1,720,981 research outputs found

    Il mutamento delle Stimmungen nei volumi 65-71 della Gesamtausgabe

    No full text
    Il saggio analizza i cosiddetti trattati inediti di Martin Heidegger, mostrando in essi il mutamento delle tonalità emotive fondamentali

    Sviluppi dell’ontologia nelle Abhandlungen di Heidegger

    No full text
    The paper highlights some less known expositions Heidegger was carrying out during last century's Thirties in the framework of his reflection about "beyng", in so far as they appears in his so-called unpublished "Treatises", only recently available thanks to the "Gesamtausgabe" of his works

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Approssimazioni a una pedagogia cosmologico-esistenziale

    No full text
    Il contributo intende mostrare la stretta relazione sistematica che intercorre tra la fenomenologia e la riflessione sulla pedagogia di Eigen Fink, evidenziandone i caratteri di originalità alla luce del principio cosmologico che caratterizza il pensiero maturo del filosofo tedesco

    Epoché und natürlich-naive Geltungen. Die richtige Einstellung zur Heterogenität des philosophischen Denkens

    No full text
    L’intento dell’articolo è quello di porre in questione la validità di operazioni interpretative volte a chiudere la visione d’insieme di un autore, nello specifico di Heidegger con l'accusa di antisemitismo, a partire da una ricostruzione del pensiero che poggia su ipotesi extrafilosofiche. Al contrario l’atteggiamento filosofico fondamentale per avvicinarsi ad un pensiero deve essere quello dell’epoché. L’epoché non va vista però solo come uno strumento essenziale della metodologia filosofica, ma come la possibilità che il pensiero stesso, nel suo movimento di avvicinamento alla questione da trattare, acquisisca mete precedentemente non considerate. L'epoché è dunque la via metodologica per rifiutare le chiusure interpretative di un atteggiamento ingenuo

    Anastasia, la città ingannatrice

    No full text
    Tra le città invisibili di Italo Calvino merita una particolare attenzione Anastasia, la città ingannatrice. Lì è possibile comprare vantaggiosamente agata onice e crisopazi, ma in fondo in questa città, in cui si crede di poter godere di tutti gli agi, è menzognera, perché gode dei desideri frustrati dei suoi abitanti. L’assunto da cui parte l’articolo è che le megalopoli contemporanee siano una reiterazione del racconto di Anastasia. Se così fosse, che cosa è rimasto dell’ideale della città, della sua costruzione razionale come polis, che per Aristotele poteva reggersi sulla virtù dell’amicizia, ma con determinati principi e anche limiti nel numero dei suoi abitanti? E ancora che cosa è rimasto dell’utopia del Garden City – in cui si sarebbero dovuti compenetrare agi e salubrità di ambiente cittadino e rurale – ripresa da progettazioni del 900 anche in Italia (Le vele, ZEN)? La realtà odierna è un’altra: oggi l’80% della popolazione mondiale vive nelle città, e nelle città vive più gente di quanti erano gli abitanti del pianeta nel 1950. Inoltre un altro aspetto da non trascurare è che le più grandi megalopoli del mondo non sono “occidentali” (Tokyo, Jakarta, Dehli, Manila). Quale astuzia possiamo escogitare per opporci alle menzogne sulla realizzabilità dei nostri desideri solo per mezzo della loro urbanizzazione? Siamo destinati a soccombere senza possibilità di sfuggire alle lusinghe ingannatrici di Anastasia, oppure dobbiamo re-iniziare a pensare la città? Dobbiamo necessariamente smontare il mito dell’abitare dichterisch proposto da Heidegger, perché menzognero, e relegarlo a un romanticismo inattuale, dato che ha lasciato il posto a una vera e propria sparizione dei luoghi a favore della frammentarietà degli incontri come propone Nancy? Forse sarebbe più fruttuoso partire da una rinnovata consapevolezza di quello che la città è stata e continua a essere, anche nel mondo digitalizzato odierno: un incontro di corpi, come ci suggerisce Marcel Hénaff

    Brevi note sul concetto del politico in Martin Heidegger

    No full text
    Negli anni del rettorato Heidegger si impegna ad elaborare una concezione del politico, pur non mirando alla costruzione di una filosofia politica, con un confronto serrato con il lavoro di Carl Schmitt. Nei seminari, nelle annotazioni e riflessioni oggi pubblicate troviamo una critica decisa alla concezione schmittiana, Egli infatti avrebbe seguito, pur avversandoli, i principi propri alla filosofia politica moderna, ritenendo lo stato l'elemento centrale della costruzione del politico. Politico deve essere inteso per Heidegger, invece, il portato del carattere fondamentale dell'uomo che fa la storia, che si costruisce di volta in volta come popolo. Inoltre il politico non va compreso come una sfera autonoma, così come nella Kulturphilosophie, perché in questo modo si ancorerebbe alla dimensione dell'individuo
    corecore