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    Indagini preliminari sull’espressione immunoistochimica della proteina p53 nel seminoma del cane

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    SUMMARY - Tlie p53 protein is a transcription factor inducing celi cycle arresi and apoptosis against a DNA damage. p53 mutations might lead to lose its inibitoring growth functions and contribute to not controlied cellular proliferation. Mutations and/or overexpression of p53 are thè most comnion genetic alterations found in human cancer. The role of thè p53 protein in cancerogenesis m domestic animals is stili largely unknown. This prelimmary study investigates thè expression of p?3 in 16 semmomas of thè dog using a standard streptavidinbiotin peroxidase method after microwave antigen retrieval. In 9 diffuse seminomas tlie mtensity of p53 expression is of low degree (^), in 5 diffuse seminomas is of middle degree (++) and m 2 intratubular seminomas is of higt degree (+++). The results suggest tlie p53 expression m seminoma of thè dog decreases with advancing stage of neoplastic process

    Peritonite cronica incapsulante in due cani

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    SUMMARY - A conditìon resembUng humaii sclerosing encapsulating peritonifis was identified in 2 dogs. Both dogs had similar clinical signs: chronìc weight loss, vomiting, ascites. The addominal fluid was red-tinged. Laparotomy revealed chronic peritoniris. Necropsy revealed , in case 1, a sac-like formation occupying thè peritoneal cavity and massive adhesions araong thè addominal viscere; in case 2, thè multiple surfaces covered with granulatici! tissue or fibrous tissue or botli wcre me typical appearence. The predominant histological abnormality was marked peritoneal and serosal fibrosis. Causes of chronic encapsulating peritonitis were unknown

    POSSIBILE SIGNIFICATO PROGNOSTICO DELL’INFILTRATOINFIAMMATORIO NEI TUMORI COLORETTALI DEL CANE

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    I tumori colorettali sono relativamente comuni nel cane; sebbene nella maggior parte dei casi tali tumori abbiano andamento benigno, a volte possono progredire a carcinoma invasivo. Nell’uomo è nota la progressione delle neoplasie colorettali da iperplasia-displasia, ad adenoma, carcinoma in situ ed invasivo; tra i parametri istomorfologici utilizzati per prevedere tale progressione sono entità dell’infiltrazione leucocitaria totale e delle singole tipologie di cellule infiammatorie; in particolare la presenza di eosinofili e mastociti sembra avere significato prognostico. Scopo del lavoro è una indagine retrospettiva sui tumori colorettali del cane per valutare presenza, entità e tipologia dell’infiltrato leucocitario, e correlarlo all’evoluzione della malattia. Sono stati rivalutate 26 neoformazioni provenienti da colon e retto; la maggior parte dei campioni era rappresentato biopsie escissionali di lesioni polipoidi asportate tramite polipectomia (20/26); in 5 casi i campioni erano rappresentati biopsie incisionali prelevate per via endoscopica, ed in un solo caso da una sezione transmurale prelevata tramite celiotomia. Una lesione è stata classificata come polipo, 8 come adenoma e 17 come adenocarcinomi (in situ/invasivi). L’infiltrato infiammatorio è risultato intenso in 11 casi, moderato in 9 casi, lieve in 5 casi e assente in 1 caso. La tipologia di leucociti presenti andava da una prevalenza di granulociti eosinofili (8 casi) o di linfociti/plasmacellule (11 casi), con infiltrato infiammatorio misto (linfociti, plasmacellule, granulociti neutrofili ed eosinofili) nei restanti 6 casi. Erano disponibili dati sull’evoluzione della malattia in 17 casi; tra questi la prognosi è risultata favorevole in 12 casi (no recidiva/progressione ad un anno), mentre in 5 casi ha presentato un andamento sfavorevole (recidiva locale, infiltrazione profonda, metastasi). I dati raccolti non consentono una adeguata valutazione del significato prognostico che l’infiltrazione leucocitaria, in particolare eosinofilica, potrebbe avere nella storia naturale dei tumori anorettali del cane; tuttavia il comune riscontro di un intenso infiltrato leucocitario, ed eosinofilico in particolare, pone interrogativi sul possibile significato che queste cellule potrebbero avere sia nell’insorgenza che nell’evoluzione delle lesioni epiteliali proliferative intestinali del cane
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