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    O passado subtraído da desaparição forçada: Araguaia como palimpsesto

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    The article approaches the aporetic topic of the forced disappearance in the context of military authoritarianism in Brazil, primarily setting the problematic character of the restitution in the case of the political “desaparecidos” deriving from the impossibility of the legal category of “restitutio ad integrum”. The historical palimpsest to be thought in this perspective is the case of the Guerrilla of Araguaia that was completely erased from the maps of the Brazilian history. The case opens the discussion on the concept of restitution in the contemporary theoretical debate. It is configured similar to the act of author, inscribed in a perspective of ethical subjectivity, similarly in this sense to what happens with another key concept of contemporaneity: the witness. Literature can be assumed in this perspective as a fertile field through which rethinking restitution. The literary case considered in the article is the novel K., by Bernardo Kucinki. Explicitly assuming a fictional pact, it makes possible to subtract – from a destruction without ruins – the precarious but possible memory of the traumatic past of the forced disappearance

    Espetros de Orpheu

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    L'articolo ricostruisce il corso della rivista "Orpheu" in particolare le vicende del terzo volume approdato in tipografia, ma mai pubblicato. Tale vicenda, evocata in occasione del centenario della uscita del primo numero, consente di riflettere sulla figura dello spettro a partire dal contributo di Derrida "Spettri di Marx" e del ruolo cruciale che tale figura ha nella articolazione della modernità periferica portoghese. La spettrografia metaforica originata da tale riflessione favorisce un accesso privilegiato alla storia della cultura portoghese contemporanea

    O Mistério de Nápoles e o parasitismo social em Bomfim e Gramsci

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    L'articolo riproduce il paper presentato al XII Convegno BRASA svoltosi a Londra nell'agosto del 2014 e fa parte di una ricerca collettiva sugli "interpreti del Brasile". In questo caso, sono stati messi a confronto il pensiero di Manuel Bomfim ("América latina. Males de origem") col pensiero di Antonio Gramsci dei "Quaderni del Carcere", in particolare con la riflessione sul "mistero di Napoli". L'elemento comune analizzato è la lettura della modernizzazione vista dall'angolo del sud attraverso al critica al parassitismo sociale delle elites dominanti. Ne emerge, pur in contesti irriducibili, un fruttuoso dialogo tra i due pensieri che permette un opportuno aggiornamento critico dei due autori

    Ensinar Portugal. Uma lição inaugural das Cátedras Camões

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    Numero della rivista del Camões - Instituto de cooperação e da língua- curato dall'autore di questo articolo introduttivo, che ha coinvolto la rete mondiale dell cattedre Camões. Il volume riunisce la "prima lezione" (sull'autore a cui la Cattedra è intitolata) di 11 cattedre fuori dal Portogallo. Il risultato che ne scaturisce é una sorta di "breviario" della letteratura portoghese e della sua rappresentazione fuori dal Portogallo. L'articolo qui segnalato ne è la presnetazione che sunteggia la metodologia utilizzata per la ocstruzione del numero monografic

    Lula pop

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    L’icona dell’ex presidente come rappresentazione di un nuovo Brasile, inclusivo e interclassista, germinato nel Nord-Est rurale, poi diffuso in tutto il paese. Il riferimento a Getúlio Vargas. Le élite storiche come residuo del passato. Le interpretazioni del lulismo

    Uma língua cheia de mundo. Breviário de literatura portuguesa. Cátedras Camões, I.P.

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    Numero della rivista del Camões - Instituto de cooperação e da língua- curato dall'autore di questo articolo introduttivo, che ha coinvolto la rete mondiale dell cattedre Camões. Il volume riunisce la "prima lezione" (sull'autore a cui la Cattedra è intitolata) di 11 cattedre fuori dal Portogallo. Il risultato che ne scaturisce é una sorta di "breviario" della letteratura portoghese e della sua rappresentazione fuori dal Portogallo

    L'être singulier pluriel du post-colonialisme portugais

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    Nel numero monografico dedicato al Portogallo contemporaneo (Regards sur le Portugal contemporain) il contributo si concentra sul campo di studi postcoloniali in portoghese che ha conosciuto negli ultimi anni una notevole espansione. Muovendo dalla critica pioniera del filosofo Eduardo Lourenço, l'articolo analizza le prospettive di studio che si sono delineate intorno al controverso -sul piano storico- passato coloniale del Portogallo. Il postcolonialismo portoghese viene così caratterizzato anche negli spunti pi originali che ne distinguono la dizione rispetto alla tradizione critica di lingua inglese

    Brazil and Europe: the feeble strength of bilateral relations

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    L'articolo analizza i rapporti tra Brasile ed Europa (nel fascicolo monografico della rivista curato dall'Instituto Brasil-Europa IBE) a partire dalla densa trama concettuale sottesa dalle relazioni tra i due contesti. A partire dal concetto di "forza debole" dell'ultimo Derrida associato ad altre categorie concettualmente rilevanti come quella di eredità, comunità, patrimonio ecc, il pensiero di intellettuali quali Eduardo Lourenço o Antonio Candido consentono di ripensare alla Europa anche nel quadro complesso della crisi contemporanea

    Periphery as a Work Eccentric Modernities and Lusophone-Tropical Rearrangements

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    The last decade theoretical accumulation on peripheries has turned this concept into a fundamental tool to approach contemporaneity. It has become an effective key to rethink the complex morphology of modernities, in particular when the modernization processes don’t seem completely to entail the diversities of the generated modern forms. After a synoptic genealogy of peripheral thoughts, inscribed in the synthetic categorial circle of Periferic, the concept key is adopted to draft the very particular profile of Portuguese colonialism, historically grounded on a paradoxical “weak force” that fed a mythology of exceptionalism of the Portuguese Overseas case. In this sense, a modern peripheral discourse may become an international work of articulation of fake forms and narratives. Such a rethorical and ideological device, defined by the ideology of LusoTropicalism- set up in Brazil, that is in an ex-colony with the decisive contribution of Gilberto Freyre, but after recycled by the contemporary metropolis, Portugal and the Salazarian regime, in order to justify the maintenance of the African colonies - shows a crucial but hidden aspect and risk of the postcolonial theories. If it isn’t assumed with a particular ethics of discourse care, uncritical postcolonial arguments may be turned as a exceptional colonial alibi to feed the immagination of a necessary colonial relation. Therefore, postcolonial theory has to keep a very strict link to the metacritcal dimension of the discourse

    Mexendo nos Caetés: Graciliano e os fetiches do discurso pós-colonial

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    The essay approaches the novel Caetés (1933) by Graciliano Ramos around a century after the constitution of a dense critical tradition. The novel continues to maintain plenty of interpretive challenges, with the potential of being a critical device, structured on contrasting figures that, at the level of the literary form, show the complex functioning of an otherwise problematically representable Brazilian modernity. One of the crucial figures for modernity, the shipwreck, is read in contrast to another more consecrated device of the critical dismantling of Brazil: Oswaldo de Andrade’s “anthropophagy”. Precisely in the connection of different historical times, the still strong lesson of the novel is projected into the horizon of the readings of opaque colonial times, highlighting risks on the context of the supposedly “postcolonial” discourse which, without an adequate critical ground, ends up subscribing to the coloniality implied by the actual agency of power. The text thus becomes an effective aesthetic and critical battlegroun
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