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Connessione e segregazione nella dinamica relazionale psicoterapeutica
Il presente lavoro presenta delle riflessioni nell’ambito dell’intervento clinico con bambini in età prescolari che manifestano disturbi della condotta alimentare. Tali riflessioni emergono dalla rilettura di un creativo e profondo lavoro di G. Galli “Contiguità e continuità fenomenica”, che aiuta a ritrovare in ambito relazionale (quale quello della clinica psicologica) i costrutti che la Psicologia della Gestalt ha elaborato in ambito percettivo a proposito dei fenomeni di continuità e contiguità fenomenica. La ricerca effettuata da Galli ci consente di leggere, secondo un proficuo approccio gestaltico, la dinamiche relazionali che si svolgono nel caso presentato (personalmente seguito da Elena Trombini) di un bambino di 4 anni con gravi disturbi dell’alimentazione. Viene evidenziata l’ambivalenza materna nella relazione con il bambino (che si alimenta esclusivamente con pasti liquidi assunti tramite biberon), che evoca una possibile relazione fusionale. L’ambivalenza osservata esprime un’oscillazione clinica fra contiguità che favorisce la separazione-individuazione e continuità che caratterizza la relazione simbiotica-fusionale. Per la valutazione e l’intervento clinico viene proposta la metodologia della Giocoterapia Focale nel contesto allargato bambino/genitori (Trombini, Trombini, 2006). Vengono presentate le tappe del lavoro terapeutico che ha consentito alla diade madre-bambino di separarsi-individuarsi e procedere verso un pieno raggiungimento delle capacità autonome del bambino
Food refusal in preschool-age children
Questo capitolo si occupa di presentare al lettore una modalità di intervento per i bambini in età prescolare con disturbi della condotta alimentare ed evacuativa. Il capitolo si articola in sei sezioni che partono da un approfondimento delle sfere dell’alimentazione e dell’evacuazione come aree privilegiate per l’osservazione e monitoraggio del raggiungimento dell’autonomia del bambino, obiettivo cui è possibile arrivare in presenza di una buona sintonizzazione affettiva con i genitori. Si arriva poi alla proposta della Giocoterapia Focale (GF), sviluppata da Giancarlo Trombini, quale metodologia specifica di intervento per i casi in cui il blocco nel raggiungimento di tale traguardo si manifesta con un disturbo alimentare e/o evacuatorio da parte del bambino. In specifico, queste pagine integrano la GF alle tecniche di Consultazione Partecipata (CP) di Dina Vallino, proponendo una forma di trattamento che tenga conto delle esigenze del bambino concomitantemente a quelle dei genitori. La cornice teorica di tale modello di intervento è di tipo psicoanalitico e pertanto, nel contesto di un setting dalle regole salde, vengono valorizzati il qui e ora dell’incontro con bambino e genitori, l’ascolto e l’individuazione dei vissuti e delle problematiche soggiacenti i sintomi. In questo modo si possono riattivare, con il sostegno del terapeuta, le modalità creative con cui genitori e figli riescono a procedere insieme lungo percorsi di crescita. La GF consente di mettere in risalto le caratteristiche dell’autonomia nel rapporto con il cibo e con i contenuti evacuativi. Essa si basa infatti su un punto di partenza organizzato che permette al bambino di esprimere la motivazione a fare da solo in una condotta autoregolata e che, contemporaneamente, sviluppa l’alleanza con i genitori e l’integrazione del gruppo familiare. Offre pertanto un nuovo sistema di riferimento, così da favorire nel bambino un comportamento adeguato alle reali esigenze del suo sviluppo
Disturbi alimentari in età prescolare: la Giocoterapia Focale nel contesto allargato bambino-genitori
Il lavoro presenta una metodologia clinica, sia diagnostica che terapeutica, utilizzata proficuamente per i disturbi alimentari in età prescolare. La letteratura inerente i disturbi alimentari in età evolutiva evidenzia l’importanza di valutare le caratteristiche individuali del bambino e le sue relazioni all’interno della famiglia, che possono essere all’origine di una difficile corrispondenza tra gli stili autoregolativi e di comportamento del bambino e le aspettative degli adulti. Gli approcci clinici si focalizzano sulla qualità della relazione bambino/adulto e sono orientati all’identificazione precoce e all’intervento sulle relazioni disfunzionali con le figure primarie di accudimento per prevenire l’insorgenza di disturbi individuali successivii. Nei quadri clinico-diagnostici assumono una particolare rilevanza i disturbi del comportamento alimentare che esprimono una protesta psicosomatica, alla cui base si rintraccia una frustrazione (da parte dell’adulto) della motivazione nel bambino a fare da solo in campo alimentare. Nell’ambito dell’intervento a orientamento psicoanalitico, viene presentata la Giocoterapia Focale (GF), ideata da G. Trombini per i disturbi della condotta alimentare ed evacuativa in età prescolare, inserita da E. Trombini nel campo diagnostico-terapeutico allargato ai genitori. La GF consente di mettere in risalto le caratteristiche dell’autonomia nel rapporto con il cibo e con i contenuti evacuativi. Essa si basa su un punto di partenza organizzato che permette al bambino di esprimere la motivazione a fare da solo in una condotta autoregolata in alleanza con i genitori. La GF, in un contesto allargato bambino/genitori, consente al terapeuta: 1. di osservare le modalità comportamentali dei genitori ostacolanti o facilitanti la condotta autoregolata del bambino nei confronti del cibo; 2. di allestire un intervento terapeutico che aiuti anche i genitori a prendere parte al gioco e a cogliere il significato psicologico del comportamento alimentare. Attraverso casi clinici vengono osservati i comportamenti genitoriali ostacolanti e favorenti il processo terapeutico. Vengono quindi presentate le trasformazioni, durante la GF, dei comportamenti e delle dinamiche relazionali bambino/genitori inerenti il campo alimentare che si accompagnano alla scomparsa dei sintomi
Innovation Processes in the Car Industry: New Challenges for Management and Research
Over the past decades the development of a car has become a complex activity involving skills and resources from a variety of industries and actors, and requiring the accomplishment of tight regulatory norms and market needs.
