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Promuovere la salute a scuola. La valutazione motoria e posturale: metodi e strumenti
Gli interventi didattici rivolti alla promozione della salute in età evolutiva si svolgono in diversi ambiti, scuola, avviamento allo sport, centri fitness. Abitudini sedentarie e ridotte opportunità di praticare quotidianamente attività motorie, determinano una progressiva riduzione dei livelli di attività fisica, dell’efficienza fisica e del
repertorio di abilità motorie individuale.
La letteratura internazionale ha evidenziato la cosiddetta triade dell’inattività fisica in età evolutiva che
comprende 3 fattori distinti, ma in stretta correlazione tra loro: disturbi da deficit dell’esercizio, dynapenia
pediatrica, analfabetizzazione motoria. Tale fenomeno sollecita un ampliamento dei metodi e delle prove di
valutazione delle capacità ed abilità motorie: è necessario, infatti, un controllo sistematico del processo di
sviluppo motorio integrale degli allievi che comprende la valutazione posturale, al fine di promuovere
l’autopercezione del sé corporeo, individuare possibili disfunzioni che hanno effetti non solo sull’espressione di abilità motorie ma anche sul corretto funzionamento di organi, sistemi ed apparati e, soprattutto, sui loro rapporti
Approccio interdisciplinare ed interprofessionale alla valutazione posturale in età evolutiva. Aspetti Metodologici
L’attività motoria dell’uomo è espressione dell’unità della persona e coinvolge numerose e complementari funzioni che consentono la sopravvivenza dell’organismo, i processi di apprendimento e sviluppo motorio, lo sviluppo emotivo e sociale e l’adattamento all’ambiente.
Le misure orientate alla prevenzione delle patologie ed alla promozione della salute attraverso le attività motorie, realizzate dalla scuola e da enti ed istituzioni, richiedono la mediazione di figure professionali capaci di: progettare azioni rivolte alla persona nella sua globalità, individuare il problema, intervenire per la sua soluzione, valutare gli effetti dell’intervento metodologico. Emerge il bisogno di competenze interdisciplinari ed interprofessionali, al fine di personalizzare interventi ben sostenuti metodologicamente.
Il seguente contributo si propone di individuare ed analizzare le competenze, cioè abilità e conoscenze, di diversi professionisti che agiscono su un medesimo problema, la valutazione posturale. Attraverso l’analisi dei curricula universitari riguardanti diversi profili in uscita, studi e buone pratiche interprofessionali, gli Autori hanno ricostruito le competenze necessarie ad intervenire in modo complementare, superando i limiti di una comunicazione talvolta frantumata e poco adattata ai bisogni reali della persona.
Emerge la necessità di un approccio alla valutazione posturale in cui le competenze di diversi professionisti siano interconnesse ed orientate, considerando la centralità della persona e dei suoi bisogni. Emerge, altresì, il bisogno di interventi orientati-alla-persona basati su evidenze scientifiche (EBP).
La declinazione delle competenze professionali preposta, intorno alla valutazione posturale, indica legàmi e snodi scientifici (teoria) e professionali (pratica basata sulle evidenze), anche se molto resta da compiere sul piano normativo
MULTIDISCIPLINARY POSTURAL ASSESSMENT. PROTOCOL OF INVESTIGATION, OBSERVATION AND EVALUATION IN AN INTERPROFESSIONAL TEAM
La valutazione posturale richiede un approccio interprofessionale per attuare interventi di prevenzione e trattamento delle malattie.La visione olistica della persona coinvolge diverse figure professionali.Il seguente documento preliminare di "posizione" o "sintesi" si propone di presentare il processo diagnostico e di intervento, derivante da diverse esperienze professionali, orientato all'implementazione di interventi metodologici complementari per la prevenzione e il trattamento di paramorfismi e dismorfism
Napoli 1910 - 1920. Contributo allo studio della critica teatrale. "Il teatro del soldato"
2013 - 2014La prima parte di questo lavoro di ricerca si è avvalsa della consultazione di numerose
fonti eterogenee: non solo i più importanti studi sulla cultura napoletana tra Ottocento e
Novecento, ma soprattutto i preziosi paratesti, come locandine e programmi di sala, ed in
particolare i giornali, come i quotidiani ed i periodici artistici pubblicati tra il 1910 ed il
1920 a Napoli.
