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RECENSIONE. Valentina Copat, Il sito della Rocca di Oratino: dieci anni di ricerche. Un’area funzionale all’aperto nell’età del Bronzo. Oxford: Archaeopress, 2022, 368 pp., 152 figg., 52 tabb.
Recensione del volume di Valentina Copat sul sito protostorico di Oratin
Il consumo sociale del cibo nella protostoria dell’Italia centro-meridionale e dell’area siciliano-eoliana
Il Sale. Record archeologico, produzione e manipolazione
L’ipotesi che fin dal Neolitico gruppi umani raccogliessero il sale marino prodotto naturalmente per evaporazione è una possibilità presa in esame. Il riconoscimento di tracce ritenute certe di produzione di sale con uso del fuoco (éléments de briquetage), databili all’età del bronzo, pone la questione in termini diversi, introducendo indicatori diretti accanto a quelli indiretti già individuati. Vengono esaminati i siti “industriali” protostorici caratterizzati da depositi di frammenti di olle in impasto rossiccio (Bronzo finale – Primo Ferro) della costa tirrenica e quelli del Caput Adriae, classificando le strutture produttive individuate (cavità, buche, elementi da fuoco) anche alla luce del ciclo del sale degli atelier de briquetage atlantici. La presenza di strutture produttive – pozzetti, buche e vasche, fornaci e punti di fuoco – e la quantità di vasi in frammenti (soprattutto olle) sono indizi di attività specializzate
nelle quali contenitore e contenuto (sale? pesce salato?) sono strettamente collegati e che trovano ragione nella nascita dei centri protourbani e nelle mutate necessità di approvvigionamento alimentare
Food in prehistory of Northern Italy: case studies and investigation methods
This research shows that the use of electron microscopy (SEM) is fundamental to study food remains and to highlight their variety. Three samples of prehistoric bread from the area of Lake Garda (Northern Italy), and precisely from Bande di Cavriana, Lazise and Lake Lucone, were studied with this technique. They consist of products intended for daily meal, but found in the favourable context of underwater sites. The loaf from Cavriana contains dressed barley and wheat (emmer and/or einkorn), carefully dehusked, as demonstrated by the few remains of glumes in the dough; the presence of the bran confirms that it is a wholemeal bread. Emmer is also found in the dough of the flat bread from Lucone, whose study is still at a preliminary stage; in the flat bread from Lazise, the presence of sharp-edged fragments of kernels in the dough indicates perhaps a different way of preparation of this product
Controllo del territorio e sfruttamento delle risorse ambientali tra il Bronzo Medio ed il Bronzo Finale nell’area di Mogoro (Sardegna centro-occidentale)
L’area oggetto di studio comprende una regione geografica ben definita e circoscritta, costituita dalla media valle del Rio Mogoro. Le analisi territoriali mostrano che durante l’età protostorica, tra il Bronzo Medio e il Bronzo Finale, esisteva, sui pianori basaltici, un sistema di controllo del territorio attuato grazie alla costruzione di imponenti torri nuragiche, ubicate in posizione strategica, probabilmente a difesa delle ricchezze economiche della regione e a guardia delle vie di penetrazione verso l’interno. I nuraghi posti a coronamento dei pianori basaltici sembrano difendere le risorse presenti all’interno degli altopiani, probabilmente le zone di pascolo e le aree di caccia, mentre i nuraghi ubicati nella pianura sottostante erano posti a protezione di quelle terre fertili che hanno certamente costituito un importante risorsa da cui trarre sostentamento economico attraverso le diverse pratiche agricole. I risultati delle analisi territoriali trovano conferma nei dati provenienti dagli scavi effettuati presso il nuraghe Cuccurada, uno dei monumenti protostorici più imponenti della zona. Le recenti analisi archeobotaniche effettuate in questo sito testimoniano un’agricoltura evoluta e diversificata in cui i principali cereali coltivati sono rappresentati da orzi nudi e vestiti, frumenti duri e teneri. Insieme ai cereali si documenta anche la coltivazione di alcune leguminose e la consumazione di diversi frutti selvatici.The area under study includes a well-circumscribed geographical region, consisting of the middle valley of the Rio Mogoro. Territorial analyses show that during the proto-historic age, between the Middle Bronze Age and the Late Bronze Age, there was, on the basaltic plateaus, a system of territorial control, effected thanks to the construction of imposing Nuragic towers located in strategic position, to defend the economic wealth of this region and to guarding the ways of penetration into the interior. The nuraghi on the basaltic plateaus seem to defend the inland areas of grazing and hunting, while the nuraghi on the plain below protected the fertile lands that were an important source of economic livelihood through agriculture. The results of the spatial analysis are confirmed by the data from the excavations at the Cuccurada nuraghe, one of the most impressive proto-historic monuments in the area. Recent archaeobotanical analysis effected in this site testify an advanced and diversified agriculture, where the main cultivated cereals are represented by barley naked and dressed, hard and soft wheats. Together with cereals it is also documented cultivation of legumes and consumption of different wild fruits