Technological and market forces have led incumbent firms to radically change the organization of their innovative activities, shifting from a closed vertically innovation model to a distributed one. The aim of this study is to review the main challenges carmakers are currently facing and the organizational and strategic solutions adopted to perform innovative and development activities within vertically
fragmented networks. The chapter casts light on the organizational and strategic challenges of downstream development activities, then it also tries to overview the strategic role of up-front research activities, namely the research activities leading to patenting. The main changes brought by the distributed innovation model on new product development activities are discussed, focusing on the principles guiding outsourcing decisions and the governance mechanisms carmakers use to manage networks of external suppliers. The study, then, reviews the role of patenting in the industry as a means for carmakers to appropriate
value from innovation in vertically fragmented networks. Finally, it discusses the changes on the organization of innovation activities that the emergence of the electric car-standard may imply for carmakers’ innovation strategy
O impacto da implantação da estratégia de gestão da qualidade total na cultura organizacional: um estudo de caso
Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro Tecnológico. Programa de Pós-Graduação em Engenharia de Produção.A presente pesquisa tem por objetivo principal analisar o impacto da estratégia de gestão da qualidade na cultura organizacional da Trombini Embalagens Ltda., na sua unidade de sacos e artefatos de papel, no período compreendido entre 1995 e 2000. O tema escolhido está inserido no assunto das implicações da introdução de novas tecnologias em uma organização, no caso, uma organização familiar. Sua escolha se justifica, de modo especial, pela quase ausência de teorias que avaliem o impacto de abordagens de qualidade total na cultura organizacional, visto que a literatura sobre o tema, está mais voltada para técnicas, ferramentas estatísticas e ISO 9000. No que se refere a revisão da literatura aborda-se em primeiro lugar a qualidade total, seu histórico, suas diferentes filosofias, técnicas e princípios e o atual modelo de qualidade total, que pode ser definido como uma combinação integrada de diversas teorias de gestão. Sobre a cultura organizacional aborda-se a relação entre as solicitações do meio e mudanças culturais e os valores, como componentes chaves que modulam a consciência individual e coletiva das pessoas nas organizações. Também são descritas pesquisas que relacionam as duas variáveis. O método que caracteriza esta pesquisa é o estudo de caso. Como instrumentos de coletas de dados, fontes secundárias e escalas acompanhadas de questionários, foram os principais recursos utilizados. A metodologia de análise adotada é predominantemente descritivo-quantitativa. Os resultados da pesquisa mostram que o processo da qualidade da Trombini, é pautado na adaptação da escola japonesa. Sobre o grau de aderência aos princípios que norteiam a cultura da gestão da qualidade, este é entendido como aderente pelas pessoas que compõem a Trombini. Com relação a cultura organizacional pode-se concluir que houve impacto nesta variável a partir da implantação do TQM, porém não na extensão esperada
La giocoterapia focale nei disturbi del comportamento alimentare in età prescolare: un caso clinico
EDI-2
Traduzione, cura e adattamento italiano dell'Eating Disorder Inventory-2 di Gardner, O.S., Firenz
Sarcoidosis: Psychotherapy and Long-Term Outcome—A Case Report
Sarcoidosis is a systemic, inflammatory disease of unknown aetiology, influenced by stressful life events and associated with a high incidence of alexithymic personality traits, and of depressive symptoms. The medical literature on sarcoidosis has called for a psychotherapeutic intervention to modify the perceived state of disease, the influence of stressful events and the depressive condition. Few studies have described cases treated with psychotherapy, and no information is available on its long-term outcome.
We present the case of a patient with chronic sarcoidosis and periodical reacutizations with constantly pathological ESR. Twenty-four years after the diagnosis, a dynamic supportive-expressive psychotherapy for psychosomatic alexithymic patients was added to the medical therapy. At the beginning and at the end of the psychotherapy, and for the long-term outcome evaluations, Kellner’s symptom questionnaire (SQ) was used to investigate psychological distress. The SQ scores, initially pathological, were normal at the end of the psychotherapy and for the following three years. Psychotherapy, without antidepressive drugs, resolved the depression. The depressive symptoms disappeared, along with the normalization and stabilization of the ESR. After three years, the outcome was positive. This is the first study describing a successful psychotherapy and its long-term outcome on a patient with sarcoidosis
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