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    Parlando ancora di mostri, del mostruoso e di altri oggetti culturali. Introduzione al secondo numero sulla Freakery

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    Gli autori ragionano sulla feakery e a partire da questo soggetto di studio introducono il secondo numero di Minority Reports dedicato alla costruzione del mostro nell'immaginario collettivo, ossia sul mostro come oggetto culturale

    Freakery. Spettacolo di corpi straordinari. Una introduzione

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    Gli autori del presente contributo sono i curatori del numero monografico "Freakery. La costruzione del “mostro” (parte 1)" della rivista Minority Reports vol. 16, n. 1, 2023. In questo articolo che apre il numero gli autori illustrano la rilevanza di un tema, quello della Freakery, che da nel nostro Paese non ha ancora trovato i suoi spazi, malgrado le infinite suggestioni e i raccordi culturali che è in grado di innescare. Il tema è quello della spettacolarizzazione dei corpi non conformi “per divertimento e profitto”, ma non solo. La freakery è anche molto altro: è la tematizzazione storica della relazione culturale al non conforme, come emerge in modo eclatante nella sua spettacolarizzazione, è l’evidenza di dinamiche psicologiche individuali e collettive rispetto all’eccedenza/mancanza alla norma, è un espediente per cogliere la norma stessa nei suoi limiti attraverso la loro trasgressione, che porta alla messa in mostra del trasgredente, come mostro

    Intuitive pathways of the autistic mind

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    Abstract When you enter in conversation with someone else, waiting for the answer takes a minimal amount of time that if exceeded creates some kind of embarrassment and hindrance. If a third subject is present, she/he will usually intervene either to remove the hindrance, or to solve the embarrassment. But when one subject exceeds systematically the minimal time for answering, she/he is bound to be diagnosed as autistic. Of course, there are other criteria, is not so simple, but if you read novels like Stephen Hero, by Joyce, you can get an idea about what Autism can be conceived from the point of view of literature. In the following work we will read back the main steps that made the autistic guys psychopathologic, with no hope, and the other gaze on Autism, which was always shaped by a kind of admiration in front of a ‘‘mysterious’’ form of existence

    Tipi umani particolarmente strani : la sindrome di Asperger come oggetto culturale

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    Interrogarsi sulle ragioni della straordinaria fortuna diagnostica che negli ultimi anni ha caratterizzato le problematiche dello spettro autistico è il proposito fondamentale del lavoro, che si inserisce nel dibattito attuale di quel settore specifico dei Disability Studies che sono i Critical Autism Studies. A tale dibattito cerca di contribuire in primo luogo attraverso un lavoro sulle risignificazioni storiche delle problematiche relazionali, dai folk tales alla storia della psichiatria, quindi mettendo in dialogo altre tracce culturali, nel tentativo di dare una rappresentazione dinamica dell'autismo come oggetto culturale. In qualche modo l'esito è una prospettiva esplosa dell'oggetto, una rappresentazione dinamica, quella che mi è parsa più adeguata per dare forma all'oggetto autismo

    Louis Wolfson en Italie, chroniques mineures d'une planète infernale

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    Sulla ricezione dell'opera di Louis Wolfson in Italia

    Un singolare gatto selvatico. Jean-Jacques Abrahams, l'uomo col magnetofono

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    The book retraces the history of Jean-Jacques Abrahams, L'homme au Magnétophone, from the publication in Les Temps Modernes to the Italian edition by Elvio Fachinelli to the present time

    The autistic dialogue: A Bakhtinian framework for singular voices

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    From his early texts on language, consciousness, and ideology, to his later contributions to literary criticism, Mikhail Bakhtin’s theory centers speech in the dynamics of communicative exchanges. This chapter considers how Bakhtinian notions such as dialogue, double-voicing, and heteroglossia offer significant analytic purchase for understanding autistic phenomena, notably autistic language and autistic semiosis more broadly, what we refer to as autistic voice. By way of empirical demonstration, the authors examine everyday verbal exchanges between autistic children, their family members, and tutors in home contexts. These verbal exchanges were video recorded, transcribed and analyzed employing an integrated methodology, which combines linguistic, discourse, and acoustic analyses, highlighting the dialogues’ simultaneous singularity and multiplicity. Our examination yields an understanding of the autistic voice as inherently polyphonic, oriented to dialogue and creativity
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