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L’edilizia residenziale lungo l’arco costiero nord-orientale, tra il Lacus Timavi e Grignano
Nella nostra proposta di restituzione del paesaggio costiero antico attraverso lo studio delle evidenze archeologiche ed in particolare delle unità residenziali e degli approdi a quelle connesse, risultano particolarmente rilevanti due aspetti: la loro valenza come markers dell’evoluzione geomorfologica e delle variazioni relative del livello del mare e l’omogeneità delle forme e dei modi del popolamento costiero.
L’area più occidentale, coincidente con il lacus Timavi, è quella che più violentemente è stata alterata dall’azione dell’uomo: in antico doveva essere caratterizzata da una laguna protetta probabilmente da isole, con un’ampia zona boschiva verso terra e insediamenti di vario genere lungo o in prossimità delle acque dolci e salate: particolarmente significative, oltre ai luoghi di culto, ai centri produttivi e termali, appaiono le residenze, sempre dotate di approdi, che punteggiano le rive di questo sistema endolagunare.
Alla laguna costiera del Lacus Timavi ed a Castellum Pucinum seguiva un tratto di costa alta, meno ospitale, comunque segnata da attività di intenso sfruttamento delle risorse: la zona tra Duino/Sistiana e Grignano, che aveva alle spalle una fiorente industria di estrazione litica, cui erano connesse alcune delle ville individuate sul ciglione carsico. Probabilmente, visto dal mare, il paesaggio tra Sistiana e Trieste non doveva essere molto dissimile dall'attuale: ville su più livelli, basse e dissimulate tra la vegetazione, con piccoli approdi sul mare, comuni forse a più insediamenti.
L’analisi recente del numeroso materiale manoscritto lasciato da Alberto Puschi ha aperto nuove ed interessanti vie d’indagine. In particolare, il panorama dei siti archeologici a noi noti nell’area tra Monfalcone e Grignano si è arricchito di notizie inedite e ha permesso di precisare ulteriormente l’assetto residenziale di questo comparto
Produzione e circolazione di anfore in Adriatico tra III e IV secolo: dati da contesti emblematici
Lo studio delle anfore da trasporto rinvenute nei contesti dell’alto e del basso Adriatico qui presentati permette
di delineare, per il III e il IV sec. d.C., linee di tendenza e aspetti comuni, individuabili nella contrazione
delle produzioni italiche cui fanno da contrappunto l’egemonia delle anfore orientali e il progressivo incremento
delle importazioni nordafricane. Queste dinamiche rientrano in una koiné adriatico-padana, che riflette il modello
del commercio di redistribuzione, di cui sono protagonisti grandi ports of trade, come Aquileia e Brindisi lungo la
costa occidentale, cui si affianca una serie di approdi minori satelliti.
The study of transport amphorae from some northern and southern Adriatic sites shows common features and trends.
During III-IV century A.D., the supremacy of eastern Mediterranean amphorae and the increase of importations
from North Africa occur, while the Italic productions vanish almost completely. These dynamics are part of an Adriatic
Sea/Po Valley koiné that reflects a redistribution pattern, where the protagonists are big ports of trade – for instance,
Aquileia and Brindisi along the western coast – with some others satellite landing-places
Il paesaggio costiero dell’arco adriatico nord – orientale: Il Lacus Timavi, da Sistiana a Trieste, la penisola muggesana
Il lavoro espone alcuni dei dati scaturiti dal progetto Interreg Italia-Slovenia "AltoAdriatico" (resp. scientifico Rita Auriemma), nell'ambito del quale è stata condotta una pluriennale ricerca di archeologia dei paesaggi costieri, sui modi, le forme e le fasi del popolamento antico e del paleopaesaggio lungo la costa della provincia di Trieste e della Slovenia. In particolare, la costa tergestina, che mostra elementi di forte univocità, è però più esattamente una successione di comparti caratterizzati da aspetti peculiari: l’area delle Bocche del Timavo-Villaggio del Pescatore, l’alta costa rocciosa da Duino/Sistiana a Grignano, il centro urbano e il suo suburbio, da Barcola a Servola, la penisola muggesana e le valli limitrofe. Il contributo si articola nella trattazione dei vari comparti, fatta eccezione per quello dell’area cittadina e suburbana, nel quale sono comprese da un lato la villa di S. Sabba dall’altro quella di Barcola, oggetto di studi monografici e recenti riletture
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Paesaggi costieri dal Timavo alla penisola muggesana: merci e circuiti preferenziali
L'articolo presenta i dati emersi dallo studio dei materiali ceramici di età romana restituiti dai siti della fascia costiera di Trieste, in particolare dall’area delle Bocche del Timavo e dalla penisola muggesana. La precocità dell’aspetto cronologico emerge con particolare evidenza nei siti di “Casa Pahor” e di “Palazzo d’Attila” nell’area delle risorgive del Timavo, che sembrano pertinenti un complesso architettonico unitario. Analoga precocità cronologica si registra nel vicino deposito di Punta dei Cocci e nel Terzo Ramo del Timavo, entrambi sotto il livello del mare.
A Stramare, presso Muggia, particolarmente ricco è il repertorio di ceramica grigia, la cui datazione precoce, risalente alle fasi di prima romanizzazione, unitamente all’abbondanza dei rinvenimenti, ha fatto ipotizzare la presenza in loco di un’area produttiva.
Altri fenomeni degni di nota sono l’eterogeneità delle evidenze e la pluralità dei mercati.
Il nucleo di materiali subacquei dal Terzo Ramo del Timavo è quello che riflette una maggiore pluralità di presenze, a conferma della vocazione emporica e della precocità del sistema portuale endolagunare; la fase romana è documentata da un ventaglio di classi e produzioni.
Nel deposito di Punta dei Cocci particolarmente interessante risulta l’insieme delle sigillate – italiche e galliche - che documentano una frequentazione dell’area dall’età augusteo-tiberiana a quella trainaea con una massiccia concentrazione di pezzi inquadrabili in età claudio-neroniana.
I contenitori da trasporto evidenziano il rapporto privilegiato con la pars orientalis del Mediterraneo, analogamente a quanto accade anche in altri siti adriatici: i contenitori provenienti dall’area egea e pontica superano le presenze africane e sono secondi alle produzioni italiche.
Le produzioni adriatiche caratterizzano, in misura maggiore o minore, tutti i contesti da noi esaminati. Rappresentano comunque, in tutti i casi, il blocco maggioritario, con alcuni – lievi – décalages temporali.
Gli indici di presenza delle produzione iberiche sono quasi trascurabili, fatta eccezione per le anfore betiche da salagione (Dressel 9) riutilizzate in opere di bonifica. Le anfore iberiche e le sigillate sudgalliche potrebbero essere testimoni di un legame privilegiato tra l’area del Castellum Pucinum e il Mediterraneo occidentale
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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