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Colofone e Siris (Athen. XII 25, 523 C-E)
According to the current interpretation, the city of Siris, in
Magna Graecia, was founded by a group of Colophonians which migrated
because of conflicts with the Lydians. This reconstruction is based on the
account reported by Ps.-Aristotle (de mirab. ausc. 106) and Strabo (VI 1, 14 C
264), but above all it is based on Athenaeus (XII 25, 523c-e), who talks about
the τρυφή related to Siris and quotes Timaeus (fr. 51 Jacoby), Aristotle (fr.
601 Gigon), Archilochus (fr. 22 West) and Euripides (fr. 496 Nauck). Analyzing
the text of Athenaeus, it is conceivable that he (or perhaps already one
or more of his sources) wrongly related to the Siris in Italy the traditions on
the Colophonian τρυφή blending them with the mention of the river Siris
by Archilocus, who instead alluded to the Strymon region in comparison to
Thasos. Therefore, a new in-depth analysis of the literary and archaeological
data on the Ionian presences in the area of the Siris in Italy and not last about
the quality of these presences seems required, before accepting Athenaeus
as a truly reliable source on the Colophonian foundation of the Siris in Italy
Erculam - Herculia
Il contributo prende in esame il problema della localizzazione di Erculam o Herculia menzionata negli itinerari tardo-antichi proponendone l'identificazione con il vicus romano individuato presso la moderna S. Marco di Castellabate a ridosso di Punta Licosa (Salerno)
Su alcune iscrizioni di Cizico relative al sistema portuale
Il lavoro prende in esame tre iscrizioni greche con dediche per Poseidon rinvenute a Cizico e riguardanti il sistema portuale della città. Due di esse, databili al I secolo d.C., apposte su una base di statua, ricordano lavori di ripristino alle strutture portuali fatti eseguire da Antonia Tryphaena, regina del Ponto; anche la terza, apposta da un certo Bakchios, menziona lavori eseguiti nel porto di Cizico. L’analisi di quest’ultima iscrizione, oggi dispersa, finora messa in relazione con l’intervento di Tryphaena, sembra invece piuttosto rimandare ad un momento diverso, probabilmente quello della costruzione dell’impianto portuale. L’esame delle iscrizioni, insieme alle fonti letterarie ed archeologiche, contribuisce a definire la situazione topografica di Cizico e del complesso e articolato sistema portuale della città, basato su due porti naturali e su un porto artificiale, ubicato in un’area paludosa che costituiva una sorta di istmo tra l’Arktonnesos, dove era ubicata la città, e il continente. Considerazioni di carattere storico inducono a proporre per la costruzione dell’impianto portuale quale descritto dalle iscrizioni il IV secolo a.C
Contrassegni alfabetici dalle fortificazioni di Velia
Il lavoro prende in esame i contrassegni alfabetici incisi sui blocchi della mura di fortificazione di Velia, secondo una pratica molto diffusa in diversi ambiti del mondo antico per esigenze legate all’organizzazione del cantiere e del lavoro. Nel caso di Velia si tratta di una documentazione epigrafica spesso citata dagli studiosi ma finora mai presa in esame. Essa viene analizzata, e dal punto di vista epigrafico e dal punto di vista funzionale, nel quadro di quella relativa agli altri centri greci e non greci della Magna Grecia e della Sicilia. I contrassegni velini sono tutti costituiti da monogrammi e sigle, mentre risultano assenti i simboli molto utilizzati in altri centri. I monogrammi sono impiegati con funzione di marche di cava, mentre le sigle riguardano la destinazione dei blocchi o il carattere pubblico dei monumenti nei quali essi vengono utilizzati. L’analisi epigrafica di tale documentazione apporta qualche contributo alla dibattuta questione della cronologia delle mura di fortificazione veline, al centro, in questi ultimi anni, di ampi programmi di studio e restauro. Il suo esame, inoltre, fornisce utili elementi per ricostruire l’evoluzione della forma delle lettere nell’epigrafia velina e qualche interessante spunto, come ad esempio nel caso di alpha con barra centrale spezzata, per l’epigrafia greca in generale
Lastra opistografa da S. Marco di Castellabate (Salerno) e altre epigrafi in greco dalla Lucania tirrenica
Zenone e la tirannide ad Elea
Il lavoro prende in esame il problema della tirannide eleate le cui uniche notizie sono state tramandate in relazione alla morte del filosofo Zenone, avvenuta in seguito al fallimento di una congiura da lui ordita contro il locale tiranno.
L’analisi della tradizione letteraria, nel suo insieme, ha permesso di ricostruirne la genesi e di proporre per la tirannide eleate, la cui nascita non sembra da disgiungere dal quadro delle relazioni di Atene con l’Occidente, un inquadramento cronologico nel corso della seconda metà del V secolo a.C
Dalla Terrasanta al Cilento. Due pellegrini in viaggio agli inizi del XVII secolo
Il contributo prende in esame le notizie fornite sulla regione di Velia da alcuni pellegrini diretti in Terrasanta, o di ritorno, per terra o per mare
I mattoni bollati di Velia
L’esame dei laterizi prodotti a Elea-Velia in età ellenistica, peculiari per forma e sistema di bollatura, è affrontato attraverso una lettura organica dei caratteri archeologici e epigrafici. La produzione, interessante per modalità e ampiezza, è caratterizzata da un elevato standard legato ad un intervento statale di particolare rilevanza
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