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    Conclusioni. Prime elezioni europee o le solite lezioni nazionali?

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    Le elezioni europee del 25 maggio 2014 si confermano ancora, per lo meno nelle loro caratteristiche essenziali, delle elezioni di secondo ordine. C’era chi credeva, anche in buona fede, che l’impatto della crisi economica, l’adozione di dolorose misure anti-austerità o, magari, l’introduzione degli spitzenkandidaten per la presidenza della Commissione potessero risvegliare quel «gigante addormentato» che è l’Unione europea. Così non è stato. Da una prospettiva ampia, sia storica che geografica, il voto europeo ha visto riprodursi alcuni di quei meccanismi che, con regolarità quinquennale dal 1979 ad oggi, contraddistinguono le elezioni per il Parlamento di Strasburgo

    The Predictive Ability of Pre-Election Polls in Italy: A Regional Focus

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    The article aims to study the predictive ability of pre-election polls in Italy. Previous papers by Callegaro and Gasperoni have already studied national polls published before general parliamentary elections, using the measure of “accuracy” A originally proposed by Martin, Traugott and Kennedy (2005). This article will follow the same methods of those studies and focus on a) pre-elections polls published before regional elections and b) pre-general election polls based on regional samples. The peculiar electoral system of the Italian Senate confers a strategic importance to some regions, and for this reason some polls based on regional samples are commissioned and published. Using a data-base of published poll findings drawn from the website www.sondaggipoliticoelet¬torali.it, the article will analyze these regional polls dia-chronically and synchronically in order to highlight differences among regions. In 2010 regional elections the winning candidates’ level of support was generally underestimated by pre-election polls. In 2013 poll findings tended to severely underestimate the success of a new actor on the Italian political stage: the Five-Star Movement

    Introduzione. Un’elezione «storica» in tempi straordinari: tutto cambia?

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    Si tratta del capitolo introduttivo al volume "II vicolo cieco". Mette in luce il contesto in cui si sono svolte le elezioni politiche del 2018 sottolineando come i risultati del voto configurino una svolta storica nella storia politica italiana. Il capitolo anticipa i principali temi di analisi e gli interrogativi esplorati dai vari autori degli altri capitoli del volume

    Il partito democratico: #Renzistasereno

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    Partiti e dirigenti politici italiani hanno regolarmente considerato le elezioni per il Parlamento europeo un modo per valutare anche il loro consenso nazionale. Trattandosi di elezioni che si svolgono in tutto il territorio italiano è sicuramente un modo legittimo e appropriato. Pur consapevoli della valenza europea del loro voto, è molto probabile che gli elettori lo utilizzino anche per esprimere il loro consenso o dissenso nei confronti delle politiche del governo, il loro apprezzamento o no per i diversi partiti, la loro valutazione dei dirigenti politici e delle loro proposte (che troppo spesso riguardano più le politiche nazionali che quelle europee). È assolutamente probabile che tutti questi elementi abbiano variamente pesato nelle votazioni del 25 maggio. Nel caso del Partito democratico e del suo segretario diventato presidente del Consiglio, le elezioni per il Parlamento europeo assumevano una rilevanza davvero particolare che questo capitolo si propone di analizzare

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Looking for a President: il contributo elettorale dei candidati alla Presidenza

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    «This time it’s different». A livello continentale, è stato questo lo slogan col quale è stata condotta la campagna elettorale per le elezioni europee del 22-25 maggio 2014. Tali consultazioni elettorali sono infatti state le prime nella vigenza del Trattato di Lisbona del 2007, il cui art. 17 prevede che la designazione della personalità che guiderà la nuova Commissione europea sia effettuata «tenendo conto del risultato delle elezioni europee». Conseguentemente, quelle che si sono appena celebrate sono state le prime consultazioni continentali alle quali si sono presentati dei veri e propri candidati alla Presidenza. Questo, sostanzialmente, anche e soprattutto per cercare di diminuire il deficit democratico che più volte è stato ipotizzato contraddistinguere le istituzioni comunitarie, oggi più che mai percepite come assai distanti dai cittadini europei. Tuttavia, che quello appena compiuto possa davvero essere considerato il passo decisivo verso tale legittimazione è tutto da dimostrare: per quanto appaia paradossale, infatti, non è affatto detto che il prossimo presidente sia effettivamente uno dei politici che si sono candidati a tale carica. Quale che sia l’esito concreto del processo di designazione del prossimo presidente della Commissione europea, tuttavia, è fuori di dubbio che le elezioni del 22-25 maggio 2014 rappresentino un potenziale punto di svolta per l’architettura istituzionale comunitaria: che la presentazione di candidati alla presidenza si riveli un fatto puramente simbolico, oppure, al contrario, che tale innovazione funga davvero da punto di partenza per una ristrutturazione – in senso ancora più democratico – delle istituzioni europee, a tale aspetto è comunque necessario dedicare la massima attenzione

    Italian regions turn fifty. A new typology of regional party systems in Italy, 1970-2020

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    The article analyses the transformations of the regional party systems that have occurred since the first elections held in 1970. In particular, after a preliminary analysis of the massive changes observed in the electoral arena before and after the 1995 turning point, the article discusses existing typologies of Italian regions and suggests a new analytical framework that accounts for the transformations that have occurred at the regional level in the last three decades. The second part of the paper analyses the most recent series of regional elections (2018–20) and focuses specifically on the changing structure of interparty competition and the re-emergence of a bipolar dynamic of competition between ‘fragmented’ coalitions, in contrast with the trend observed at the national level

    Le comunali in Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto: c'era una volta il Nord (di destra)

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    Vi è consenso generalizzato – tra gli analisti e gli studiosi della politica – circa il fatto che le elezioni comunali ed europee del 25 maggio 2014 abbiano rappresentato un grande successo per il Partito Democratico e – più in generale – per lo schieramento di centrosinistra. Tale successo ha interessato non soltanto il Mezzogiorno e le cosiddette «regioni rosse», ma la medesima tendenza si è verificata anche nel Nord Italia, e cioè in quelle zone del paese in cui più continuo e più forte era il predominio della coalizione di centrodestra. Il centrosinistra governa ora 55 dei 79 comuni settentrionali sopra i 15.000 abitanti interessati dalla tornata di elezioni amministrative di fine maggio, nonché sei comuni capoluogo sui sette andati al voto. Fu vera gloria? Il 25 maggio 2014, il centrosinistra ha (stra)vinto le elezioni comunali anche al Nord; che tale successo sia però il primo di una (più o meno) lunga serie in una zona del paese nella quale – tradizionalmente – lo schieramento progressista non ha mai goduto di particolari e continuative soddisfazioni, è invece decisamente troppo presto per dirlo

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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