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    In vitro corrosion resistance of titanium in fluorinated environment

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    The aim of this study was to evaluate the resistance to initial and ongoing corrosion of titanium samples in a fluorinated environment, according to specification G5/95 of the American Society for Testing and Materials (A.S.T.M.). Commercially pure titanium was used in the experimental tests. This was a grade 4 titanium in accordance with A.S.T.M. F67-89 Gd 4 (Fe 0.20, O 0.34, C 0.01, N 0.012, H 0.0006, Ti 99.4374). Three cylindrical samples with 6.35 ± 0.003 mm diameter and 20.00 ± 1 mm length were utilized in every solution. The potentiodynamic cyclic polarization tests were performed in two different solutions: 1) Fusayama artificial saliva 2) fluorinate solution with 0.5% NaF. The “ex novo” prepared solutions before each measurement were preserved at 37.5° C temperature and deaerated through azote gurgling, 24 hours before the experiment. 1 hour before polarization the samples were immersed in the electrolyte for recording and stabilizing corrosion potential. This operation simulates potentiometric test to measure the loss potential of the examined material. Afterwards, potentiometric tests, according A.S.T.M. G5/95 rule, were performed. The results indicate that the titanium resting potential becomes anodic in fluorinated environment and in such solution corrosive phenomena of titanium are facilitated. The exposure of titanium in artificial saliva with 0.5% NaF determines a radical reduction of breakdown and repassivation potential of titanium, making it more easily exposed to beginning and spreading of the pitting and crevice corrosion

    Protocollo di mantenimento dell’igiene orale nel paziente allettato.

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    I pazienti allettati sono individui di ogni età e sesso che per svariati motivi sono ospiti di reparti ospedalieri, istituzioni e case di riposo pubbliche e private nonché normali abitazioni private. La loro condizione impedisce normali spostamenti rendendo impossibile anche una visita odontoiatrica ambulatoriale. Questi pazienti, che per le loro condizioni di salute avrebbero la necessità di una parti- colare cura del cavo orale, sovente non sono nemmeno sottoposti a semplici procedure di igiene orale. Scopo del lavoro è di propor-re un semplice protocollo di mantenimento dell’igiene orale. In primo luogo è necessario compilare una cartella clinica riportante tutti i dati anamnestici con particolare attenzione alle patologie sistemiche in atto o pregresse, i relativi farmaci assunti ed eventuali abitudini voluttuarie ed alimentari. Successivamente il paziente viene sottoposto ad un accurato esame obiettivo del cavo orale con particolare riferimento alla presenza di eventuali lesioni delle mucose. In seguito vengono valutate le condizioni predisponenti all’accumulo di placca (ricostruzioni conservative, protesi fisse e rimovibili, carie, etc.) e l'igiene orale mediante il calcolo di indici di placca, di sanguinamento e di patina linguale. Valutata la situazione orale e stabilite le precauzioni da prendere in relazione alle condizioni del paziente si effettua una terapia personalizzata onde migliorare lo stato di salute e la qualità della vita. Il materiale occorrente consiste in un semplice kit per igiene orale che può essere adeguatamente modificato in relazione alle necessità del paziente. Nei soggetti con gravi difficoltà respiratorie è indispensabile, anche durante le manovre di igiene orale, utilizzare aspiratori per convogliare fuori dal cavo orale i liquidi. Una malattia che obblighi alla permanenza a letto per lunghi periodi non deve essere oltremodo aggravato d patologie orali derivanti da una scarsa igiene orale per cui è auspicabile una stretta collaborazione tra i reparti di lungodegenza e l’igienista dentale

    Protocollo di mantenimento dell’igiene orale nei pazienti affetti da coagulopatie

