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Bus-Switch coding for reducing power dissipation in off-chip buses
Compression of executable code in embedded microprocessor systems, used in the past mainly to reduce the memory footprint of embedded software, is gaining interest for the potential reduction in memory bus traffic and power consumption. We propose three new schemes for code compression, based on the concepts of static (using the static representation of the executable) and dynamic (using program execution traces) entropy and compare them with a state-of-the-art compression scheme, IBM’s CodePack. The proposed schemes are competitive with CodePack for static footprint compression and achieve superior results for bus traffic and energy reduction. Another interesting outcome of our work is that static compression is not directly related to bus traffic reduction, yet there is a trade off between static compression and dynamic compression, i.e., traffic reduction
Determinazione di ROS ed 8-OSSI-dg in linfociti sottoposti a danno ossidativo da metalli
OBIETTIVI: - Nostri precedenti studi, effettuati in vitro su A549, linea
continua di pneumoniti, hanno rilevato un marcato effetto genotossico
da esposizione alla componente metallica adsorbita alle polveri
fini. Poiché la tossicità varia sensibilmente tra cellule normali e immortalizzate
abbiamo voluto valutare su linfociti, mediante indagine ex
vivo, gli effetti biologici di questo diffuso inquinante atmosferico. Il
biodosimetro utilizzato ha consentito inoltre di verificare la variabilità
individuale nel campione di popolazione saggiato.
MATERIALI E METODI: - I linfociti, isolati da 13 soggetti(età
35.6¡À11.8),venivano messi in coltura e, quindi, trattati in 3 giornatecon una soluzione costituita da V, Fe e Ni(68.8, 110.5 e 9.4 ¦ÌM
rispettivamente),ampiamente presenti nelle aree urbane. Mediante
tecniche citoflurimetriche, previo utilizzo di specifici fluorocromi, venivano
valutate la citotossicità, il livello citoplasmatico di ROS e quello
di8-ossi-dG, marcatore di danno ossidativo del DNA.
RISULTATI: - Contro una mortalità media pari a 8.9%(CV% 59.5) nei
controlli, quella osservata dopo trattamento raggiungeva il 17.8
%(p<0.01) con valori anche superiori al 30%in due dei campioni
esaminati. Maggiore era la variabilità osservata nei livelli di emissione
della DCF-DA, utilizzata per la determinazione dei ROS, sia nei controlli
(12.3 ¡À9.4) che nei trattati (20.7¡À15.6) Con ¦% compresi tra 2.1
e 281.9significative erano le differenzeK/trattati(p<0.01).L’analisi
dell’8-ossi-dG, effettuata mediante uso di avidina, ad elevata affinità
per la purina ossidata e marcata con fluoresceina
isotiocianato(Avidina-FITC), ha mostrato un incremento medio dopo
trattamento pari a 208.5% (p<0.01) con valori compresi tra 51.2 e
346.0(CV% 63.5).
CONCLUSIONI: - I significativi effetti osservati, riconducibili alla capacità
dei metalli di transizione di catalizzare la produzione di specie
radicaliche, confermano il rischio potenziale di questa componente
delle polveri fini per la salute pubblica. Infatti, malgrado l’effetto citotossico,
in tutti i campioni saggiati significativo era il livello di ossidazione
a carico del DNA delle cellule superstiti con possibili implicazioni
nel processo di cancerogenes
In vitro assessment of mitochondrial impairment metals- induced in human epithelial alveolar cells
Fattori comportamentali e biologici nella suscettibilità individuale al danno ossidativo da xenobiotici
OBIETTIVI: Recentemente è stata evidenziata l’importanza dei
polimorfismi genetici sul rischio genotossico da esposizione a
xenobiotici. Poiché anche variabili biologiche e comportamentali
giocano un ruolo nella suscettibilità individuale al cancro, in questo
studio è stato valutato il loro effetto sul danno ossidativo da
esposizione a oil fly ash(OFA) in colture linfocitarie di un campione
di popolazione di 47 individui(età 34.6±11.4) di cui 17(36.2%) maschi.