La descrizione del decennio procede attraverso un punto di vista specifico: la
testimonianza storico-culturale tramandata dai giornali editi a Napoli, ma soprattutto dai
periodici e dalle pubblicazioni giornalistiche di settore, cioè quelle teatrali ed artistiche.
Il lavoro di ricerca si sofferma anche sull’evoluzione del giornalismo letterario nel
Novecento napoletano, con una particolare attenzione rivolta alla Terza Pagina letteraria,
descrivendo l’importante ruolo del giornalista, che diventa anche inviato all’Estero,
occupandosi di teatro.
Il paragrafo dedicato al Futurismo è corredato da un’appendice – la prima di numerose e
ricchissime appendici inserite a corredo di molti paragrafi - in cui confluiscono i primi ed
imprescindibili contributi e documenti giornalistici. Citati, dunque, per quanto riguarda il
Futurismo, il periodico satirico >, pubblicato a Napoli, ed il settimanale
italo-americano >. Quest’ultimo costituisce una delle fonti
principali dell’intero lavoro di ricerca poiché ci offre un’osservazione su due fronti, quello
italiano, e dunque napoletano, e quello italo-americano.
Le annate del periodico americano sono conservate presso l’Immigration History Research
Center dell’Università del Minnesota. Grazie alla mediazione della Biblioteca Nazionale di
Napoli, che si è attivata per un lungo prestito inter-bibliotecario internazionale, è stato
possibile consultare tutti i microfilm del decennio; il materiale inviato dal Minnesota,
infatti, non è digitalizzato.
L’analisi dei documenti conservati anche all’interno dell’Archivio di Stato di Napoli ha
osservato una prima e necessaria restrizione, riguardante l’arco di tempo limitato al
decennio. Attraverso la consultazione dei cataloghi, i documenti riguardanti gli anni 1910-
1920 e le questioni legate prettamente al teatro napoletano restringono la ricerca all’interno
della sezione denominata <<Archivio di Gabinetto - Questura di Napoli - II parte -
Disposizioni di Massa>>. Uno dei punti più importanti dell’intera ricerca si rivela quello dedicato agli artisti al fronte
ed agli effetti della Prima Guerra Mondiale sugli ambienti artistici partenopei e sugli artisti
napoletani richiamati in guerra, attraverso il recupero dei primi documenti assolutamente
inediti sul Teatro del Soldato. Il primo approccio all’argomento nasce attraverso le lettere
degli artisti-soldato pubblicate sulle pagine del >, dal 1915 in poi,
trasformando il periodico di settore, pubblicato a Napoli ma diffuso in tutta Italia, in un
attivo mezzo di comunicazione tra le famiglie rimaste in città e gli artisti richiamati in
guerra.
La ricerca approda, poi, presso l’Archivio della Biblioteca Teatrale del Burcardo di Roma,
poiché l’istituzione del Teatro del Soldato era stata affidata alla Società degli Autori,
l’attuale SIAE, che gestisce oggi l’Archivio romano, in parte ancora inedito. L’Archivio
della Biblioteca Teatrale del Burcardo conserva, infatti, i verbali della Società degli Autori
che ci forniscono notizie sul Teatro del Soldato, indicandone un resoconto finale che
completa le notizie pervenute attraverso i giornali nazionali dell’epoca.
Anche le locandine degli spettacoli in scena al fronte, in occasione dell’organizzazione del
Teatro del Soldato, riportano alcune notizie sorprendenti: si tratta di un corpus di
pochissimi documenti ma in ottimo stato. La cospicua collezione privata, invece,
conservata a Genova e curata dal ragioniere Francesco Maggi, si aggiunge ai documenti
dell’archivio romano.
