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Revue Internationale d'Onomastique, n° d'Octobre 1972. Lettre de M. Roger Verdier, le 8 janvier 1973.
Verdier Roger. Revue Internationale d'Onomastique, n° d'Octobre 1972. Lettre de M. Roger Verdier, le 8 janvier 1973. In: Revue Internationale d'Onomastique, 25e année N°3, juillet 1973. pp. 226-227
«Explotar a estilo inglés y norteamericano, los negocios teatrales de Sud América». Ambizioni e prassi della Sociedad Teatral Ítalo-Argentina
Il volume si concentra su un fenomeno finora sostanzialmente inesplorato: la circolazione in Sudamerica di forme di spettacolo dal vivo importate dall’Europa, penetrate nelle remote province di Argentina, Brasile e Uruguay attraverso le sterminate vie fluviali di navigazione interna. Il tema è di grande attualità: ancora oggi il corso dei fiumi Paraná e Uruguay è punteggiato dalla presenza di sale teatrali, sorte all’inizio del Novecento sulla spinta dell’industrializzazione dei nuovi snodi del commercio fluviale, spesso ispirandosi a modelli europei del passato. Il libro è frutto del lavoro di ricerca di un gruppo di studiosi argentini, brasiliani, italiani e uruguaiani, riuniti per la prima volta dal gruppo di studio Rapporti Italo Iberoamericani. Il teatro musicale (1880 -1920) della International Musicological Society, coordinato dall’Istituto per lo Studio della Musica Latinoamericana (IMLA). Muovendo dalla ricostruzione puntuale dell’attività teatrale lungo le rotte fluviali, la pubblicazione indaga l’influenza e la capacità di adattamento di una cultura eminentemente eurocentrica quale quella dell’opera lirica in un contesto altro, ancora in larga parte pregno di echi post-coloniali e attraversato da controverse spinte verso la globalizzazione: letta in quest’ottica, la prospettiva apparentemente marginale delle compagnie di giro europee impegnate nelle piazze periferiche del Sudamerica assume un carattere problematico, talvolta sorprendente e inaspettatamente seminale. Lontani dalla scintillante acclamazione delle nuove metropoli sudamericane e privi tanto di basi finanziarie solide quanto dei grandi nomi di cartello in arrivo dall’Europa, in un periodo di profondo mutamento del gusto e dei consumi culturali, questi piccoli impresari e capocomici rendono il teatro del vecchio continente cosa ancora viva lungo le rotte dei grandi fiumi che attraversano il “Cono Sur”, realizzando con mezzi di fortuna un ponte tra le comunità di emigrati e la patria origine, ottenendo talvolta un riconoscimento di primazia culturale presso un notabilato locale in cerca di distinzione
Introduzione
Il volume si concentra su un fenomeno finora sostanzialmente inesplorato: la circolazione in Sudamerica di forme di spettacolo dal vivo importate dall’Europa, penetrate nelle remote province di Argentina, Brasile e Uruguay attraverso le sterminate vie fluviali di navigazione interna. Il tema è di grande attualità: ancora oggi il corso dei fiumi Paraná e Uruguay è punteggiato dalla presenza di sale teatrali, sorte all’inizio del Novecento sulla spinta dell’industrializzazione dei nuovi snodi del commercio fluviale, spesso ispirandosi a modelli europei del passato. Il libro è frutto del lavoro di ricerca di un gruppo di studiosi argentini, brasiliani, italiani e uruguaiani, riuniti per la prima volta dal gruppo di studio Rapporti Italo Iberoamericani. Il teatro musicale (1880 -1920) della International Musicological Society, coordinato dall’Istituto per lo Studio della Musica Latinoamericana (IMLA). Muovendo dalla ricostruzione puntuale dell’attività teatrale lungo le rotte fluviali, la pubblicazione indaga l’influenza e la capacità di adattamento di una cultura eminentemente eurocentrica quale quella dell’opera lirica in un contesto altro, ancora in larga parte pregno di echi post-coloniali e attraversato da controverse spinte verso la globalizzazione: letta in quest’ottica, la prospettiva apparentemente marginale delle compagnie di giro europee impegnate nelle piazze periferiche del Sudamerica assume un carattere problematico, talvolta sorprendente e inaspettatamente seminale. Lontani dalla scintillante acclamazione delle nuove metropoli sudamericane e privi tanto di basi finanziarie solide quanto dei grandi nomi di cartello in arrivo dall’Europa, in un periodo di profondo mutamento del gusto e dei consumi culturali, questi piccoli impresari e capocomici rendono il teatro del vecchio continente cosa ancora viva lungo le rotte dei grandi fiumi che attraversano il “Cono Sur”, realizzando con mezzi di fortuna un ponte tra le comunità di emigrati e la patria origine, ottenendo talvolta un riconoscimento di primazia culturale presso un notabilato locale in cerca di distinzione
M. Paoletti, La démocratie locale et le référendum
