6,218 research outputs found

    Contro la funzionalizzazione della contrattazione collettiva. Riflessioni sul pensiero di Mario Rusciano

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    L'autore riflette sul pensiero di Mario Rusciano in punto di funzionalizzazione della contrattazione collettiva.The author reflects on the thought of Mario Rusciano in relation to the subject of the functionalisation of collective bargaining

    Palermo nominata e innominata. Considerazioni onomastiche su Borgo Vecchio di Giosuè Calaciura

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    In 2017, Giosuè Calaciura presented to the public the novel Borgo Vecchio. He infused it with an almost Greek sense, of Greek tragedy, a collective chorus where each character steps forward to narrate their own drama, their own contradiction. The Palermitan author demonstrates the ability to tell a ‘true’ story without journalistic referentiality. Borgo Vecchio is not just a neighborhood in Palermo; in this work, it aims to be representative of all neighborhoods with similar characteristics. This contribution aims to investigate the onomastic system of the work, oscillating between deliberate reticence and equally deliberate naming. After analyzing the modalities of toponymic representation, an analysis of the anthroponomic system of the work will be carried out, attempting to identify in the absence or presence of names various keys to varied readings for the overall interpretation of the novel

    Introduzione

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    Antologia della letteratura latina, Mario Bonaria : Seneca il Vecchio ; C. Grassi, Quintiliano. Brescia, Paideia éditrice, 1971

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    Cousin Jean. Antologia della letteratura latina, Mario Bonaria : Seneca il Vecchio ; C. Grassi, Quintiliano. Brescia, Paideia éditrice, 1971. In: Revue des Études Anciennes. Tome 78-79, 1976, n°1-4. pp. 250-251

    Infermieri: modificazioni dell’ambiente e sviluppo della professione

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    Definire cosa sia esattamente una professione non è semplice, ma in termini molto generali alcuni elementi possono essere presi a riferimento, quali: a) un corpo sufficientemente consolidato e distinguibile di saperi in grado di connotare l’unicità della professione in relazione alle funzioni svolte; b) un meccanismo formalizzato di trasmissione dei saperi e delle competenze ai nuovi membri, meccanismo che rappresenta anche la base per l’esercizio di un certo grado di monopolio da parte della professione (solo i membri certificati possono eseguire certi atti e assumere certi ruoli); c) l’esistenza di un apparato giuridico in grado di tutelare e rafforzare il monopolio dal punto di vista legale (l’esistenza di una fattispecie configurabile come ‘esercizio abusivo della professione’); d) la possibilità per i membri della professione nei differenti contesti nei quali operano di applicare effettivamente e in autonomia le proprie conoscenze e competenze; e) un certo grado di riconoscimento sociale. Evidentemente non tutte le dimensioni citate devono essere ugualmente sviluppate, ma dal punto di vista del funzionamento delle organizzazioni e dei sistemi una professione è tale quando riesce posizionarsi adeguatamente rispetto all’insieme di questi elementi. È bene sottolineare che questo modo di intendere la professione supera il mero aspetto formale (i titoli e l’esclusività giuridicamente tutelata di cui ai punti b e c) per comprendere aspetti di natura più sostanziale (contenuti distintivi, pratica effettiva, status), frutto di processi spesso complessi che si articolano su orizzonti temporali non brevi. Il richiamo al concetto di professione è necessario in quanto le professioni e le loro reciproche relazioni giocano nel campo sanitario un ruolo di fondamentale importanza. I contenuti e l’organizzazione dei saperi, i confini che tra questi si stabiliscono, le modalità di trasmissione alle persone che hanno una esclusiva sulla concreta applicazione del sapere stesso, il modo in cui nelle organizzazioni i compiti vengono distribuiti tra gli appartenenti alle diverse comunità professionali sono tutti elementi che concorrono a definire non solo i risultati complessivi dei processi di cura in termini di efficacia ed efficienza, ma anche la nozione stessa di salute. Per lungo tempo le strutture che producono servizi sanitari sono state caratterizzate da una predominanza della professione medica. Il loro intero funzionamento, dagli assetti organizzativi alla distribuzione delle responsabilità, dava per scontato e sorreggeva una visione che vedeva nella professione medica l’unica professione cui fare riferimento. Le dinamiche rilevanti ai fini del funzionamento erano quindi quelle che animavano la professione medica al suo interno e che avevano come attori principali le diverse specialità e sub-specialità. Il progressivo consolidamento della professione infermieristica, anche attraverso il fondamentale passaggio rappresentato dai titoli universitari, sta modificando profondamente il quadro e il tema di come costruire e fare funzionare un’organizzazione effettivamente multi-professionale è all’ordine del giorno. Da questo punto di vista, nonostante gli innegabili - e oggettivamente rapidi in relazione ai tempi di cui hanno usufruito altre professioni - progressi nel riconoscimento di un ruolo diverso alla professione infermieristica, appare sempre più evidente la necessità di rendere più robusto e rapido un processo di cui tutto il sistema e le singole aziende potranno avvantaggiarsi

