armata nel caso specifico di organizzazioni terroristiche italiane, tra cui le Brigate Rosse, cercando di intrecciare le testimonianze e la memoria, la dimensione soggettiva di alcune protagoniste con un approccio analitico contestualizzante le diverse forme della militanza politica femminile negli anni Settanta
Dove i margini non sono confini.
Come muta la relazione che lega corpi e tecnologie? Come si modificano gli spazi che attraversa? Come leggere da una prospettiva intersezionale e di genere le trasformazioni in atto?
Il libro affronta queste domande a partire da tre ambiti distinti ma costantemente intrecciati: Spazio inteso come ambito di riflessione intorno al quale sviluppare ragionamenti in tema di autodeterminazione, mobilità, attivismo; Bios per affrontare il rapporto tra tecnologie e vita attraverso le forme della sua ri/produzione; Media per guardare criticamente i processi di soggettivazione innescati in particolar modo dalle tecnologie digitali. Per scriverlo abbiamo pensato al corpo come a una somateca, un archivio di finzioni politiche vive che in nessun modo possono costituire un unico corpus. Le tecnologie occupano oggi uno spazio molto ampio di questo archivio, per gli ineluttabili (poiché voluti, ma anche subiti) legami che i nostri corpi hanno intessuto con esse.
Nelle riflessioni sulla relazione tra corpi e tecnologie si pone spesso l’accento sui processi di disincarnazione, di smaterializzazione, da un lato con i toni dell’entusiasmo, dall’altro con quelli della catastrofe. Questo libro è incarnato, si sottrae al binarismo, si insinua negli spazi in beetween, là dove i margini non sono confini. Gli interventi che proponiamo si muovono tra accademia, esperienza e attivismo, provano a elaborare nuove teorie e pratiche di critica radicale al tecnocapitalismo, discutono tra loro concordando o scontrandosi, uniti da un filo conduttore: smascherare i dispositivi di potere e i loro complicati intrecci
Digital fissures : bodies, genders, technologies
From rethinking feminist archives, to inserting postpornography in academia, to approaching sex toys from a transpositive perspective, to dismantling the foundations of techno-capitalism, the areas of inquiry in this book are lenses through which to explore the relationships between genders, bodies and technologies. All the various chapters work to reimagine the body as a hybrid, malleable and subversive source of potentiality. These essays offer readers road maps for unimagined and uncharted social scapes: the relationship between bodies–technologies–genders means working within a space of monstrosity. Through this embodied discomfort the book questions existing techno-social norms, and imagines tranfeminist futures
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