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Comercialización informal de Cactáceas en las cercanías de Loreto, provincia de Santiago del Estero, Argentina
Fil: Demaio, P. Universidad Nacional de Córdoba. Museo Botánico de Córdoba; Argentina.Fil: Demaio, P. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Instituto Multidisciplinario de Biología Vegetal; Argentina.Fil: Demaio, P. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal ll; Argentina.Fil: Trillo, C. Universidad Nacional de Córdoba. Museo Botánico de Córdoba; Argentina.Fil: Trillo, C. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Instituto Multidisciplinario de Biología Vegetal; Argentina.Fil: Trillo, C. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal ll; Argentina.El comercio de cactus silvestres podría representar una actividad económica sustentable para
pobladores de zonas áridas, aunque ha sido mencionado como un factor que podría afectar a las
poblaciones naturales.Fil: Demaio, P. Universidad Nacional de Córdoba. Museo Botánico de Córdoba; Argentina.Fil: Demaio, P. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Instituto Multidisciplinario de Biología Vegetal; Argentina.Fil: Demaio, P. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal ll; Argentina.Fil: Trillo, C. Universidad Nacional de Córdoba. Museo Botánico de Córdoba; Argentina.Fil: Trillo, C. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Instituto Multidisciplinario de Biología Vegetal; Argentina.Fil: Trillo, C. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal ll; Argentina.Conservación de la Biodiversida
A Novel Paradigm to Achieve Sustainable Regeneration in Historical Centres with Cultural Heritage
AbstractHistorical urban centres have particular vulnerabilities both to natural hazards and to extreme climatic events. At the same time, cultural heritage is a significant driving force in the European economy, society and culture. This paper suggests that a novel paradigm, capable to tackle the issue of protecting Historical Centres with Cultural Heritage Value with a holistic approach, would allow a sustainable management of their values. Historical Centres with Cultural Heritage Value conservation needs to be integrated into wider urban -and metropolitan- strategies. Setting up a novel methodology for the analysis and management of risk of Heritage City Centres would promote a wider understanding of the social and ecological costs associated with the loss of cultural assets. This can lead to better informed clear and measurable targets and evidence-based decision making. The resulting strategies should help costly damage to valuable Historical Centres with Cultural Heritage Value assets, but will also lead to the enhancement of Heritage City Centres to ensure progressive resilience measures are implemented in the future in metropolitan areas
Spatial planning e priorità nella programmazione regionale: sperimentazione di una metodologia innovativa nel caso studio della Regione Campania
Spatial Planning e sviluppo del territorio. Dimensione territoriale, politiche di sviluppo, pianificazione. Spatial Planning and territorial development. Territorial dimension, development policies, spatial planning
Il complesso apparato delle attività connesse alla programmazione dei Fondi strutturali 2000-2006, sia nella fase di progettazione che di attuazione attraverso strumenti di controllo e di valutazione intermedia e finale dei fattori performanti l‟azione dei Programmi Operativi Regionali (POR), è stato sottoposto ad un profondo revisionismo sollecitante una domanda di “effettivi” contenuti strategici nella programmazione 2007-2013. A chiusura del ciclo programmatorio 2007-2013, anche ai fini di una migliore impostazione del prossimo ciclo 2014-2020, è utile ripercorrere le tappe di un percorso complesso, caratterizzato da mutamenti in parte non prevedibili al termine del ciclo 2000-2006, ma che tuttavia sin nella sua impostazione concettuale riproponeva una serie di limitazioni che a tutt‟oggi si reputa costituiscano una remora al pieno dispiegamento delle potenzialità delle politiche di sviluppo in Italia. La complessità della problematica, ma anche la sua correlazione ad assunti che discendono da paradigmi disciplinari molto precisi e collocabili temporalmente, hanno sollecitato una rilettura critica ilpiù possibile volta ad eludere semplificazioni o interpretazioni in chiave politica. Piuttosto, si è ritenuto di ragionare in termini di interazione tra sollecitazioni indotte dal confronto con il contesto comunitario e contesto nazionale, in una prospettiva dinamica e storica. Obiettivo del presente libro è quello di evidenziare