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La posizione degli inumati e la contemporaneità della deposizione nella sepoltura paleolitica della grotta delle Veneri (Parabita, LE).
L'analisi della documentazione inedita sulla scoperta della sepoltura paleolitica bisoma della grotta delle Veneri ha permesso di dimostrare la contemporaneità delle inumazioni e di precisarne la posizione di giacitur
Validazione italiana di una scala breve per la misura del Clima di sicurezza lavorativa
L’interesse per il clima di sicurezza che caratterizza le organizzazioni è notevolmente aumentato nell’ultimo decennio e la valutazione del clima è rilevante per le organizzazioni lavorative. Le scale di misura sono solitamente multi-dimensionali e con elevato numero di domande, rendendo le misurazioni complesse e costose per le organizzazioni stesse. Hahn e Murphy hanno sviluppato una misura sintetica a sei item del clima, facilmente ed economicamente utilizzabile nei contesti di lavoro.
L’obiettivo dello studio è di validare la versione italiana dello strumento valutando la struttura fattoriale, la validità interna (coefficiente α di Cronbach), di criterio (correlazione positiva con variabili collegate al clima) e discriminante (correlazioni deboli o assenti con variabili indipendenti dal clima).
La versione italiana è stata predisposta attraverso una procedura di back translation e utilizzata in 342 lavoratori di 17 organizzazioni operanti in diversi settori produttivi. In linea con Hahn e Murphy il questionario ha compreso la misurazione di variabili demografiche (età, genere, anzianità lavorativa e ore lavorate, utilizzate per valutare la validità discriminate), di problemi legati al sonno (validità discriminate) e di condizioni ambientali, prestazione sicura e presenza di procedure di sicurezza (per la valutazione della validità di criterio).
L’analisi fattoriale confermativa mostra eccellenti coefficienti di adattamento e la scala evidenzia una buona validità interna. L’analisi delle correlazioni conferma fortemente la validità di criterio e quella discriminante.
I risultati ottenuti confermano la validità della scala breve di clima che può essere utilizzata anche nel contesto italiano
Explaining Learning to Rank Methods to Improve Them
State-of-the-art methods for Learning to Rank (LtR), either designed for tabular or textual data, are incredibly complex. Increasing the complexity of the models has many drawbacks, including difficulties in understanding the logic behind each prediction and a lack of trust in the system during its deployment. In this paper, which describes the author's goals during his Ph.D., there is an analysis and discussion of how we can use the ideas and tools coming from the eXplainable Artificial Intelligence (XAI) field to make the most effective methods for LtR understandable to the practitioners with the final goal of making them more efficient and/or understand better when they can be improved. The strategies adopted to achieve the aforementioned goals are different and based on the type of models analyzed, which go from more traditional LtR models based on ensembles of decision trees and using handcrafted features to fairly new neural LtR models using text data
La parure in canini di cervo della Grotta delle Veneri di Parabita (LE): analisi morfometrica e funzionale
The twin burial in the Veneri cave near Parabita yielded 26 atrophic deer canines, all covered in ochre and pierced
at the root, found on the edge of the pit. The arrangement of the canines at the moment of their discovery indicates
that at least 24 of them probably belonged to a headdress. Morphometric and functional analysis showed that the
majority (25 out of 26) of the atrophic canines belonged to adult male individuals, indicating selective hunting
Breve nota sulle faune del Paleolitico medio e superiore della Grotta delle Veneri di Parabita (LE)
The Grotta delle Veneri near Parabita has yielded a fair quantity of faunal remains, chronologically dated to the
period from the Middle Palaeolithic (Mousterian) to the Upper Palaeolithic (Epigravettian and Romanellian).
Those of the Middle Palaeolithic, less numerous, include aurochs, horse, deer, fox, wild boar and porcupine,
which seems to indicate an environment characterised by both grassland and not particularly dense woodland.
