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La Sezione Ligia (Fasano) Meisn. del genereThymelaeaP. Miller (Thymelaeaceae) in Italia
Nell'ambito del genereThymelaeaceaeP. Miller
(Thymelaeaceae) la sez. Ligia (Fasano) Meisn.,
nell'accezione proposta da TAN (Notes R. B. G. Edinb.,
38:149-164, 1990), comprende sei entità delle quali
quattro annuali, tutte afferibili al complessoThymelaea
passerina(L.) Cosson et Germ. e due perenni, entrambe
mediorientali e fortemente correlate tra loro. Questa indagine, condotta nell'ambito di ricerche di tipo biosistematico, tassonomico e corologico compiute
sull'intera famiglia (URBANI, Tesi di Dottorato, 1989;
Taxon 40: 493-495, 1991; Webbia 46(2): in stampa), ha
portato alla circoscrizione delle unità sistematiche
italiane e della loro distribuzione
Testing the convergence hypothesis: a longitudinal and cross-sectional analysis of the world trade web through social network and statistical analyses
Different theoretical perspectives support opposite views on convergence: although the dominant view is that convergence is the inevitable outcome of globalization, divergentists (that is, world-system economists and, potentially, also evolutionary geographic ones) argue that convergence forces could be annihilated by the need to keep power relationships within the international division of labor. Even when limiting the convergence issue to international trade, the debate has so far been inconclusive, because various studies have dealt with different and/or short time series or selected too small and different sets of countries. Moreover, none of these studies have analyzed trade patterns and have instead been limited to the aggregate value. Here, through a social network analysis, we examine the world trade patterns from 1980 to 2016 (1980–1992, 1993–2007 and 2008–2016) of at least 164 countries, which have been divided into import and export patterns and into four groups of countries: from core countries to far periphery ones. We test the convergence hypothesis in two directions: the level and trend of convergence, and its possible determination by means of structural or economic globalization, measured in terms of exchanges density and economic values, respectively. We have found that the convergence hypothesis only seems to be confirmed when considering the pure structural aspect and core countries. Conversely, economic convergence—which also includes the structural dimension—has been found to be high for core countries and to increase over time. Moreover, our analysis shows that economic globalization influences convergence, albeit in a strongly negative way. Therefore, our findings seem to support divergentists and the convergence hypothesis should be rejected
Parchi urbani: criteri per gli interventi tecnici
La rinnovata attenzione verso lo spazio pubblico delle grandi e piccole città pone con crescente urgenza un governo del territorio capace di orientare i numerosi interventi finalizzati alla riqualificazione e manutenzione degli spazi esistenti o alla corretta realizzazione di quelli nuovi, verso una visione organica di intervento tesa alla promozione della qualità dell’ambiente urbano.
Tra gli spazi pubblici dei centri abitati un ruolo significativo è assunto da aree verdi, parchi e giardini urbani, i quali si configurano come piccoli, ma significativi spazi naturali nel fitto sistema edificato delle città, capaci di generare fattori di benessere sia percettivo che ambientale.
