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    La volta a ombrello di Cappella Pazzi a Firenze

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    I dati acquisiti in seguito ad una approfondita campagna di rilievo integrato dell’ambiente interno di Cappella Pazzi a Firenze hanno permesso la formulazione di differenti ipotesi sulla genesi geometrica della volta ad ombrello posta a copertura e l’immediata comparazione di queste ultime con il modello a nuvola di punti frutto del rilievo digitale. Partendo dal presupposto che il peculiare assetto assunto dalla struttura progettata dal Brunelleschi non possa prescindere da fattori tecnico-strutturali relativi ai materiali impiegati ed allo spessore della volta , le teorie indagate hanno tentato di relazionare coerentemente struttura e forma assumendo i piani di allettamento dei mattoni come ipotetici piani di sezione a cui fare appartenere gli archi generatori (verticali, orizzontali o obliqui) delle “vele” della volta a ombrello. Nonostante tale premessa restringa già notevolmente il campo delle ipotesi plausibili e verificabili, il passaggio dalla forma concettuale al modello digitale di ciascun caso indagato ha richiesto un’ulteriore riduzione delle variabili di partenza. Una significativa semplificazione ha riguardato infatti la geometria generale della volta, suddivisa in dodici parti uguali e composta da costoloni assimilati ad archi di circonferenza appartenenti alla stessa semisfera che sorreggono le “unghie” a doppia curvatura dell’ombrello

    Modelli digitali per lo studio del Patrimonio Intangibile: il caso di Carloforte

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    Nel più ampio contesto del bacino del Mediterraneo, mosaico di storie, luoghi, arte ed insediamenti urbani, la vicenda della “nazione tabarkina” diventa un simbolo tangibile di diffusione di una cultura “minoritaria” mediante l’esportazione dei suoi caratteri peculiari e dei suoi modelli architettonici. Dietro ai complessi avvenimenti che hanno indotto parte della popolazione di Pegli (Genova) a migrare sull’isola tunisina di Tabarka e da lì verso le isole di S. Pietro e S. Antioco in Sardegna e l’Isla Plana di fronte ad Alicante è possibile leggere l’evoluzione e la trasformazione dei tratti distintivi dell’insediamento urbano originario riproposti e reinterpretati nelle successive colonie mediterranee. Se da un punto di vista sociale e storico gli studi delle vicende tabarkine hanno permesso una completa comprensione delle dinamiche e delle modalità secondo le quali ha avuto luogo il progressivo trasferimento di uomini, conoscenza e cultura, la mancanza di un adeguato approfondimento in campo architettonico ed urbano ha reso fino ad oggi parziali i risultati di questa ricerca multidisciplinare. L’indagine svolta dall’unità di ricerca del Dipartimento di Architettura di Firenze in collaborazione con quella dell’Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Valencia sugli insediamenti di Tabarka (Tunisia), Carloforte (isola di S. Pietro), Calasetta (isola di S. Antioco) e Nueva Tabarca (Isla Plana) mediante l’impiego degli strumenti del disegno e del rilievo ha consentito di evidenziare le principali costanti e variabili di tale processo, inequivocabilmente impresse nella conformazione del tessuto urbano e nella tipologia edilizia ripetuta nei differenti centri urbani

    Modelli digitali e percezione del colore: i 36 progetti della IV triennale di Monza

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    I “36 progetti di ville di architetti italiani” presentati al concorso d’architettura bandito dal Direttivo della IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative ed Industriali Moderne tenuta a Monza nel 1930 mostrano un panorama professionale molto ampio, uno spaccato interessante per la comprensione del cambiamento del contesto architettonico di quegli anni che sarebbe maturato più tardi nel razionalismo italiano [1]. Il ridisegno analogico e digitale delle 36 architetture progettate è, a nostro giudizio, un importante momento di riflessione non solo sulla forma ma anche sulla comunicazione dei valori “cromatici” del linguaggio architettonico accuratamente declinato dai 42 progettisti, sia negli interni sia negli esterni. Com’è stato già segnalato in alcuni lavori precedenti [2, 3, 4] certe proposte seguono riflessioni personali sviluppate dall’autore, altre si legano - in continuità o con impulsi di rottura - a fattori più ampi appartenenti alle teorie delle correnti architettoniche e artistiche dell’epoca. La realizzazione dei modelli digitali 3D di questi spazi architettonici mai realizzati, avvenuta a cura degli studenti del Corso Integrato di Tecniche della Rappresentazione dell’Architettura della Facoltà d’Architettura di Ferrara (prof. G. Mele, prof. M. Incerti), costituisce un importante momento di conoscenza sia del materiale grafico prodotto degli architetti per quel concorso (l’analisi di tali disegni necessaria per l’elaborazione del modello tridimensionale ha reso evidenti molte incongruenze), sia della fruizione percettiva di aspetti morfologici e qualità cromatiche degli edifici solo progettati. Molto interessante è anche la riflessione sull’influenza del colore dei paesaggi nei quali i progetti sono stati inseriti. I cromatismi assumono corpo grazie ai render e ai filmati, favorendo dunque la comprensione del ruolo del colore e delle sue teorie nell’architettura degli anni trenta. Lo spazio virtuale facilita e accresce così la conoscenza percettiva dell’architettura, consentendo un diverso modo di appropriarsi dello spazio: di visitarlo virtualmente, di riviverlo, di riconsiderarlo

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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