Blatrix Cécile. M. Paoletti, La démocratie locale et le référendum. In: Politix, vol. 10, n°38, Deuxième trimestre 1997. L'institution des rôles politiques, sous la direction de Brigitte Gaïti et Frédéric Sawicki. pp. 155-160
J. M. Verdier, Syndicats, 1966
Erbes-Seguin Sabine. J. M. Verdier, Syndicats, 1966. In: Sociologie du travail, 9ᵉ année n°1, Janvier-mars 1967. pp. 102-103
J. M. Verdier, Syndicats, 1966
Erbes-Seguin Sabine. J. M. Verdier, Syndicats, 1966. In: Sociologie du travail, 9ᵉ année n°1, Janvier-mars 1967. pp. 102-103
The Material Balance Manifesto. Scientific Approach and Methodologies
This introductory chapter examines the contents and processes of the Material Balance principle, according to the relations of equilibrium that account for streams by which energy is produced, exchanged, transformed and consumed (i.e. with the application of the “law of conservation of mass”): the analysis focuses on the relations established by the “closed systems”, the “unsteady state system” and the “mass balance system” until the mechanical and physiological observation. The examination investigates the elaboration as a practice of sensitive design based on the organic composition of the artificial apparatus (as systems, components and materials described as “programmable pro-active structures”) and how the production, consumption and distribution activities have a direct relation with nature (mainly considering the effects of pollution controls). The study of the Material Balance Model provides a framework for analyzing alternative methods of resource and residuals management, with the aim of providing measures of performance (as guides for the technological research and for the environmental design) and of developing the new approaches to calibrate productivity and eco-efficiency. On this basis, the scientific research is intended to “model” and to visualize the conditions posed by the environmental reality of reference, through devices able to assume the modalities of experimentation and simulation: the work on Material Balance implies the objectives to incorporate environmental issues both in production efficiency models and in pro-active eco-efficiency research methods, involving the incorporation into technical design and building processes. This approach considers the development of technical elaboration of the environmental reality and the anticipation of the environmental outcomes (limiting the conditions of consumption and accumulation caused to the productive and constructive operations). Moreover, it focuses on the functional, productive and material optimization with the support of new forms of calibration and material densities, morpho-typological sizes and structural performances (with less material and wasted energy), with the use of “digital/virtual design” procedures, “productive/constructive customization” technics and “executive design” methods
M. Gluckman, The ideas in Barotse jurisprudence
Verdier Raymond. M. Gluckman, The ideas in Barotse jurisprudence. In: L'Homme, 1967, tome 7 n°4. pp. 111-112
Armadilloniscus caraibicus Paoletti & Stinner 1989
Armadilloniscus caraibicus Paoletti & Stinner, 1989 Figs 1, 2D, 9 Armadilloniscus caraibicus Paoletti & Stinner, 1989: 73, figs 6–12. Additional reference Schmidt (2002). Material examined COLOMBIA – Bolívar, Cartagena de Indias, Islas del Rosario, Isla Grande • 2 ♀♀; Paraíso Secreto; 10°10′15.9″ N, 75°44′38.8″ W; 4 Apr. 2018; C.M. López-Orozco, R. Borja-Arrieta and K. Meza leg.; CUDC-CRU 189 • 4 ♂♂, 10 ♀♀; same locality as for preceding; 6 Sep. 2017; C.M. López-Orozco, Y.M. Carpio-Díaz and R. Borja-Arrieta leg.; CUDC-CRU 190 • 1 ♀; Caño Ratón; 10°10′33.4″ N, 75°44′52.4″ W; 24 Nov. 2017; same collectors as for preceding; CUDC-CRU 191 • 2 ♀♀; 10°10′42.6″ N, 75°44′52.6″ W; same collection data as for preceding; CUDC-CRU 192. Remarks Paoletti & Stinner (1989) described A. caraibicus from Parque Marrocoy, Falcón State, Venezuela. In the description, no sexual dimorphism was noted in the dorsal ornamentation. However, the male specimens show four dorsal tubercles on pleonite 2, while females have only two (see Fig. 9 and Paoletti & Stinner 1989: fig. 11). Distribution Venezuela: Coralline cays of the Parque Natural Morrocoy (Paoletti & Stinner 1989), and north coast of the Península de Paria (Schmidt 2001). First record for Colombia.Published as part of López-Orozco, Carlos Mario, Carpio-Díaz, Yesenia M., Borja-Arrieta, Ricardo, Navas-S, Gabriel R., Campos-Filho, Ivanklin Soares, Taiti, Stefano, Mateos, Mariana, Olazaran, Alexandra, Caballero, Isabel C., Jotty, Karick, Gómez-Estrada, Harold & Hurtado, Luis A., 2022, A glimpse into a remarkable unknown diversity of oniscideans along the Caribbean coasts revealed on a tiny island, pp. 1-50 in European Journal of Taxonomy 793 on pages 19-20, DOI: 10.5852/ejt.2022.793.1643, http://zenodo.org/record/603789
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