Nella città di Napoli l’Amministrazione Comunale ha avviato, negli ultimi anni, un interessante lavoro di recupero dei parchi e giardini esistenti, nonché ne ha promosso la realizzazione di nuovi nell’ambito di una politica territoriale che vede la rete degli spazi verdi come uno dei settori strategici per il miglioramento delle condizioni di vivibilità e fruizione della città. A tal fine il Dipartimento di Progettazione Urbana dell’Università degli Studi di Napoli, a seguito di una convenzione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, ha svolto uno studio sui Processi tecnologici per la riqualificazione e la realizzazione delle aree verdi e dei parchi urbani a Napoli, attraverso il quale ha teso a fornire uno strumento di conoscenza e di supporto agli interventi sul verde urbano. Tra i prodotti della ricerca vi sono le linee guida per la progettazione dei parchi urbani, il cui obiettivo fondamentale consiste nel promuovere una unica strategia di intervento per i parchi e i giardini napoletani, che possa, da un lato, essere un riferimento per la stesura dei progetti e così garantire qualità diffusa degli interventi e, dall’altro, essere un riferimento per il controllo delle varie proposte progettuali. Con le linee guida si sono elaborate raccomandazione operative per il raggiungimento di requisiti prioritari quali sicurezza, riconoscibilità dei caratteri architettonici e costruttivi, benessere, fruibilità, gestione, mirando, nel contempo, a garantire la sostenibilità degli interventi che significa promuovere l’uso di materiali e tecniche con ridotto impatto ambientale, favorire interventi compatibili con le caratteristiche naturali dei luoghi destinati a parchi e giardini, sostenere interventi e soluzioni tecniche durevoli, che limitino le operazioni di manutenzioni, riduzione dei costi ambientali favorendo soluzioni fondate sul basso consumo energetico. Inoltre le linee guida formulate si configurano come uno strumento di supporto alla progettazione teso alla definizione delle soluzioni tecniche che di fatto individuano nel dettaglio costruttivo l’elemento fondamentale per tradurre l’atto ideativo in atto concreto, senza delegare ad altri operatori ed ad altri momenti del processo la definizione delle parti costitutive del manufatto architettonico. Il progetto si presenta così come atto inventivo e costruttivo insieme
Silenzi urbani
Nel nostro immaginario città e silenzio sono perlopiù antitetici. In parte perché la nostra esperienza quotidiana è effettivamente questa. In parte perché si è consolidata nel tempo una narrazione che fa della città e del silenzio due figure idealmente contrapposte, riconducibili a mondi e modi di essere differenti, distanti, apparentemente inconciliabili. A pensarci bene, però, le città non sono solo rumore. Nei tessuti urbani, infatti, non mancano luoghi dove comunemente dimora il silenzio. Che non è solo una condizione sonora ma qualcosa di più profondo che connota il nostro modo di vivere e abitare le città. Si tratta di silenzi eloquenti che dovremmo imparare ad ascoltare per comprendere davvero ciò che ci circonda
Salapia: paesaggi urbani dell’Apulia adriatica
Paesaggi urbani dell’Apulia adriatica. Il caso di Salapia
Progetti urbani v/s Architettura Urbana
A Urbino, Berlino e Baltimora sono custoditi tre dipinti su legno noti come “Tavole della Città Ideale”. Gli spazi della città che queste rappresentazioni emblematizzano sono caratterizzati da equilibrio e perfezione formale basati non solo sul valore degli edifici ma anche sul sistema di relazioni che essi stabiliscono mutuamente conformando lo spazio pubblico. È stato scritto che esse non sono “vedute ideali” ma piuttosto “virtuali”: «Una veduta ideale è costituita dalle Carceri di Piranesi, perché gli edifici rappresentati non sono costruibili, non potendosi trarre informazioni sulle piante, prospetti e sezioni. Cosa che ne la Città Ideale è al contrario possibile»1 : possibile perché in quella città ci sono regole, metriche e misure riconoscibili, intelligibili e condivise. Alcune delle architetture delle Tavole sono oltre che riconoscibili anche nominabili: palazzo Rucellai a Firenze, il tempio Malatestiano di Rimini, la facciata di Santa Maria Novella ma anche, nella tavola di Baltimora, il Colosseo e l’arco di Costantino. “Città ideali” dunque, ma anche “Città analoghe” come i Capricci del Canaletto dove la composizione architettonica dello spazio ci restituisce immagini di una Venezia tanto irreale quanto verosimile. Allo stesso modo, con un ulteriore salto temporale, la Città Analoga di Arduino Cantafora, “Manifesto” della XV Triennale di Milano la cui Sezione Internazionale di Architettura fu, nel 1973, curata da Aldo Rossi, rappresentò un momento significativo nella costruzione di una linea di pensiero sulla relazione inscindibile tra architettura e città
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