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    Adattamento e rischio psicopatologico dei fratelli di bambini con disturbo dello spettro autistico

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    Recenti studi internazionali hanno evidenziato come fratelli e sorelle di soggetti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorder - ASD) presentino spesso atipie comunicativo-linguistiche, della regolazione emotivo-affettiva e dell’interazione sociale ed un rischio psicopatologico più elevato, rispetto a bambini con fratelli/sorelle con altra malattia/disabilità o con sviluppo normale. In questo lavoro, gli autori riportano i dati più salienti della letteratura rispetto a due specifici filoni di ricerca: quello riguardante l’adattamento psicosociale delle fratrie di bambini e ragazzi con ASD e lo studio della relazione tra fratelli quando uno dei due presenta un ASD. L’analisi dei dati raccolti sembra suggerire che la presenza di un fratello con Disturbo dello Spettro Autistico non rappresenti di per sé fattore di rischio per lo sviluppo di Disturbi Psicopatologici. Il rischio aumenta in presenza altre variabili socio-demografiche e di stress ambientale/familiare. Una valutazione approfondita del rischio psicopatologico in questi bambini permetterebbe non solo una maggiore comprensione teorica del ruolo giocato dai fattori genetici ed ambientali nella strutturazione di un Disturbo Psicopatologico ma anche la programmazione di nuovi modelli di valutazione ed intervento per le famiglie dei bambini affetti da ASD.Recent international studies have highlighted how siblings of individuals with Autism Spectrum Disorder (ASD) often show language,communication,affective regulation and social interaction deficits and are exposed to a higher risk to develop psychopathology than siblings of individuals with other illnesses/disabilities or with typical development. In this paper,the authors report the most noteworthy results from the literature,focusing on two main research topics: one investigating the psychosocial adjustment of children and youngsters with ASD’s siblings and the other concerning the relationship between siblings when one of them has an ASD. Results seem to suggest that the presence of a sibling with ASD alone is not a risk factor, whereas the risk appears to spring from the interaction between this condition and other socio-demographic and environmental stress variables

    Sensitizing a Gifted Child with Autism Spectrum Disorder towards Social Cognition: From Assessment to Treatment

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    Social cognition difficulties are well documented in children with Autism Spectrum Disorder (ASD). This clinical case study reports on social cognition assessment and treatment of a gifted child, SC (9 years), with ASD and an extraordinarily high verbal IQ (146). The assessment of theory of mind, emotion recognition and pragmatic abilities showed some weaknesses in these areas. The 4- month treatment was divided into 14 sessions and was aimed at helping SC to improve his abilities to recognize emotions and comprehend mental states. The main technique used in the intervention was “social reading” with video clips. The initial assessment was repeated after the treatment and in a follow up session. The results of this case study suggest that “social reading” can be considered as a beneficial technique for children with high-functioning ASD, and especially in giftedness conditions

    Disturbo Pervasivo dello Sviluppo - Non altrimenti Specificato: Percorsi Possibili e Prospettive per il Futuro

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    I Disturbi Pervasivi dello Sviluppo di tipo Non Altrimenti Specificato (DPS-NAS) rappresentano una categoria diagnostica in cui i sintomi, costituiti da deficit nell’area dell’interazione sociale e da disturbi nell’area della comunicazione e degli interessi, non raggiungono, per gravità o quantità, quelli che sono i criteri stabiliti per la diagnosi di autismo o di altri DPS. I sintomi presentati da questi pazienti sono definiti “sottosoglia”: possono essere non sufficienti sia dal punto di vista qualitativo (la sintomatologia appare più lieve), che dal punto di vista quantitativo (non si raggiunge un numero adeguato di sintomi per fare diagnosi di autismo o di altro DPS). Data l’aspecificità del quadro sintomatologico e quindi la mancanza di precisi criteri diagnostici, lo scopo del presente lavoro è quello di scattare un’istantanea delle caratteristiche cliniche di un campione di bambini con diagnosi di DPS-NAS. Dall’analisi dei risultati è emerso come sia chiara la difficoltà di categorizzare rigidamente un disturbo dai confini non ben distinti, eterogeneo nelle sue manifestazioni cliniche ma che al tempo stesso sembra mostrare, al suo interno, la presenza di caratteristiche comuni ben delineate, quali l'insorgenza precoce dei sintomi e la presenza di deficit nell’interazione sociale. Con la nuova classificazione prevista nel DSM-5 e la comparsa della nuova categoria diagnostica denominata “Social Communication Disorder”, si tracceranno nuovi confini nosografici, con il tentativo di fornire punti di riferimento più stabili e chiari per la progettazione di interventi terapeutici mirati.Pervasive Developmental Disorders Not Otherwise Specified (PDD-NOS) represents a diagnostic category in which the symptoms, comprising impairments in social interaction,communication and interest areas,do not reach,in quantity or seriousness,the established criteria for autism or another specific PDD.The symptomatology displayed by these patients can be defined as “subthreshold”: the symptoms can be insufficient not only on a quality level (the symptomatology appears less serious), but also quantitatively (the number of symptoms does not allow to diagnose autism or another specific PDD).Due to the lack of specificity of the symptom profile and therefore of precise diagnostic criteria, the objective of this paper has been to give a picture of the clinical features of a sample of children with PDD-NOS diagnosis.Results show the complexity of categorising rigidly a disorder with non-specific borders. With DSM-5 new nosographic borders will be traced

    Esplorare la comprensione dell'ironia in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico ad alto funzionamento (ASDHF): i cartoni animati possono aiutare!