Il pozzo/silos del nuraghe San Marco di Genuri (VS)
Il pozzo/silos del nuraghe San Marco di Genuri (VS) – Il complesso nuragico di San
Marco di Genuri, situato ai piedi del versante sud-occidentale della Giara di Gesturi, è costituito da un nuraghe
di tipo quadrilobato con antemurale e villaggio. Dal pozzo presente nel cortile del corpo centrale, dismesso
e sigillato tra il BR e il BF, provengono resti osteologici legati al consumo di carni suine e ovicaprine, ma il
dato maggiormente evidente è legato alla presenza di un notevole numero di reperti carpologici costituiti per
il 95% da vinaccioli oltre alla presenza di cereali, legumi, frutti e bacche riferiti a specie selvatiche. Le analisi
al radiocarbonio dei vinaccioli, non hanno avuto esito positivo a causa della mineralizzazione dei resti, ma
l’associazione con i materiali ceramici datano il contesto nelle prime fasi del Bronzo Recente, mentre la loro
connotazione morfologica (in corso di determinazione) potrebbe fornire importanti informazioni sull’uso e la
domesticazione della Vitis vinifera nel panorama protostorico del Mediterraneo occidentale
Strutture e oggetti per la preparazione del cibo nell'abitato dell'età del Bronzo di Mursia, Pantelleria (TP)
Le capanne di Mursia sono frequentemente caratterizzate da strutture domestiche
connesse con le produzioni alimentari. Il contributo prende in esame le strutture di combustione costituite
da ciste litiche, focolari semplici e strutturati e le piastre di cottura cercando di ricostruire la sequenza di azioni
che si svolgevano quotidianamente per la preparazione dei cibi. La ricca documentazione delle strutture in ottimo
stato di conservazione permettono di approfondire le tematiche di gestione del fuoco e di cottura degli
alimenti con una proposta di modifiche diacroniche che portano all’adozione degli alari e delle coppe di cottura
combinate alle piastre in argilla come soluzione adottata nelle fasi avanzate dell’abitato.
Completa il quadro una breve considerazione degli strumenti accessori utilizzati per la trasformazione dei beni,
con particolare riferimento alla macinatura e pressatura di prodotti vegetali.The dwellings at the settlement of Mursia are characterized by several domestic features
linked with the preparation of food. This paper deals with the fire structures, square features made of lithic
slabs, hearths and cooking platforms made of stone or clay, trying to reconstruct the daily operational actions.
The good state of preservation and the richness of available documentation allow to go in depth with the use of
fire and with the cooking systems. A further proposal suggests a diachronic evolution that ends with the choice
of use of andirons and cooking mugs above clay platforms in the later phases of the settlement. A short presentation
of stone tools (querns, grinders and mortars) used next to the cooking features, completes the procedures
of preparation of food in the phases of grinding and pressing vegetal products
Recipienti ceramici per il consumo di sostanze liquide nell’abitato dell’età del Bronzo di Mursia, Pantelleria (TP)
Il contributo affronta un’indagine sulle pratiche alimentari in uso nell’abitato di Mursia (XVIII-metà XV sec. a.C.), attraverso l’esame dei recipienti atti a favorire il consumo di liquidi. Tazze, boccali e attingitoi, ampiamente documentati in tutti i settori e le fasi insediative del sito, sono stati valutati da un punto di vista funzionale, considerando la relazione tra caratteristiche morfologiche, modalità d’uso e attività svolte per mezzo di tali contenitori. Il valore simbolico di alcune forme “da mensa” e il riconoscimento di associazioni ricorrenti possono fornire indicazioni sul significato della ceramica e le abitudini di consumo all’interno di uno specifico contesto siciliano dell’età del Bronzo.The aim of this work is to shed light on the food practices in the prehistoric settlement of Mursia (1750-1450 B.C.), through the analysis of the ceramic vessels suitable for the consumption of liquids (dipping, moving, pouring, drinking). Cups, handled goblets and ladle cups are classified on the basis of functional elements, taking into account the relationship between the shape of the containers, the actions which they make possible and the various ways in which they can be used. The symbolic
value of some vessels and the existence of a typical “service pottery” assemblage can help in understanding the modes of consumption and the role of the pottery in a specific sicilian Bronze Age context
Terzo Ramo del Timavo (Duino-TS): santuario o sito per “l’industria alimentare”?
Le evidenze relative al complesso di vasi di un’unica classe ceramica recuperati tra la fine degli anni ’60 e gli anni ‘80 nel Terzo Ramo del Timavo presso Duino (Trieste) vengono riviste alla luce dei più recenti studi sullo sfruttamento delle risorse marine, soprattutto per la produzione di sale, nel Caput Adriae nel corso della protostoria, esaminando anche i confronti databili alla prima età del ferro sulla costa tirrenica. Sebbene non sia possibile giungere a conclusioni definitive, gli indizi indicano una più probabile connessione del rinvenimento con un sito produttivo che con un’area sacra, del resto nota con certezza nella zona solo in epoca più tarda
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