305,766 research outputs found

    Vittone 250. L'atelier dell'Architetto

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    Gli undici saggi che compongono questa speciale raccolta denotano una certa diversità. Si fondano infatti su metodi di analisi storica radicati nei vari percorsi professionali dei loro autori (storia dell'architettura, storia dell'arte, storia medievale e dell’età moderna, musicologia...). Eppure, un obiettivo comune c’è e ha guidato la selezione: offrire ai lettori di Archistor approfondimenti su aspetti specifici dell’opera e del percorso professionale di Bernardo Vittone. Scegliendo di gettare uno sguardo più attento su specifici eventi, testi e documenti, sono emersi nuovi elementi sia da episodi poco noti della carriera dell'architetto, sia da scenari ritenuti già sufficientemente indagati. Tra i temi affrontati ci sono i libri proibiti nascosti nell’inventario della biblioteca di Vittone, la complessa rete di riferimenti visivi incorporata nelle illustrazioni delle Istruzioni, le nuove coordinate da assegnare alla formazione di Vittone, le sue competenze musicali, la sequenza di eventi che spiegano la dispersione del suo lascito grafico in diversi fondi archivistici. Un saggio finale fornisce un’utile sintesi e una valutazione della letteratura critica. Grazie a questi nuovi approfondimenti, alcuni dei quali sfuggono a definizioni ristrette di storia dell'architettura, la nostra valutazione del ruolo di Vittone nell'Italia del XVIII secolo, a 250 anni dalla sua morte nel 1770, diventa più complessa e più contraddittoria

    Istruzioni elementari per l'indirizzo de' giovani allo studio dell'architettura civile, 1760 / Bernardo Antonio Vittone

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    Ultimo dei trattati vitruviani o innovativo corso scolastico? Le «Istruzioni elementari» dell'architetto Bernardo Vittone sono da considerarsi tra i primi corsi completi di architettura pubblicati in Italia (comprende la geometria, l'aritmetica, una teoria degli ordini, dissertazioni sui materiali, il disegno, etc), il che è forse paradossale, visto il carattere «ritardatario» a volte associato ad architetti come Vittone, legati al linguaggio e ai modi espressivi del barocco romano anche dopo il 1750. Accanto a una riproposizione integrale del testo e delle tavole di Vittone, l'ampia introduzione di E. Piccoli (p. IX-LXI) propone, oltre che un necessario aggiornamento critico e storiografico, una analisi in due parti: la discussione della struttura del volume e dei suoi obiettivi, innanzitutto, con una messa in gerarchia dei principali temi e argomenti. E una analisi approfondita della storia del libro e della sua edizione, che presenta caratteristiche inattese: la stampa a Lugano presso un editore specializzato in libri clandestini; l'autofinanziamento da parte dell'autore (per questo, centinaia di copie sono inventariate a casa di Vittone alla sua morte); l'impiego di allievi nel disegno, l'incisione e la scrittura dell'opera. Si tratta della prima ristampa del trattato dopo l'edizione del 1760. Apparati realizzati ex-novo come l'indice dei nomi e dei luoghi, la schedatura di tutte le incisioni, con enucleazione dei riferimenti al testo, e un nuovo indice aiutano il lettore a orientarsi in quest'opera di più di 600 pagine in-quart

    Questioni di stima. Vittone e la ricerca del giusto valore

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    Vittone’s Istruzioni diverse, published in 1766, include one of the first dissertations published in Italian on the appraisal of buildings and other kinds of real estate properties. While the text is largely an expression of Vittone’s practical approach to any form of professional activity, the Piedmontese architect takes an interesting stand in favor of an assessment of the building’s condition, that is open to evaluating the impact of design improvements or building extensions. The appraisal process, thus, considers the present condition of a building, as well as its possible future transformation. This, of course, can be considered as a self-promotional statement, as only an expert architectural professional can correctly foresee these different “states” of a building. The present essay provides a new scenario for this little known dissertation, with reference to Vittone’s activity as an expert in urban real estate appraisals and to two specific episodes, where the architect has played the official role of the “estimatore”.Vittone inserisce nelle Istruzioni Diverse una breve dissertazione sull’estimo in cui fornisce le basi per la stima del valore di un edificio o fondo, e, in chiusura, sommarie indicazioni per l’estimo di beni mobili. Si tratta di un testo diretto e pragmatico, in cui non si invocano autorità esterne eppure si danno indicazioni precise. Vittone prende posizione a favore di una valutazione dello stato di un edificio in cui sono compresi anche possibili interventi di miglioria o ampliamento. L’operazione estimativa è quindi immersa in una temporalità fluida, che considera lo stato presente ma anche le possibili trasformazioni della fabbrica; ed è giocoforza dedurre che solo un architetto può prefigurare questi ‘stati’ correttamente. Utilizzando un termine contemporaneo, potremmo osservare che Vittone resta un architetto, anche quando si cala nei panni dell’estimatore. Il testo delinea uno scenario più generale per la dissertazione, con riferimento all’attività di Vittone progettista e perito, e a due situazioni particolari, in cui l’architetto si trova a esercitare il ruolo di perito estimatore