    Settore, sistema e azienda: logiche di governance in sanità

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    In tutte le società avanzate, la sanità si colloca più sul versante dello stato e delle scelte collettive che su quello del mercato e degli interessi particolari. Gli approcci di governance (contrapposti a quelli di government) suggeriscono ai soggetti pubblici di abbandonare l'idea che le scelte collettive possano essere realizzate attraverso il solo esercizio di poteri sovraordinati. Si tratta, invece, di guardare a sistemi complessi, siano essi tutta la sanità o una azienda sanitaria pubblica, nella prospettiva di un ordine che deve essere conquistato o fatto emergere e che non può più essere imposto. Con queste premesse il libro guarda alla sanità nel nostro Paese, collocando il SSN nel quadro del più complessivo settore sanitario, considerato come il vasto insieme di soggetti pubblici e privati coinvolti nei processi attraverso i quali individui e collettività fruiscono di servizi e prestazioni che attengono ai bisogni di salute. La governance all'interno del SSN viene, successivamente, interpretata alla luce del modello aziendale, quale ipotesi principale attorno alla quale si sono costruite le relazioni che legano i livelli regionali alle aziende sanitarie, modello che sembra ora essere messo in discussione e che necessita di essere difeso. Da ultimo sono considerate le strutture e gli assetti di governo a livello aziendale, rispetto ai quali emergono spinte crescenti volte ad assicurare una maggiore collegialità, preservando al contempo la necessaria efficienza e unitarietà dei processi decisionali al vertice della gestione

    Deintegrazione istituzionale e integrazione funzionale nelle aziende sanitarie pubbliche

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    I profondi cambiamenti sperimentati dalle aziende sanitarie pubbliche nei tre decenni di vita del SSN sono il frutto di dinamiche che si sono sviluppare lungo dimensioni diverse, variamente intrecciate. Vi è stata innanzitutto la progressiva legittimazione, sul piano concettuale, della dimensione economica e la sua gestione come elementi rilevanti per poter realizzare i fini per i quali i sistemi sanitari pubblici esistono. Sul piano istituzionale - delle regole e degli assetti entro i quali le attività si svolgono e le aziende agiscono -, la stessa visione è alla base del passaggio dal modello tradizionale di intervento pubblico alla "sanità aziendalizzata" e alle sue successive evoluzioni verso logiche di rete. Sul piano della gestione le trasformazioni hanno avuto un elemento portante nell'introduzione e sviluppo dei sistemi di programmazione e controllo, concepiti come meccanismi in grado di assicurare un ragionevole governo della dimensione economica, in un contesto permeato dalla dimensione professionale e dai notevoli gradi di autonomia a essa associati. Il testo propone una visione secondo la quale l'unitarietà dell'azienda e il suo funzionamento integrato non possono essere assicurati da un meccanismo unico o tendenzialmente prevalente, ruolo finora assolto dai sistemi di programmazione e controllo. La pluralità dei piani sui quali si producono i risultati (la deintegrazione istituzionale) e delle dimensioni che caratterizzano il funzionamento impongono l'utilizzo di un insieme di meccanismi. Questi dovranno essere in grado di presidiare le diverse e, spesso, contraddittorie, esigenze che nel concreto funzionamento dell'azienda devono trovare un equilibrato ed efficace contemperamento attraverso un adeguato esercizio della discrezionalità manageriale

    Palazzetto Cenci a Roma: un'aggiunta per Martino Longhi il vecchio e un contributo per Giovanni Guerra pittore

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    Vicende costruttive e di decorazione di palazzetto Cenci a Roma (fine XVI sec.); Martino Longhi il Vecchio architetto, Giovanni Guerra pittor
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