MATERIALI E METODI: Su aliquote di linfociti di ciascun soggetto,
previo isolamento e messa in coltura secondo i protocolli standard,
veniva determinato mediante Halo-Comet (1) il danno a carico del
DNA sia basale che dopo contatto overnight con un estratto acquoso
del campione ambientale a composizione nota. Ancora, per verificare
la capacità dei sistemi enzimatici di riparazione l’analisi veniva
eseguita anche dopo reincubazione per 6h in RPMI fresco.
RISULTATI: Gli esperimenti hanno rilevato nei linfociti trattati con il
campione ambientale differenze significative (Mann-Whitney p<0.05)
del nuclear spreading factor(NSF) in funzione del genere con valori
medi maggiori nei maschi(1.50±0.79 vs1.09±0.47). Differenze
significative erano anche osservate in funzione dell’abitudine a fumo
e, soprattutto, del regime alimentare. Infatti, nei fumatori si osservava
una riduzione (p=0.017) della capacità di riparazione con NSF a 6h
dal trattamento ancora ~doppi rispetto ai non fumatori. Anche il
consumo di carne esercitava un effetto negativo sulla capacità di
riparazione con valori di NSF del 78% superiori in chi la consumava
più di 3 volte/settimana (p<0.001). La capacità di riparazione era
invece maggiore (p=0.039) nei consumatori moderati di alcol ed in
chi consumava almeno 2 volte al giorno frutta e verdura(p=0.047).
In questi ultimi, inoltre, si osservava un danno del DNA minore in
seguito al trattamento con lo xenobiotico(p<0.05).
CONCLUSIONI: I risultati confermano l’importanza dello stile di vita
sulla suscettibilità al danno genotossico da esposizione passiva a
xenobiotici
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Produzione endogena di ROS e cronicizzazione del danno a carico dell’epitelio respiratorio per esposizione a metalli di transizione.
Nostri precedenti studi hanno rilevato un marcato effetto genotossico in cellule dell’epitelio alveolare dopo contatto con la frazione idrosolubile di oil fly ash. Questo, dovuto in particolare alla produzione del radicale OH°, chiaramente indica il ruolo svolto dai metalli di transizione V, Fe e Ni nelle reazioni Fenton-like. Poiché ulteriori indagini hanno mostrato, anche nella progenie di cellule esposte, un marcato effetto genotossico si è voluto verificare se questo fosse dovuto, cessata l’esposizione ai metalli, a una maggiore presenza di specie radicaliche di origine mitocondriale e, quindi, ad uno stress ossidativo endogeno che, subentrando a quello esogeno, determina la cronicizzazione del danno a livello dell’epitelio respiratorio. Materiali e Metodi- Le tre successive subculture ottenute sottoponendo a passaggi seriali pneumociti umani, precedentemente messi a contatto con OFA, venivano marcati con 2’,7’-diclorofluoresceina-diacetato (DCF-DA) o con diidrorodamina (DHR) per la determinazione dei ROS sia quantitativa in citofluorimetria che qualitativa in microscopia confocale laser.
RISULTATI: Le prove, effettuate in triplicato, seppure rilevavano nella progenie una significativa (p<0.01) riduzione della fluorescenza rispetto agli pneumociti esposti evidenziavano ancora nelle 3 successive subculture un incremento medio dei ROS del 70% rispetto ai controlli negativi. In particolare, in questi ultimi la fluorescenza emessa era del tutto trascurabile essendo esclusivamente imputabile alla fisiologica formazione, di superossido anione e H2O2, quali sottoprodotti della respirazione cellulare. All’analisi qualitativa in microscopia confocale la progenie delle cellule trattate mostrava, in assenza di alterazioni morfologiche, una discreta fluorescenza citoplasmatica con addensamenti perinucleari, analoga per i due fluorocromi.
CONCLUSIONI: I risultati spiegano chiaramente come lo stress ossidativo, innescato dall’esposizione ai metalli adsorbiti alle polveri fini, in seguito all’alterazione della funzionalità mitocondriale da noi rilevata con rodamina123, determina uno stress ossidativo endogeno in grado di perpetrare l’ossidazione anche del DNA come da noi rilevata all’halo-comet ed al test dei MN
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