l‟importanza di territorializzare le politiche di sviluppo, come ha la Commissione Europea sollecitato con l‟introduzione dello Schema di Sviluppo Spaziale Europeo nel 1999. A tal fine si colloca la questione della territorializzazione delle politiche di sviluppo in Italia in una prospettiva storica, a partire da Progetto ‟80, fino ad arrivare alla contemporanea implementazione del nuovo paradigma concettuale dello spatial planning.This book seeks to provide a methodological framework to investigate the weak connection among policies, programs and plans, which still persists in the South of Italy, thus causing a lack of efficiency in the public expenditure, by evoking the historical evolution of the development policies in the South of Italy, and contextualizing them in the European broader perspective. Though it appears to be more theoretical than practical, it aims at proposing possible solutions to overcome the current lack of efficiency in the public expenditure, thus turning it into a more impacting driver for the regional development with a greater impact. After discussing the evolution of the territorial development policies in Italy, covering issues such as “Progetto 80” and the industrial development policies, the authors investigate the nexus between the Italian approach to territorial development and the European spatial planning emerging paradigm, in particular, by focusing on polycentrism, transportation networks and cultural landscape. They highlight that currently national policies fail in bridging the gaps between different scales, in particular, in facilitating appropriate synergies across regions at a spatial level capable to interpret the European spatial planning approach. Moreover, they observe how inthe South of Italy a lack of physical planning at local level contribute to increase the gap between programs and plans, by weakening the local government‟s effort to concentrate strategies in specific places
Il controllo della qualità spaziale nella programmazione delle risorse: l'area metropolitana campana oltre l'Asse Città
Il rilancio della questione urbana all'interno delle politiche di sviluppo regionale rappresenta un elemento significativo della svolta strategica delle politiche di coesione, attraverso una spinta più competitiva che solo le città sono in gradi di avviare. Il controllo della qualità spaziale nella scelta allocativa delle risorse finanziarie pubbliche diventa un elemento di integrazione tra le scelte programmatiche e la definizione delle trasformazioni che tale scelte innescano. L’articolo illustra la centralità che la pianificazione strategica ha acquisito per la definizione di vsion di sviluppo urbano per le città, presentando le nuove linee guida che il CIPE ha predisposto per le aree urbane al fine di costruire piani strategici in linea sia con gli orientamenti comunitari, sia con gli indirizzi che ogni regione ha definito nei programmi di sviluppo per le città. L’elemento innovativo che si evince è il necessario collegamento tra programmazione e configurazione spaziale delle trasformazioni che la stessa programmazione attiva, seguendo l’approccio place-based
il ruolo del pianificatore territoriale ed urbanista nei processi di valutazione degli investimenti pubblici
La modernizzazione tra welfare e infrastrutture: Obiettivi di servizio
Nella cornice dell'attività di programmazione in corso in Itali, gli "Obiettivi di servizio" sono un meccanismo premiale introdotto dal Ministero dello Sviluppo Economico allo scopo di incentivare la focalizzazione dell'azione pubblca su quattro ambiti di servizio ritenuti essenziali, per contrabilanciare risultati poco soddisfacenti della precedente programmazione nella rendicontazione dell'offerta dei servizi collettivi
Diversidad de especies de Opuntia MILL. Cultivas y asilvestradas del noroeste de la provincia de Córdoba, Argentina
Fil: Trillo, C. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal li. Etnobotánica; Argentina.Fil: Ahumada, M. L. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal lI. Etnobotánica; Argentina.Opuntia ficus indica, especie mexicana que ha atravesado en el mundo un intenso
proceso de manipulación genética para la obtención de variedades; esta domesticación en
los huertos y la retrocruza con plantas silvestres originó una gran diversidad infraespecífica.Fil: Trillo, C. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal li. Etnobotánica; Argentina.Fil: Ahumada, M. L. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales. Cátedra de Diversidad Vegetal lI. Etnobotánica; Argentina.Ciencias de las Plantas, Botánic
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