More frequent are the remains dated to the Upper Palaeolithic, which are associated with the Epigravettian and
the Romanellian. The fauna of these periods is characterised above all by aurochs (about 33% for both the Epigravettian and Romanellian) followed by equids (respectively 23% in the older phase and 15% in the more recent
phase) and, in smaller quantities, wild boar and fox. Particularly interesting is the presence of both the cave hyena
(Crocuta crocuta spelaea Goldfuss) and the porcupine (Hystrix cristata L.). The presence of the former in the
Grotta delle Veneri near Parabita would seem to be one of the most recent reported cases of this mammal in Italy.
In contrast, given its preference for caves, the presence of the porcupine in the Romanellian levels is probably
the result of a more recent intrusion
Ricostruzione del gesto artistico preistorico attraverso un approccio integrato di archeologiasperimentale, analisi delle tracce tecnologiche e foto-modellazione 3D: il caso studio delle Veneri di Parabita
A quasi 60 anni dalla scoperta di Grotta delle Veneri, l’edizione integrale dei suoi materiali è una di quel-le buone notizie che fanno ancora sperare nella ripresa dell’interesse per la preistoria del Salento. Al di là delle molte ragioni che finora ne hanno impedito la pubblicazione, il volume in questione vuole essere una sorta di ammenda ispirato com’è a un approccio multidisciplinare che ha potuto giovarsi delle più moderne tecniche archeometriche applicate in archeologia e che sarebbero state impensabili fino a pochi anni fa. Il ritardo, da questo punto di vista, potrebbe addirittura essersi rivelato un’opportunità.Sono stati acquisiti, infatti, nuovi dati relativi, perfare qualche esempio, alle datazioni, alla provenienzadelle materie prime, alla frequentazione della grotta nel corso dei millenni.Grotta delle Veneri ha visto avvicendarsi al suo in-terno intere generazioni dal Paleolitico medio all’età del Bronzo, custodendo un patrimonio che, per quanto violato da scavi clandestini, getta luce sulla preistoria meridionale quasi compendio di tutte le sue articolazioni.Ricco di informazioni e di testimonianze è il periodoche vide la grotta ospitare le genti del Paleolitico, prima il Neanderthal poi il Sapiens con modalità diverse: il Neanderthal avendola scelta come abitazione, il Sapiens con una frequentazione dovuta a occasioni particolari probabilmente legate a esigenze di carattere cultuale.A rendere famosa la grotta nella letteratura paletnologica furono, infatti, le due statuine dette Veneri e la sepoltura bisoma di un uomo e una donna: le une e l’altra abbastanza rare, per quei tempi, nella preistoria italiana.Allo stesso modo singolare risulta la quantità di ossa e pietre incise che il Sapiens lasciò alla fine del Paleolitico superiore con un repertorio di motivi geometrico-lineariche sopravanza quello di molti siti coevi. Non meno importante il contributo arrecato alla preistoria salentina dalle epoche successive: il Neolitico si dispiega in tutte le sue fasi con manifestazioni collegatealla sfera del sacro e la deposizione di ceramiche e og-getti che rinviano a culti che vedono al centro la Terra eil suo potere sulla sorte degli esseri viventi. Nel corso delle età dei Metalli la grotta continua aessere un richiamo importante, accogliendo gli apporti dell’Eneolitico e dell’età del Bronzo in un continuum che ne sottolinea il protagonismo all’interno del territorio.Per concludere, si spera con questo volume di aversaldato il debito che alcuni di noi avevano contratto conla grotta, esponendo i risultati di una ricerca aggiornatacon un linguaggio comprensibile a tutti che però non rinuncia al suo rigore scientifico.Comunque lo si giudichi, resta il fatto che è stato aggiunto un ulteriore tassello alla conoscenza della preisto-ria meridionale ed è un merito che va riconosciuto a tutti coloro che hanno collaborato e si sono impegnati per lariuscita dell’opera. Si ringrazia, infine, la Soprintendenza per la disponibilità nel favorire lo studio dei materiali e la sua divulgazion
Ai margini della civiltà: la scrittura della natura in Alberto Fortis
