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    Preliminary investigations of the Bryophyte Flora in the Hazel Groves of the Aveto Regional Natural Park (Ligurian Apennines)

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    This study investigates the bryological diversity of six hazel groves in the Val d’Aveto Regional Natural Park. The sampling sites were selected between the municipality of San Colombano Certenoli and Mezzanego and they represent both managed and abandoned cultivations. The study of bryophyte diversity is part of a broader floristic characterization of the hazel groves in Aveto Park, aimed at further enhancing these crops, which are already recognized with a cultural and agri-food value. To conduct the investigations, 99 mosses were sampled in three different substrates (soil, rock and bark)

    Le Archeidi di Giulio Turcato problematiche conservative e proposte di intervento

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    Le Archeidi, gruppo scultoreo composto da cinque elementi realizzati con laminati di ferro a struttura tubolare assemblati artigianalmente, sono alte circa quattro metri e il loro ingombro varia tra gli ottanta e i novanta centimetri. Vennero realizzate da Giulio Turcato nel 1989 per la città di Salerno, in occasione della prima edizione di “Salerno Incontri d’Arte”, parallelamente alla mostra “Giulio Turcato per/Corso”, tenutasi in tre gallerie della città “La Bottegaccia”, “Il Catalogo” e “La Seggiola”. Il gruppo scultoreo era composto da quattro elementi che erano stati scherzosamente definiti dal maestro “aculei” e da un quinto che ricordava le sembianze di un “fiore”. Purtroppo, appena le opere vennero collocate lungo il percorso cittadino, una subì un atto vandalico mentre un’altra venne trafugata. Le cinque sculture furono realizzate, seguendo il progetto dell’artista, nella bottega di un fabbro salernitano e successivamente trattate cromaticamente. Le ragioni principali del degrado delle Archeidi sono legate alla collocazione in ambiente esterno e al fatto che l’aspettativa di vita dei materiali utilizzati non garantisce la durabilità del gruppo scultoreo. Quattro strutture, di proprietà del Comune di Salerno, si presentano oggi in un precario stato di conservazione, aggravato dall’umidità dello spazio dove sono conservate. Ad un’osservazione preliminare si riscontra un viraggio completo dei colori e la presenza diffusa di ruggine. Le opere, dopo un accurato intervento di restauro, attendono di trovare una nuova collocazione che risponda alle necessità di una buona conservazione e al tempo stesso alla natura di “opera ambientale” così come ideata dall’artista

    Experiencing innovative biomaterials for buildings: Potentialities of mosses

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    Vertical greening systems and green roofs provide ecosystem services in the urban context. Despite the important benefits they provide, economic (initial and maintenance costs) and environmental issues may limit the widespread diffusion of these greening systems. Mosses can be a low-cost and low-maintenance alternative green envelope for large-scale application on existing urban and industrial buildings thanks to their low requirements in terms of growing substrates, low amount of water and nutrients needed, and high desiccation tolerance. The study assesses the’ growing ability of mosses on building materials and low-cost materials, by means of growing tests performed under controlled environmental conditions on horizontal and vertical surfaces. Moss growth depends mainly on the physical characteristics of the materials, although an acidic moss mixture improves species richness. Results show different surface coverage: capillary matting > cement plaster > lime plaster > terracotta brick > slate > quartzite. The water retention capacity and its homogeneous distribution on the growing surface are the limiting factors for moss growth

