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Nota dei curatori
La nota presenta il volume "Il Welfare aziendale in Italia tra identità e immagine pubblica dell'impresa. Una prospettiva storica", che raccoglie gli esiti di un articolato percorso di ricerca sulle caratteristiche del welfare aziendale nelle diverse forme di impresa. Nel presentare in sintesi il contenuto dei contributi, si sottolinea come, attraverso l’analisi di alcuni case studies e avanzando una serie di spunti critici di riflessione, chiavi di lettura e approcci (non necessariamente omogenei), i saggi raccolti intendono fornire un contributo allo studio di lungo periodo delle relazioni che intercorrono fra le trasformazioni dell’organizzazione del lavoro, l’offerta di servizi aziendali e il quadro economico, sociale, politico e legislativo italiano
Cultura imprenditoriale e sviluppo economico lombardo: la famiglia Glisenti tra Otto e Novecento
Sergio Onger e Valerio Varini,
Cultura imprenditoriale e sviluppo economico lombardo: la famiglia Glisenti tra Otto e Novecento,
in “Imprese e storia”, 32, 2005, pp. 245-282.
I Glisenti sono stati tra i maggiori industriali siderurgici e armieri delle valli lombarde fra Otto e Novecento. In questo saggio vengono ripercorse le fasi principali della loro storia industriale. Non si tratta della storia di un’impresa, bensì delle diverse incarnazioni aziendali alle quali i membri della famiglia Glisenti hanno legato il proprio nome. Una successione di attività determinate di volta in volta dalle mutevoli opportunità del mercato, testimonianza di una persistente vocazione imprenditoriale che non si è mai interrotta nel corso di duecento anni.
Le vicende descritte mettono in luce aspetti che concorrono alla comprensione del processo di industrializzazione nazionale, nonché all’individuazione delle determinanti che suggeriscono la persistenza del family business.
Il saggio articola secondo una scansione temporale le alterne fasi imprenditoriali dei Glisenti. Le attività del capostipite Giovanni si collocano nella tradizione del vasto comprensorio metallurgico lombardo. Quelle del figlio Francesco si aprono al contesto internazionale, aggiudicandosi il titolo di più importante fabbrica d’armi privata italiana negli ultimi decenni del XIX secolo. Infine, dopo la crisi di fine secolo e la ricerca di nuovi sbocchi industriali nel campo della meccanica, con il nipote Guido la famiglia trova nella produzione e lavorazione della ghisa malleabile il suo ruolo novecentesco
Il welfare in Italia tra pubblico e privato : Un percorso di lungo periodo
La prima parte del volume esamina la storia dell'assistenza in ambito pubblico, con saggi sull'annona in età moderna e sui sistemi assistenziali, previdenziali e sanitari a partire dall'unificazione fino agli anni Settanta del Novecento. La seconda analizza la storia del welfare aziendale privato, con contributi sullo sviluppo del paternalismo industriale dell'Ottocento, sull'evoluzione delle opere sociali delle imprese nel Novecento fino agli anni più recenti e il caso della Pirelli negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso
Attrarre, formare e trattenere le risorse umane: evoluzione dell’impresa e paternalismo industriale in Italia nel XIX secolo
Alle origini del welfare aziendale : industria, manodopera e opere sociali degli imprenditori nell'Italia dell'Ottocento
Il saggio prende avvio dalle origini dell’industrializzazione italiana, delineando il passaggio dall’iniziale offerta di servizi primari – intesi in via prioritaria a fronteggiare il problema di una manodopera altamente fluttuante – a forme d’intervento più propriamente riconducibili al welfare d’impresa, introdotte anche in risposta all’emergere della «questione sociale» e giunte a compiuta realizzazione con i villaggi operai di fine secolo. Stabilizzare la forza lavoro educandola ai ritmi del lavoro industriale e prevenire i conflitti tra capitale e lavoro sono i due elementi chiave alle origini del welfare aziendale
La fragilità di un “falso distretto”. L’industria calzaturiera del Nord Barese alla prova della globalizzazione
La rappresentazione “becattiniana” del distretto si fonda, rielaborandola, su quella più antica di Alfred Marshall , che attribuisce a gruppi di imprese indipendenti, ognuna specializzata in una particolare fase della produzione e tutte dislocate nel medesimo contesto geografi co e socioeconomico,
la capacità di originare e condividere i “vantaggi delle industrie localizzate” che caratterizzano un distretto industriale. Si tratta di una particolare
tipologia di economie di scala derivanti dalle relazioni anche informali fra le imprese del distretto, che si traducono nella diffusione di conoscenze
e competenze, nella rapida circolazione delle informazioni relative alle specificità tecnico-produttive, nonché nella formazione e condivisione di servizi
complementari alla filiera produttiva e di un mercato del lavoro specializzato e qualificato. Il tutto concorre a creare quella forza di attrazione per servizi
alla produzione e manodopera specializzata che Marshall chiama “atmosfera industriale”. Nonostante l’elaborazione teorica e gli approfondimenti settoriali in tema di distretti industriali siano vastissimi3, nell’economia di questo contributo sarà sufficiente riferirsi a queste prime definizioni generali, fondative per lo studio del sistema distrettuale italiano e in grado di fornire una chiave interpretativa per comprendere l’ascesa e la crisi dell’industria calzaturiera del Nord Barese nella seconda metà del secolo scorso. Per quanto riguarda gli aspetti meramente descrittivi del percorso evolutivo del polo calzaturiero di Barletta, saranno illustrati rapidamente per lasciare spazio alla disamina delle anomalie costitutive del distretto, e per dimostrare come da queste abbiano avuto origine la sua vulnerabilità agli attacchi della concorrenza internazionale e le sue difficoltà a ripensarsi e rimodellarsi nelle forme di un vero distretto industriale. Anche l’analisi della riconversione dell’industria calzaturiera barlettana negli ultimi vent’anni rivelerà la capacità di reazione di singole aziende, in grado di «ricercare un proprio sentiero evolutivo fatto di una matrice complessa determinata da competenze e capacità tecnologiche, organizzative, imprenditoriali, di mercati e di prodotti». In un modello di distretto di origine marshalliana, invece, la ripresa sarebbe scaturita da quelle interdipendenze fra le imprese distrettuali che amplificano la quantità e la qualità del potenziale innovativo del singolo componente del sistema. Con la sua storia, il polo calzaturiero di Barletta testimonia in concreto che non tutte le concentrazioni territoriali di imprese, piccole, medie o grandi, diventano distretti industriali in forma compiuta
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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