Il settimanale > rivela un approccio diverso alla guerra,
osservata soprattutto dal punto di vista degli emigrati richiamati in guerra. Vengono,
dunque, riportate, in appendice, alcune Macchiette Napoletane, pubblicate ogni settimana
da Alessandro Sisca, alias Riccardo Cordiferro, fratello del direttore del giornale, Marziale
Sisca. Le Macchiette descrivono fatti politici, manifestazioni, festività, celebrazioni o
semplici aneddoti, in forma dialogata, quasi drammaturgica, ambientando eventi e storie
nelle comunità italiane e nei distretti di New York, utilizzando una lingua ibrida, cioè un
napoletano con inserti di parole in lingua inglese napoletanizzata.
Anche le cronache e le recensioni teatrali descrivono l’attivo ambiente artistico partenopeo,
con un particolare riferimento ad alcuni nomi della critica teatrale che operano a Napoli,
descrivendo e distinguendo stili, approcci, linguaggi, teatri e generi teatrali. L’attenta
osservazione di giornali, periodici e rubriche teatrali, diventa una ricca fonte attraverso cui,
per la prima volta, si identificano le firme più importanti, appartenenti ad un vero e proprio
ambiente caratterizzato dalla critica teatrale attiva a Napoli, all’inizio del Novecento. [a cura dell'Autore]The first part of this research has taken advantage of the consultation of many heterogeneous sources: the most important studies on Neapolitan culture of the century and especially the precious para-texts, as posters and theater programs, and in particular the newspapers, such as artistic magazines, published during the decade 1910-1920, in Naples.
The description of the decade proceeds through a specific point of view, thanks to the historical and cultural testimonials published by newspapers in Naples, mostly by magazines and by the journalistic publications, especially those theatrical and artistic.
The work of research also focuses on the evolution of literary journalism in the twentieth neapolitan century, with particular attention paid to the third page of the newspapers, describing the evolution of the role of journalist, as an abroad envoy and also involved in theater .
The section dedicated to the Futurism is accompanied by an appendix, the first of many and rich appendices submitted in support of many paragraphs. Cited the satirical magazine >, published in Naples, and the Italian-American Weekly >. The Italian- American journal is one of the main source of the entire research because it allows an important and unknown observation on two fronts, the Italian, and therefore Neapolitan, and the Italian-American.
> is preserved at the Immigration History Research Center of the Minnesota’s University. Through the mediation of the National Library of Naples, which has been active for a long international inter-library loan, it was possible to get all microfilm; they sent from Minnesota but they aren’t digitized.
The analysis of documents preserved in the State Archive, in Naples, also noted a first and necessary restriction, concerning the limited time, span to decade. The consultation of catalogs, documents relating to the years 1910-1920 and to the Neapolitan theater in that period, restricted the search to the section called > .
One of the most important point of the entire research is dedicated to the artists on the front and the effects of World War I on the Neapolitan artistic circles and on the Neapolitan artists called to fight, revealing, for the first time, some completely unpublished documents about the Soldier's Theatre. The first approach to these news was born through the letters of the artist-soldier posted on the Neapolitan magazine > from 1915
onwards, turning the magazine in an active role of communication media between the families living in the city and the artists called to fight, during the war; many of these artists-soldiers died, were injured or missing.
The research leads, then, in the Archive of the Theatrical Library Burcardo of Rome; in fact, the establishment of the Soldier's Theatre had been entrusted to the Society of Authors, the current SIAE that now manages this Archive in Rome, partly still unpublished. The Archive of Theatrical Library Burcardo preserves, in fact, the minutes of the Society of Authors who provide us with information about the Soldier Theatre, indicating only a final report of the events, organized between August and September 1917.
The posters and the pictures of the shows, staged at the front and organized by the Soldier's Theatre, reveal some surprising news: this set of documents consists of very few documents, sometimes from private archives, but in excellent condition. The largest private collection, preserved in Genoa and curated by the accountant Francesco Maggi, is added to the archive Roman documents.