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    Scopo del lavoro è presentare un protocollo di igiene orale domiciliare e professionale da applicare a pazienti affetti da malattie della coagulazione prima che essi possano essere sottoposti a trattamenti odontoiatrici di media o elevata invasività. Questi pazienti sono speciali, poiché anche trattamenti dentali di routine possono mettere a rischio la loro vita. Il ruolo preventivo dell’igienista dentale quindi si dimostra di fondamentale importanza. Occorre inserire il coagulopatico in un piano di prevenzione globale, fin da piccolo, che comprenda fluoroprofilassi, sigillatura dei solchi, igiene orale professionale e domiciliare, e richiami periodici frequenti. È stato proposto il protocollo che comprendeva le seguenti tappe: istruzione e motivazione all’igiene orale; sondaggio parodontale; ablazione del tartaro e levigatura radicolare; cure di mantenimento. Il paziente dovrà essere informato e addestrato ad utilizzare tutti gli strumenti necessari per la prevenzione orale con indicazioni e consigli personalizzati. Per questo tipo di pazienti è preferibile l’utilizzo di spazzolini a setole morbide, di dimensioni ridotte, ricordando che uno spazzolamento troppo intenso potrebbe provocare gengivorragie. Nei pazienti con piastrine al di sotto dei livelli di guardia (<20.000/mm3) il controllo della placca sarà eseguito con mezzi chimici quali la clorexidina allo 0,2% (in alcuni casi 0,12%), in soluzione non alcolica, e il bicarbonato di sodio, un cucchiaino da tè in 250-500 mL di soluzione fisiologica. La profondità di sondaggio dovrà essere eseguita con estrema delicatezza onde evitare possibili lacerazioni dei tessuti. La detartrasi dovrebbe essere preceduta e seguita da sciacqui con acido tranexamico, come da protocollo, nella sola giornata della terapia. Nell’ambito dell’assistenza a questi pazienti, per minimizzare i rischi emorragici è opportuno agire a livello preventivo con un preciso timing di controlli odontoiatrici e con un programma di igiene orale individualizzato per ogni singolo paziente

    Importanza del controllo della placca nella preparazione del paziente parodontale

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    Scopo del lavoro è stato la valutazione dell’importanza del controllo della placca nel trattamento del paziente parodontale con tasche di profondità <5 mm. Il campione era costituito da 50 pazienti (n. 29 maschi, n. 21 femmine, età media 45,3 2a) con gradi variabili di parodontite classificata secondo l’American Accademy of Parodontology (1999). Dal presente lavoro sono stati esclusi i fumatori. Ogni paziente è stato sottoposto preventivamente ad un’accurata valutazione anamnestica, comprendente anche dati sulla motivazione e collaboratività. In seguito, è stata eseguita una sistematica indorale. L'esame obiettivo ha permesso la compilazione di una cartella parodontale personalizzata riportante i seguenti: a) indice di placca secondo Silness e Loe) indice di sanguinamento secondo Saxer e Muhlemann) profondità di sondaggio in 6 siti d) grado di valutazione delle formazioni e) recessioni f) mobilità dentale. Nella seduta successiva il paziente è stato sottoposto ad un’ablazione del tartaro, manuale e/o ad ultrasuoni, ed alla lucidatura delle superfici dentarie mediante l’utilizzo di coppette di gomma e pasta da profilassi. Il tempo medio impiegato per ogni paziente, compresa la motivazione, è stato di 60”. Il paziente è stato congedato con indicazioni precise per il controllo meccanico e chimico (clorexidina 0,2% sciacqui 2 volte/die per 1 settimana ogni 4 settimane) della placca. Dopo sei otto settimane il paziente è stato sottoposto a root-planning nei siti con sondaggio > 3mm. Il tempo impiegato per il trattamento di ogni sestante è stato di circa 45°. Dopo circa sei settimane dalla fine del root planning sono stati rivalutati tutti i pazienti con compilazione di una nuova cartella parodontale. I risultati ottenuti hanno confermato la efficacia della terapia non chirurgica in tasche £5 mm. Inoltre dai dati in nostro possesso possiamo affermare che l'elemento di maggiore importanza ai fini del successo terapeutico sembra essere l'osservanza di un valido controllo di placca, sia domiciliare che professionale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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