Alle teorie che si sono mosse da una critica delle visioni essenzialiste della letteratura e della realtà, l’uso discorsivo del termine “natura” è apparso uno dei bersagli critici più urgenti. In quanto mezzo privilegiato di legittimazione dell’umano attraverso il non-umano, la parola è diventata un luogo inevitabilmente conflittuale in cui smascherare strategie politiche e individuare istanze ideologiche. La convinzione che la realtà sia prodotto di una costruzione (linguistica, sociale) è stata pero sfidata in maniera non banale dall’ecocriticism che, non rinunciando a identificare nella natura una mediazione, ha insistito sulla «generale presenza fisica che è un lato di questa mediazione» (Gifford). Un approccio simile pone interrogativi molto seri riguardo all’emergenza letteraria della natura - quale la delinea Raymond Williams - in quanto mondo materiale fra Illuminismo e Romanticismo, quando l’oggetto di osservazione tende a identificarsi con il modo di osservazione, la Natura con la Ragione, e si afferma la possibilità di opporre all’esistente stato di società un edenico stato di natura. In questo contesto di riscoperta delle periferie europee poco antropizzate, il "Viaggio in Dalmazia" di Alberto Fortis riscuote ampio successo, fornendo da una parte un innovativo saggio di storia naturale e un modello al viaggio scientifico, dall’altra facendosi racconto dell’incontro roussoviano con i “semi-barbari” Morlacchi nel loro habitat naturale, colpendo l’immaginazione di Goethe, Herder, Mérimée e dando vita al filone letterario del “morlacchismo”. La critica letteraria ha il più delle volte privilegiato il secondo aspetto attraverso una lettura decisamente antropocentrica: una dimensione che però può essere messa in discussione, o perlomeno complicata, dalla nozione di “scrittura della natura” promossa dall’ecocriticism
Introduzione
Antonio Olivieri nasce a Pera di Costantinopoli intorno al 1658, da padre latino, dragomanno al servizio della Repubblica di Venezia, e da madre greca. La morte del padre durante la guerra di Candia gli vale in tenera età l’ammissione alla scuola di lingue del Bailaggio. Avviato alla carriera di interprete presso la corte ottomana, entra in contatto con eminenti figure diplomatiche, come il bailo Giovanni Battista Donà e il suo segretario Antonio Benetti, autori di pionieristici trattati di turcologia, fra i primi "orientalisti" veneziani in senso moderno. Tuttavia il giovane Olivieri nel 1684 a causa dello scoppio della Guerra di Morea deve scappare a Venezia, dove ha inizio una lunga serie di vicende a tratti picaresche che lo vedono alternare l'attività di funzionario in Dalmazia a quella di ostinato postulante per l'abito sacerdotale, a quella più ricorrente di avventuriero in cerca di ospitalità presso la nobiltà veneta e italiana in cambio di racconti e curiosità sulla sua patria d'origine. Dopo due lunghi soggiorni a Costantinopoli e cinque anni di residenza a Bassano del Grappa, libero da impegni familiari e professionali, decide di stabilirsi nuovamente a Venezia per terminarvi la propria esistenza, non senza prima averla ripercorsa interamente in prosa. Le memorie di Olivieri, oltre a offrire inediti spaccati sugli ambienti diplomatici costantinopolitani in tempo di guerra, rievocano soprattutto il mondo adriatico a cavallo fra Sei e Settecento: con al suo centro Venezia, il girovagare dell'abate copre infatti un’area che va da Loreto alla Dalmazia, di cui vengono descritti costumi e prodotti locali, processioni religiose, feste nobiliari, mezzi di trasporto
Editorial: Recent Progress in Photovoltaics, Part 1
Global solar electricity production in 2018 is around 600 TWh and it is estimated to reach 1000 TWh by 2020. Polycrystalline thin film solar cells such as CdTe and CIGS with an efficiency over 20% have been fabricated. Recently, a novel material, Perovskite, has demonstrated an efficiency higher than 20%, although it has some stability issues. The future of photovoltaics depends principally on solar cell efficiency, its cost and its stability. The costs of solar photovoltaic panels have come down to achieve close to grid parity. Since advances in the science and technology of photovoltaics are taking place at a fast pace, it is important to present the state of the art of Photovoltaics and its trends for the future. For this reason, Solar Energy will publish two special issues focused on “Recent Progress in Photovoltaics”. The Guest Editorial team is pleased to present the first issue as “Recent progress in Photovoltaics, Part 1”
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