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Mondi corpi materie di Valentina Valentini
Recensione del volume Mondi corpi materie di Valentina Valentini (Bruno Mondadori, 2007), inserita nella rubrica di novità editoriali della rivista
Drammaturgia del rovesciamento. La "messa in vita" di Marco Martinelli.
Il contributo si inserisce all'interno della pubblicazione in due volumi, a cura di Valentina Valentini per Marsilio Editore, della prima raccolta di testi drammaturgici di Marco Martinelli, fondatore, assieme ad Ermanna Montanari, del Teatro delle Albe, una delle più importanti compagnie del teatro di ricerca italiane. Il contributo, attraversando dalle origini negli anni '80 ad oggi, le tappe fondamentali della compagnia ravennate, individua gli elementi essenziali che fanno la peculiarità e la ricchezza della drammaturgia originale di Marco Martinelli
«Io cunto i visioni mia luminose e oscure». Riattraversando le opere di Franco Scaldati
Il contributo esplora il mondo poetico di Franco Scaldati in rapporto con la drammaturgia internazionale e nazionale: Peter Handke e Heiner Müller
Pratiche dell'azione nell'arte italiana (1960-1982). Comportamento, Performance Art, Nuova Performance
La ricerca compiuta nel triennio 2019-2022 durante il XXXV ciclo del Dottorato di Ricerca in Musica e Spettacolo (SARAS, Sapienza Università di Roma) ha come oggetto specifico la performance art in Italia, studiata da una prospettiva interdisciplinare fondata sull’analisi di documenti audiovisivi, fotografici, registrazioni e materiali paratestuali. I risultati prendono la forma di una ricostruzione storica che si snoda lungo i decenni Sessanta, Settanta e i primi anni Ottanta – gli anni in cui in Italia si affaccia, afferma, diffonde e poi diluisce l’esperienza
della performance art. Si è prestata particolare attenzione alle storie dimenticate, agli archivi privati informali e alle interferenze disciplinari
New Theater in Italy, 1963-2013.
New Theatre in Italy 1963-2013 makes the case for the centrality of late-millennium Italian avant-garde theatre in the development of the new forms of performance that have emerged in the 21st Century. Starting in the Sixties, young artists and militants in Italy reacted to the violence in their streets and ruptures in the family unit that are now recognized as having been harbingers of the end of the global post-war system. As traditional rituals of State and Church faltered, a new generation of cultural operators, largely untrained and driven away from political activism, formed collectives to explore new ways of speaking theatrically, new ways to create and experience performance, and new relationships between performer and spectator. Although the vast majority of the works created were transient, like all performance, their aesthetic and social effects continue to surface today across media on a global scale, affecting visual art, cinema, television and the behavioural aesthetics of social networks.New Theatre in Italy 1963-2013 makes the case for the centrality of late-millennium Italian avant-garde theatre in the development of the new forms of performance that have emerged in the 21st Century. Starting in the Sixties, young artists and militants in Italy reacted to the violence in their streets and ruptures in the family unit that are now recognized as having been harbingers of the end of the global post-war system. As traditional rituals of State and Church faltered, a new generation of cultural operators, largely untrained and driven away from political activism, formed collectives to explore new ways of speaking theatrically, new ways to create and experience performance, and new relationships between performer and spectator. Although the vast majority of the works created were transient, like all performance, their aesthetic and social effects continue to surface today across media on a global scale, affecting visual art, cinema, television and the behavioural aesthetics of social networks
Strategie per eclissare spettatore e spettacolo
Dal punto di vista empirico, estetico e politico la figura dello spettatore pone domande cruciali per il teatro, il cinema, la musica e l’arte contemporanea, ma è anche un rivelatore della condizione politica dell’individuo nella società. Chiedersi quali ruoli l’arte di una società assegna allo spettatore significa anche domandarsi quale ruolo quella società assegna o vorrebbe assegnare all’individuo, significa indagare i modi in cui quella società declina le possibilità di partecipazione alla vita pubblica. Il volume si confronta con tali questioni spaziando in ambiti diversi, dalle arti performative al nuovo teatro musicale, a un cinema che si trasforma assumendo forme interattive nello spazio digitale. Prospettive metodologiche e saperi differenti – la critica genealogica e l’antropologia storica, la filosofia e la teoria della perfomance, ma anche la fotografia, oppure l’esperienza scenica di un testimone d’eccezione come Giorgio Barberio Corsetti – vengono mobilitati per interrogare le molteplici figure spettatoriali che le arti hanno prodotto o implicato, le loro dimensioni estetiche, come pure la loro valenza storica e politica. I ruoli che l’arte assegna allo spettatore, la «libertà» che gli concede, la possibilità dell’imprevisto che lascia aperta sono sempre sintomi o indici rivelatori della condizione etica e politica di una società, della sua capacità di criticarsi e di guardare oltre se stessa
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