    L'incognita Vittone

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    Un barocco illuminista, un tradizionalista pio, un neo-con elettore di Trump, un iper-gesuita nostalgico? This is the problem, direbbero gli studiosi, davanti alla sfida di etichettare, giudicare, incasellare Bernardo Antonio Vittone (1704-1770), talentuoso architetto attivo nelle campagne e città del Piemonte tra gli anni 1730-70. Vittone moriva – scapolo e ricco – esattamente 250 anni fa..

    Due altari di metà Settecento: Vittone in San Francesco d'Assisi

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    Terreno di scambio tra i mestieri dell’edilizia e le tecniche artistiche, l’altare in muratura e marmi policromi è un prodotto emblematico dell’architettura del Settecento. Il saggio esamina forme, tecniche e significati di due altari realizzati intorno al 1750 su progetto di Bernardo Antonio Vittone

    L’archivio professionale disperso di Bernardo Antonio Vittone

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    The documental production that can be referred to Bernardo Antonio Vittone’s atelier consists of several hundreds of documents. These documents, texts and drawings, have been dispersed among several Italian, French and German public and private archives and collections under circumstances that, in most cases, have never been fully clarified. An exhaustive overview of all this material is not possible, as there is no clear perimeter circumscribing the amount of documents produced by the architect. In fact, a formally defined “professional archive” by Vittone has never actually existed. There are, however, several documental funds and groups of funds. Their actual location can be used both to map the places where Vittone has studied and worked, and to trace the history of the private and public collections, that since the 19th century have inherited or bought drawings from the architect’s atelier, usually acquiring them from Vittone’s former assistants. Our research has clarified that the dissemination of Vittone’s graphic material seems to be mostly due to the resale and dispersion of Mario Ludovico Quarini’s archive. The former assistant and architect, after acquiring a conspicuous portion of Vittone’s papers at his master’s death, had combined them with his own drawings and those of other architectural professionals. Any reconstruction attempt of Vittone’s archive, therefore, must pass through the analysis and identification of Quarini’s legacy.La produzione grafica e testuale riconducibile allo studio di Bernardo Antonio Vittone si compone di varie centinaia di documenti geograficamente distribuiti tra Italia, Francia e Germania, in seguito a vicissitudini in alcuni casi mai chiarite. Una rassegna esaustiva di tutto il materiale non è evidentemente possibile ed è finora rimasta intentata: non esiste, infatti, un perimetro che circoscriva il bacino di documenti prodotti dall’architetto, e non esiste neppure, di fatto, un vero e proprio archivio professionale vittoniano. Ci sono diversi nuclei documentali, la cui ubicazione in parte disegna una mappa dei luoghi in cui Vittone ha studiato e ha lavorato, e in parte traccia le rotte dei collezionisti, che dall’Ottocento hanno acquisito parte dei disegni provenienti dal suo atelier, specialmente per mezzo degli ex collaboratori. Veicolo principale della disseminazione di gran parte del materiale grafico vittoniano rimasto nello studio alla morte improvvisa dell’architetto, l’ex aiutante Mario Ludovico Quarini numera e riordina una porzione cospicua di un insieme di carte, prodotte da almeno quattro decenni di professione, affiancandola a disegni suoi o di altri architetti. La ricostruzione parziale di un archivio vittoniano, di fatto mai esistito, passa quindi attraverso la ricomposizione di quello quariniano, altrettanto disperso geograficamente, ma dotato di quei caratteri di sistematizzazione e di riconoscibilità non riscontrabili tra le carte del maestro