    TEMPOROMANDIBULAR DISORDERS, POPULATION PECULIARITIES: A CASE STUDY

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    L’affermazione sostenente che i disordini temporomandibolari mostrano un picco di prevalenza intorno ai 40 anni è valida se si considerano queste patologie nel loro complesso. In una recente indagine epidemiologica condotta su 462 pazienti affetti di cui 95 maschi e 367 femmine si è evidenziata nella distribuzione dell’età della popolazione campione l’esistenza di due picchi di età. In particolare questa indagine ha permesso di identificare due distinti gruppi di pazienti che presentano due diverse distribuzioni di età, raffiguranti due diverse e caratteristiche linee di tendenza che si combinano in modo da formare una tipica curva di distribuzione di età nella popolazione dei pazienti colpiti da disordini temporomandibolari: il primo costituito dai pazienti che presentavano dislocazione del disco considerata singolarmente o abbinata ad un disordine miofasciale e/o artralgia che mostrava un’età media attorno ai 35 anni. il secondo costituito dai pazienti affetti da patologie infiammatorio-degenerative che mostrava un ‘età media attorno ai 50 anni. SCOPO DEL LAVORO: verificare se questa distribuzione sia reale o sia inficiata dalla distribuzione dell’età della popolazione pavese o dall’età dei pz che afferiscono al Poliambulatorio di Odontoiatria del Dipartimento di Scienze Clinico – Chirurgiche – Diagnostiche e Pediatriche dell’Università di Pavia

    Indagini briologiche in alcune faggete del Parco dell’Aveto (Appennino Ligure)

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    Il presente studio si propone di approfondire le conoscenze sulla componente briofitica dell’habitat 9110, ovvero i Faggeti del LuzuloFagetum, un habitat protetto dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea, in tre Zone di Conservazione Speciale (ZSC) situate nel Parco Naturale dell’Aveto

    Le sorgenti calcaree pietrificanti in Liguria: dati preliminari

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    dispetto delle piccole dimensioni, le sorgenti sono habitat di grande valore ecologico che, specialmente negli ambienti aridi, influenzano significativamente l’ecosistema circostante (Odum 1971, Cartwright et al. 2020). Le sorgenti calcaree pietrificanti, fitosociologicamente riferibili all’alleanza Cratoneurion commutati Kotch. 1928, sono caratterizzate essenzialmente da tre fattori: l’origine sorgiva delle acque, la deposizione attiva di calcare e la peculiare vegetazione. Attualmente il “Cratoneurion” è l’unico habitat legato alle sorgenti protetto dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” in Italia, essendo riconosciuto come habitat di interesse comunitario prioritario ‐Cod.7220* “Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion)”. A causa della difficoltà di individuazione e delle dimensioni spesso molto piccole delle tessere, la sua presenza è frequentemente sottostimata. Ad esempio, nel database cartografico di Regione Liguria, fino al 2021, erano presenti solo 16 siti nelle Alpi Liguri. È perciò in corso la ricerca di nuovi siti su tutto il territorio ligure e lo studio della vegetazione presente in essi, composta in maggioranza da muschi ed epatiche, ma ospitante anche alcune piante vascolari di pregio (Zeichmeister, Mucina 1994, Mariotti 2008). Grazie alle indagini cartografiche basate sull’elaborazione di dati di litologia, carsismo, geomorfologia, quota e segnalazioni floristiche storiche di specie spesso associate all’habitat (principalmente Pinguicula vulgaris L.), si è riusciti ad individuare alcune aree di presenza potenziale dell’habitat; l’esplorazione in campo ha quindi portato all’individuazione di 61 siti potenzialmente riconducibili al “Cratoneurion”, ubicati principalmente in provincia di Imperia e Savona, attualmente sotto studio mediante rilievi vegetazionali. Lo scopo primario del lavoro è quello di creare un database georeferenziato che renda possibile una valutazione sullo stato di conservazione ed eventualmente l’organizzazione di interventi di gestione da parte degli enti gestori delle aree protette. A fronte dei rilievi eseguiti, di cui non è ancora terminata l’identificazione dei campioni, sono già state individuate quattro specie non più segnalate in Liguria: due muschi, un’epatica e una pianta vascolare. Questo sottolinea la mancanza di conoscenze sulla biodiversità delle sorgenti in Liguria e in generale nell’area biogeografica mediterranea (Pascual et al. 2020), che necessiterebbe di ulteriori indagini sotto questo aspetto
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