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    Introduzione

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    Il capitolo offre una descrizione della nascita e del successivo sviluppo della scienza politica in Italia, anche attraverso l'analisi dei dati di un sondaggio sulla stato della disciplina svolto tra gli iscritti della Società Italiana di Scienza Politica. Nella parte conclusiva del capitolo, gli autori riflettono sui possibili sviluppi della disciplina in Italia e sui principali limiti osservata nel corso degli ultimi quarant'anni

    La prova del no

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    Come cambierà il sistema politico italiano dopo la vittoria del No al referendum? Quali alleanze politiche si verranno a formare in Parlamento e nella società? Quale sarà il destino dell’eterna transizione italiana? Per rispondere a questi e molti altri interrogativi, questo volume – nato dalle attività di ricerca condotte sul tema dal prestigioso Istituto Cattaneo – raccoglie le analisi e le ricerche di alcuni dei più noti studiosi della politica italiana e fornisce interpretazioni originali sul voto del 4 dicembre 2016, considerato da molti commentatori come un nuovo spartiacque nella storia d’Italia. Accantonati i toni «accesi» e i discorsi faziosi tipici della campagna elettorale, gli autori di questo volume offrono analisi precise e puntuali di tutti gli aspetti più rilevanti del referendum costituzionale, dalla straordinaria partecipazione elettorale all’esito differenziato del voto tra le regioni italiane, passando per il profilo politico e socio-demografico degli elettori. Con una diversità di approcci e una grande ricchezza di dati, i vari contributi qui raccolti permettono di analizzare le molteplici sfumature di un voto che, oltre alle conseguenze che ha già prodotto sul governo e la leadership di Matteo Renzi, promette di avere un impatto duraturo sul futuro del sistema politico italiano

    Quarant'anni di scienza politica in Italia

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    Nata o, meglio, rinata su basi più solide e durature all’indomani del secondo conflitto mondiale per opera di studiosi come Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, la scienza politica italiana è oggi in grado di stilare un bilancio della propria attività. È quanto si incarica di fare questo volume illuminante e meditato, i cui capitoli sono stati scritti da specialisti di ciascun settore della disciplina: metodologia, democrazia e democratizzazioni, sistemi elettorali, movimenti sociali, comunicazione politica, rappresentanza, partiti, governi e processo legislativo, opinione pubblica e comportamento elettorale, politiche pubbliche, sistema giudiziario, relazioni internazionali e Unione Europea

    Not a normal country: Italy and its party systems

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    This article is devoted to the analysis of the unusual trajectory of Italian parties and party systems from the end of World War II to the 2013 general election, when an oversized coalition of three parties, with the crucial support of the President of the Republic, formed a so-called "broad agreements" government. This article will not retell the story of the passage from the First to an alleged Second Republic, for the simple fact that this transition never actually took place. Italy changed the format and, above all, the mechanics of its party system in the mid-1990s, but it has never significantly changed the Constitution and the functioning of its main political institutions. If the label "Second Republic" is designed to describe the transition from a constitutional structure to something else, that "Second" republic never existed. This article will describe the history of this "phantom" republic, and it will also analyse the evolution (or devolution) of the Italian party systems

    Analisi elettorale di un cambiamento "radicale". Chi ha vinto e chi ha perso

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    Il capitolo offre un'analisi dettagliata dell'esito delle elezioni politiche del 2018 attraverso una comparazione sincronica tra diverse aree del paese e un esame diacronico del consenso alle principali forze politiche dal dopoguerra fino agli anni più recenti. In particolare nella seconda parte del capitolo viene analizzata la crescita elettorale dei partiti anti-establishment e la sua conseguenza per la strutturazione del sistema partitico italiano

    Elezioni amministrative: un'Italia sottosopra

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    Le elezioni amministrative del giugno 2017 ci consegnano la fotografia di un’Italia anomala, in profonda trasformazione. Ormai, le antiche certezze sul voto locale non servono più a interpretare le trasformazioni della politica italiana, soprattutto per quanto riguarda la sua geografia elettorale. In questo articolo, si offre dunque un'analisi dettagliata del voto amministrative del 2017 e delle sue conseguenze sull'equilibrio tra i partiti nel sistema politico

    Stein Rokkan: la storia al servizio della scienza

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    Il primo luogo, il capitolo ripercorre i momenti più importanti della biografia di Stein Rokkan, eminente politologo norvegese, cercando di mettere in luce le caratteristiche principali del suo approccio metodologico e i suoi contributi teorici più rilevanti. In secondo luogo, viene discussa l'attualità dello schema analitico rokkaniano e le possibilità di rinnovarlo per adattarlo alle più recenti trasformazioni della politica in Europa

    Le «due Italie» e la nuova geografia elettorale

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    Esiste una frattura territoriale – al di là delle ben note differenze tra macro-aree del paese – che caratterizza il voto degli italiani? Già per le elezioni politiche del 2018 avevamo parlato di una frattura orizzontale, che si aggiungeva a quella verticale tra Nord e Sud e tagliava l’Italia in maniera trasversale, separando i centri dalle periferie, le aree metropolitane dalle zone rurali, le grandi città dai piccoli paesi. Ma che cosa ci dicono ora queste elezioni europee? Esiste ancora questa divisione orizzontale tra le aree di centro e quelle definite o percepite come di periferia, nel comportamento elettorale degli italiani? Per rispondere a questo interrogativo, abbiamo analizzato i risultati delle elezioni europee del 26 maggio individuando tre distinti livelli di analisi: 1) il voto nelle cinque circoscrizioni elettorali in cui era suddiviso il territorio italiano (Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole); 2) il voto nei comuni capoluoghi di provincia; e 3) il voto in tutti gli altri comuni minori non capoluoghi di provincia. I dati di questa analisi sono riportati nella tabella 2.7.1 e mostrano differenze assolutamente rilevanti tra le otto principali liste che abbiamo preso in considerazione (Lega, Pd, M5s, Forza Italia, Fratelli d’Italia, +Europa, Europa verde, La sinistra)

    Primarie. Partecipazione e leadership

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    Fino al 16 ottobre 2005 quasi nessuno sapeva che le primarie non sono un fenomeno soltanto americano. Da allora sappiamo che si possono fare, e bene, anche in Italia. Questo libro offre la grande occasione di conoscere tutte le esperienze di elezioni primarie che si sono tenute nel resto del mondo. Partendo da una panoramica storico-politica approfondita dell’esperienza delle primarie negli Stati Uniti d’America, l’autore passa poi ad analizzare lo svolgimento delle primarie in Argentina e in Cile, in Uruguay e in Messico. Nel quadro teorico che sottolinea l’importanza delle modalità di selezione dei candidati ad opera dei cittadini, il libro esplora anche i casi della Spagna e del Regno Unito. Dati e interpretazioni si combinano in un’analisi istruttiva, brillante e completa di tutto quello che avremmo dovuto sapere e che, adesso, sappiamo sulla partecipazione dei cittadini e sulla selezione dei candidati alle cariche elettive

    Renzi, il Sì e il Pd

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    Il capitolo offre un'analisi dettagliata delle modalità attraverso cui Matteo Renzi e il Partito democratico hanno, prima, seguito l'iter di approvazione della riforma costituzionale e, successivamente, affrontato il referendum costituzionale confermativo. Infine, nella parte conclusiva si riflette sulle conseguenze dell'esito del voto sia sulla leadership di Renzi che sull'organizzazione del Partito democratico
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