    Cones and Cartan geometry

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    We show that the extended principal bundle of a Cartan geometry of type (A(m,R),GL(m,R)), endowed with its extended connection ωˆ, is isomorphic to the principal A(m,R)-bundle of affine frames endowed with the affine connection as defined in classical Kobayashi-Nomizu volume I. Then we classify the local holonomy groups of the Cartan geometry canonically associated to a Riemannian manifold. It follows that if the holonomy group of the Cartan geometry canonically associated to a Riemannian manifold is compact then the Riemannian manifold is locally a product of cones.Fil: Di Scala, Antonio Jose'. Politecnico di Torino; ItaliaFil: Olmos, Carlos Enrique. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Matemática, Astronomia y Física. Sección Matemática. Grupo de Geometria Diferencial; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Córdoba. Centro de Investigación y Estudios de Matemática. Universidad Nacional de Córdoba. Centro de Investigación y Estudios de Matemática; ArgentinaFil: Vittone, Francisco. Universidad Nacional de Rosario. Facultad de Ciencias Exactas Ingeniería y Agrimensura. Escuela de Ciencias Exactas y Naturales. Departamento de Matemática; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Rosario; Argentin

    Vittone 1920-2020. Postfazione

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    Since the resumption of the studies on Bernardo Vittone in the mid-nineties, a significant amount of research has been directed to filling the existing gaps in the knowledge on the architect’s biography. While many uncertainties still exist, Vittone’s life appears now better outlined, especially thanks to recent investigations on his youth in Turin and on his clients. A key issue that has emerged is represented by the particular character of Vittone’s culture, marked by his social origins as much as by his discovery, throughout the years of his architectural training, of the complexity of the Roman baroque tradition. In fact, what he studied and learned in Rome appears to have convinced him of the accuracy of his ideas, already marked, in his earlier education, by an in depth knowledge of Guarini’s architecture. From his return to Turin in 1733 to the end of his career in 1770, Vittone has constantly reconsidered the coordinates of his professional education: never rejecting them but measuring them with the new directions of thought that developed since the middle of the century, sometimes opening a conflict between the glorious, recent architectural past and the emerging “rationalist” and classicist requirements. The present survey, dedicated to the 250th anniversary of Vittone’s death, is an opportunity to highlight new, necessary research paths on the architect’s life, his drawings, his publications, his library.Nell’ampia letteratura su Bernardo Vittone, vale la pena richiamare alcuni aspetti che, a partire dalla ripresa degli studi sull’architetto alla metà degli anni Novanta, hanno indirizzato le ricerche, innanzitutto per colmare una carenza biografica, che sebbene in parte ancora sussiste, appare meglio delineata dalle più recenti indagini sulla sua giovinezza torinese e sulla sua committenza. Un punto chiave è rappresentato dal carattere particolare della cultura di Vittone, segnata certo dalla sua provenienza sociale quanto dalla scoperta della multiforme tradizione barocca romana negli anni del perfezionarsi come architetto. Fu proprio questa adesione a quanto studiato e appreso a Roma, a convincerlo dell'esattezza delle sue idee, già indirizzate negli anni precedenti dalla conoscenza delle architetture di Guarini. Quando Vittone tornò a Torino nel 1733 e poi per decenni, fino alla fine della sua carriera nel 1770, riconsiderò i dati della sua formazione, senza mai rinnegarli, ma misurandoli con i nuovi indirizzi di pensiero che si diffusero dalla metà del secolo, mettendo in discussione proprio quel glorioso passato architettonico recente che entrava in conflitto con le nuove esigenze “razionaliste” e classiciste. Il bilancio sulla giornata di studi dedicata al 250° della morte di Vittone è l’occasione per porre in evidenza gli approfondimenti necessari alla conoscenza della vita dell’architetto, i suoi disegni , le sue pubblicazioni, la sua biblioteca

    Scanning LLL x-ray interferometry .1. Theory

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    A new formalism is presented for the theory of scanning LLL x-ray interferometry, which takes account also of the amount of x-ray absorption and of crystal yawing. It is based on the Takagi approach to the dynamical theory of x-ray diffraction and uses, to a great extent, the formalism of quantum mechanics, in order to reduce the algebraic complexity of the Ewald-von Laue approach. The formalism presented here is an easy-to-handle tool for the study of x-ray propagation in multicrystal systems and for the investigation into deviations of the travelling-fringe period from the spacing of diffracting planes, as it explains how interference features change when moving in paramater space

    Bernardo Vittone e la Disputa fra Classicismo e Barocco nel Settecento, 1972

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    Souchal François. Bernardo Vittone e la Disputa fra Classicismo e Barocco nel Settecento, 1972. In: Dix-huitième Siècle, n°8, 1976. Les Jésuites. pp. 513-514
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