The weekly > reveals a different approach to the war and especially by emigrants called to war. Some Neapolitan specks are reported in the appendix of this research. They were published every week by Alessandro Sisca, aka Richard Cordiferro, brother of the director of the newspaper, Marziale Sisca. The “Macchiette” describe political events, festivals, celebrations or simple anecdotes, in dialogue and theatrical form, settling events and stories in the Italian community, and in the Italian districts of New York, using a hybrid language, that it is a sort of Neapolitan with inserts of Neapolitanized-English language.
Chronicles and theater reviews describe the creative community of Naples, active in that period, with a particular reference to some names of theatrical criticism that operates in Naples, describing and distinguishing styles, approaches, languages, theater and theatrical genres. Careful observation of newspapers, periodicals and theater sections, creates a rich list in which, for the first time, they identify the most important brands, belonging to a real environment characterized by the theater critic active in Naples, at the beginning of twentieth century. [edited by Author]XIII n.s
Vulnerabilità della persona e debolezza del contraente
Si propone una riflessione critica su come dare attuazione concreta ai princìpi di solidarietà ed eguaglianza nei confronti dei soggetti vulnera-bili, nella consapevolezza di un vuoto di disciplina in materia e della mancanza di specifici rimedi. Il ruolo del diritto privato rispetto alle varie situazioni di vulnerabilità risulta centrale in un contesto giuridico e sociale in trasformazione, in cui si pongono nuovi problemi di tutela dell’autonomia negoziale e di protezione della persona. L’Autore esa-mina il collegamento tra ipotesi di vulnerabilità della persona e di debo-lezza negoziale del contraente nei diversi contesti del vivere umano. L’obiettivo è promuovere una cultura giuridica che parli il linguaggio dei diritti sulla quale costruire un diritto comune dei soggetti vulnerabiliThe essay provides a critical analysis on how to concretely implement solidarity and equality towards vulnerable subjects, in the awareness of a lack of both legislation and specific remedies. The role of private law regarding vulnerability is crucial in a changing legal and social context, where protection of private autonomy and of individuals is at issue. The Author examines the relation between vulnerability of individuals and contractual weakness in the different contexts of human existence, especially with regard to those contracts concluded by subject who share the same legal nature, but differ on the structural and economical level. The aim is to promote a legal culture that fosters the paradigm of human rights and on which to build a common right of vulnerable subjects
Il rifiuto del coacquisto e l’estromissione del bene dalla comunione legale: spunti critici in merito alla recente involuzione delle Sezioni Unite
Il saggio propone una rivisitazione in chiave critica dell’orientamento, da ultimo affermato dalle Sezioni Unite, vólto a negare a tutt’oggi l’ammissibilità del rifiuto del coacquisto e dell’estromissione del bene manente communione. La questione viene infatti riesaminata in chiave evolutiva, avendo riguardo: a) all’interpretazione sistematica ad assiologica; b) al superamento dello pseudo principio di specialità del diritto di famiglia; c) alla meritevo-lezza della causa (“concreta” o “atipica”) del negozio familiare; d) all’attuale assetto del sistema della trascrizione degli atti. Ciò al fine di sostenere la praticabilità di operazioni negoziali convenienti al mé-nage familiare in un contesto avulso da vecchi dogmi e vuoti tecnici-smi e aperto ad una applicazione funzionale ed elastica del nuovo diritto di famiglia.The essay offers a critical approach to the question of the ‘rifiuto del coacquisto’ and ‘estromissione del bene’ manente communione (according to the last perspective of the Italian Supreme Court). The topic is reviewed by the author by applying a new way of interpreting Family Law, by disapplying the false principle of ‘speciality’ of Family Law (compared to the Contract Law), by enhancing the ‘cause’ (‘concrete’ and ‘atypical’) of private acts, by reconsidering the system of ‘trascrizione’. Just to sustain the viability of negotiated agreements convenient to the ménage, according to a more flexible application of our current Italian Family Law