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    La letteratura sulla comprensione dell’ironia mostra una compromissione nei bambini con ASD della capacità di decodificare il linguaggio non letterale, soprattutto l’ironia verbale (Adachi et al., 2004; Martin, McDonald, 2004). Ricerche recenti hanno ottenuto risultati più confortanti, migliorando gli aspetti metodologici della valutazione (Samson, 2013; Weiss et al., 2013). Infatti se le espressioni sono semplici, i contesti ricchi di informazioni, i compiti non esclusivamente verbali, anche i bambini con ASDHF mostrano qualche accesso ai significati dell’ironia. Obiettivo del presente contributo è di analizzare qualitativamente come una prova, costituita da brevi clip di cartoni animati, con finali ironici e letterali, possa valutare la comprensione dell’ironia nei bambini ASDHF. La prova è stata somministrata a un campione di bambini con sviluppo tipico tra i 7 e i 9 anni e, in ambito clinico, a due bambini con ASDHF, di 8 e 9 anni (Melogno et al., 2013). Il materiale comprende segmenti di cartoni animati, con finali di critica ironica, critica letterale e complimento letterale (Dewes et al.,1996). Ogni clip, introdotta da informazioni contestuali, è seguita da una fase in cui adulto e bambino ricostruiscono lo scenario. Segue una domanda con alternative di risposta che verifica se il bambino ha compreso l’espressione-stimolo. Quindi continua l’esplorazione con domande aperte. La prova consente di formulare ipotesi sulla capacità dei bambini di andare oltre il piano letterale per comprendere la discrepanza tra ciò che il parlante dice e ciò che intende dire e sulla percezione delle funzioni sociali del proferimento ironico. Consente, inoltre, di fare ipotesi sul tipo di elaborazione delle informazioni, sulla capacità di integrare informazioni verbali e non verbali tenendo conto di indizi socio-percettivi. Il lavoro, ancora in corso, prevede la somministrazione della prova ad un campione con ASDHF da confrontare con quello a sviluppo tipico e il possibile sviluppo di un’App

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Adattamento psicosociale nei fratelli di bambini con Disturbo dello Spettro Autistico ad alto funzionamento (ASDHF)

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    L’interesse per l’adattamento psicosociale nei fratelli di bambini con ASD è recente, ma con risultati non univoci. Questo lavoro si è proposto di indagare: la compromissione sociale ed il rischio internalizzante e/o esternalizzante in fratelli di persone con ASDHF; le relazioni tra livelli di compromissione sociale e problemi internalizzanti/esternalizzanti dei fratelli e le loro interazioni con lo stress genitoriale. I genitori di 26 fratelli normodotati (4 -12 anni), reclutati presso ASLRMH, ASLRMC e Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile (Sapienza, Roma), hanno compilato i seguenti questionari: CBCL 11⁄2-5 o 6-18 (Achenbach & Rescorla, 2000, 2001), SRS (Constantino & Gruber, 2005), PSI-SF (Abidin, 1995). Non sono emersi livelli di rischio aumentato per l’adattamento psicosociale; tuttavia, una minoranza dei casi è risultata a rischio per problemi internalizzanti (23%) ed esternalizzanti (4%), per difficoltà nella responsività sociale (7%) e per stress nel sistema genitore-bambino (15%). Tale stress risulta influenzato dai problemi esternalizzanti, internalizzati e dai livelli di compromissione sociale. Sono risultati fattori di rischio l’età maggiore dei fratelli e l’ordine di nascita. I risultati mostrano l’importanza di indagare queste variabili per la prevenzione del rischio evolutivo nei fratelli di bambini con ASD

    Executive functions and symptom severity in an Italian sample of intellectually able preschoolers with autism spectrum disorder

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    A novel battery (BAFE; Valeri etal. 2015) was used in order to assess three executive function (EF) abilities (working memory, inhibition and shifting) in a sample of 27 intellectually able preschoolers with autism spectrum disorder (ASD) compared with 27 typically developing children matched on age and nonverbal IQ. Differences in EF skills were analyzed in participants with distinct ASD symptom severity. Children with ASD performed worse than typical controls on both set-shifting and inhibition, but not on visuo-spatial working memory. Additionally, children with more severe ASD symptoms showed a worse performance on inhibition than children with milder symptoms. These results confirm the presence of EF deficits and highlight a link between ASD symptoms and EF impairments in preschool age
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