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    seminario “Agricoltura urbana”, nell’ambito di Urbanpromo Green, Venezia 22 settembre 2017

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    La sempre più evidente tensione verso una riconversione agroalimentare delle aree in abbandono, in rapporto a note criticità o a diversi scenari di sviluppo globale e locale, coinvolge inevitabilmente la ricerca attraverso il progetto, interessando in particolare: - la sperimentazione di tecnologie e dispositivi specifici per coltivare; - il riuso del patrimonio costruito e di ex complessi industriali per la produzione agroalimentare; - la progettazione di nuovi spazi agricoli urbani nella costruzione stessa della città. Il seminario intende tracciare un percorso tra i temi correlati al progetto di riqualificazione sostenibile, in rapporto all’agricoltura urbana e alla coltivazione in città, alle pratiche di produzione e all’architettura che realizza una inversione produttiva del patrimonio industriale. Gli interventi presenteranno esperienze diversificate che vanno dalla realizzazione dii prototipi per la coltivazione indoor all’agricoltura delle vertical farm, dagli orti sui tetti ai piani per la riqualificazione sostenibile delle città

    Seminario “La città come cura e la cura della città. Spazi condivisi della città-paesaggio” - 21 settembre 2018, Urbanpromo Green, Venezia

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    Il welfare e il wellbeing della città contemporanea sono al centro di un articolato dibattito interdisciplinare in cui rientrano termini quali smart city, sostenibilità e salute ambientale, cambiamento climatico, green infrastructures, servizi ecosistemici, mobilità lenta e altri ancora. In questo ambito di interessi, come è possibile riconoscere, descrivere e prefigurare la qualità degli spazi urbani in cui viviamo e vivremo? Quali sono i caratteri fisici di una “città sana”? A quali spazi riconosciamo la capacità di determinare benessere? L’unità di ricerca Iuav per il PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) “La città come cura e la cura della città”, in corso presso il Dipartimento di Culture del Progetto in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza, la Federico II di Napoli, Foro Italico e il CNR, sta indagando sulla possibilità di mettere in relazione la condizione di benessere con un’estensione del concetto dell’abitare urbano al paesaggio, introducendo nel progetto per lo spazio aperto della città aspetti trans-scalari e multidisciplinari. Nella città-paesaggio si riconosce uno specifico ruolo dei caratteri morfologici, insediativi e spaziali della città, nell’attuazione di strategie progettuali e di processi di riqualificazione sostenibile per favorire stili di vita più salutari. La dimensione dell’abitare si confronta allora con strutture e sistemi estesi al territorio ma riflessi nelle condizioni di benessere del corpo umano attraverso una condivisione sia ricercata sia obbligata dai contesti. Una condivisione che si riferisce ad un uso collettivo dello spazio urbano, pubblico o privato che sia, dotato di una specifica capacità di ibridazione, variabilità e adattabilità dei luoghi

    Convegno “I paesaggi delle acque. Dal territorio alla città” , Urbanpromo Green, Venezia 21 settembre 2017

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    L’uso delle risorse idriche e la regimazione delle acque costruisce il suolo di gran parte dei territori abitati, realizzando un’infrastrutturazione specifica su cui si sono progressivamente definiti caratteri e potenzialità, governati da una struttura morfologica imprescindibile. Intere città, come diversi sistemi insediativi e produttivi, si qualificano in rapporto ai fiumi e ai corsi d'acqua che li attraversano, in rapporto alle necessità tecniche e a diversi fattori di rischio ambientale, ma anche ai loro valori patrimoniali e paesaggistici. I paesaggi delle acque costituiscono quindi un ambito di attenzione crescente per la definizione di strategie "green" di valorizzazione, riqualificazione e messa in sicurezza del territorio e della città. La cultura dell'Acqua e la consapevolezza di costruire azioni sistemiche integrate e sostenibili, sta vedendo un particolare sviluppo sia nelle ricerche universitarie sia nella definizione di strumenti di coordinamento e partecipazione che interessano parti estese dei bacini fluviali. Un caso specifico è costituito dai contratti di fiume e di foce, tra i quali ve ne sono diversi coordinati dai consorzi di bonifica idraulica. Contemporaneamente la ricerca progettuale si concentra sul ruolo molteplice che la gestione delle acque assume sia nella messa in sicurezza del territorio sia nella costruzione delle condizioni necessarie ad una riqualificazione ecosostenibile del paesaggio dell'abitare

    Convegno internazionale "Abitare la città-paesaggio. Salute ambientale, norma e progetto urbano". Venezia, 11 dicembre 2017

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    La costruzione e la rigenerazione della città nell'ultimo secolo hanno seguito diversi modelli e strategie, tradotti a livello nazionale, regionale e locale in apparati normativi, non sempre adeguati alla realizzazione di una qualità diffusa, intesa come espressione di un ambiente salutare ed equilibrato. Il welfare e il wellbeing sono del resto al centro di un articolato dibattito che coinvolge inevitabilmente il progetto urbano, sia perché i servizi e le attrezzature per la salute influenzano la struttura e le trasformazioni delle città, sia perché gli stessi caratteri degli insediamenti incidono sul benessere di chi li abita. Reti, quartieri, architetture e spazi aperti possono quindi assumere configurazioni tali da favorire qualità ambientale e salute oltre ad avere un ruolo di supporto per varie attività terapeutiche. Il progetto di riqualificazione urbana si definisce peraltro sempre più in rapporto all’abitare la città-paesaggio, dove una nuova infrastrutturazione green/blue è artefice di specifiche trasformazioni (spaziali, sociali, ecologiche e ambientali) che modificano gli stili di vita determinando nuove forme e ruoli dei sistemi di mobilità, degli spazi aperti condivisi e delle aree interstiziali o di margine

    Dal Gray al Green. Infrastrutture e paesaggi in transizione.

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    Un progetto per la trasformazione sostenibile mira a superare quei modelli che promuovono l'estrazione di risorse non rinnovabili e a conformare i luoghi come componenti attive di processi rigenerativi. Ciò è parte di un cambiamento culturale che coinvolge tanto gli stili di vita quanto l’ambiente costruito e i sistemi infrastrutturali del territorio. Un ruolo significativo è assunto proprio dai sistemi infrastrutturali in transizione da "costruzioni grigie" a "generatori verdi", dispositivi in grado di produrre spazi e connessioni tra diversi ecosistemi. Lo studio di infrastrutture verdi-blu come ambiti di integrazione tra costruito e natura, che attivano relazioni e innescano nuovi processi, fa emergere delle considerazioni utili alla ricerca di nuovi paradigmi progettuali, necessari all'integrazione di conoscenze, di pratiche e procedure, per mettere in atto la sostenibilità dell'abitare e del produrre. La transizione dal Gray al Green interpreta allora le potenzialità adattive dei sistemi infrastrutturali, mettendo in atto la ricerca di spazi che possano assumere nuove funzioni e figurazioni. In particolare si riporta qui l’attenzione su interventi capaci di conformare la transizione degli spazi "grigi", marginali e degradati, per una valorizzazione ecosistemica e paesaggistica del patrimonio costruito e in particolare di canali infrastrutturali. In vari casi si rileva una azione di infrastrutturazione inversa, che opera con riusi adattivi e specifiche alterazioni per generare suoli vivi e vegetanti, permeabili e attivi, capaci di fornire vari servizi ecosistemici
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