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    Il ricorso per Cassazione avverso la sentenza che applica la pena concordata

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    La Terza sezione della Corte di cassazione ha ribadito l’irrilevanza degli errori di calcolo commessi dalle parti nella determinazione della pena concordata. La pronuncia offre l’occasione di indagare, da un lato, i limiti, divenuti ancora più stringenti per effetto della c.d. Riforma Orlando, alla ricorribilità della sentenza di cui all’art. 444 c.p.p. e, dall’altro lato, la nozione di «pena illegale»

    Abbreviato riformato e successione di norme nel tempo

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    La quarta sezione della Suprema Corte ha affermato che la diminuente di pena prevista per il giudizio abbreviato, così come modificata dalla l. n. 103 del 2017, ha efficacia retroattiva, salvo sia stata già pronunciata una sentenza irrevocabile. L’Autore, ripercorsa l’evoluzione dell’art. 442, comma 2, c.p.p., si interroga sull’opportunità dell’intervento che ha da ultimo riguardato la norma e sull’impatto dello stesso nei procedimenti in corso

    Un'altra breccia nel muro del giudicato penale: ammissibile la revisione della sentenza che, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione, abbia confermato le statuizioni civili

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    Ponendosi nel solco tracciato da un recente e isolato arresto giurisprudenziale, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno ritenuto passibile di revisione la sentenza con cui la Corte di appello, pronunciandosi ex art. 578 c.p.p., abbia dichiarato il reato estinto per prescrizione e confermato contestualmente le statuizioni civili disposte in primo grado. L’intervento, da tempo invocato dalla più attenta dottrina, rappresenta una nuova tappa nell’inarrestabile processo di demitizzazione del giudicato penale

    Brevi note in tema di «delitti commessi con violenza alla persona»

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    La prima sezione della Suprema Corte ha affermato che l’espressione «delitti commessi con violenza alla persona», introdotta dal legislatore in seno all’art. 299 c.p.p., è riferibile sia agli di atti di violenza fisica che agli atti di violenza morale. La pronuncia offre l’occasione per riflettere non solo sull’impatto della l. n. 119 del 2013 ma anche sul nuovo ruolo ricoperto dalla persona offesa nel processo penale

    Sul registro delle notizie di reato e sul confine tra aggiornamenti e nuove iscrizioni

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    La sesta sezione della Suprema Corte ha affermato che l’iscrizione nel registro delle notizie di reato di un fatto ivi già contenuto è da ritenersi tamquam non esset, con la conseguente inutilizzabilità degli atti investigativi assunti oltre la scadenza del termine delle indagini decorrente dalla prima iscrizione. La sentenza offre l’occasione per una riflessione circa l’attività di iscrizione della notitia criminis: il tema, da sempre al centro del dibattito dottrinale e giurisprudenziale, è stato recentemente affrontato dalla l. n. 103 del 2017

    Le procedure definitorie delle contravvenzioni antinfortunistiche e il rito de societate: due modelli all’insegna del favor reparationis

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    The essay focuses on extinguishing procedures of the fines in safety matters and on criminal proceedings for corporate liability, in order to point out that both models provide benefits for the accused who performs post-factum repentance actions. After analysing similarities and differences between the two areas of investigation, the Author considers the possibility to carry out compensation and reorganisation conducts that extinguish the offence in proceedings against companies.  Il saggio prende in considerazione le procedure definitorie delle contravvenzioni in materia antinfortunistica e il rito che si celebra nei confronti degli enti, al fine di evidenziare come entrambi i modelli prevedano benefici per l’accusato che adotti azioni di resipiscenza post factum. Una volta enunciate le similitudini e le differenze tra i due settori oggetto di indagine, l’Autore si interroga sulla operatività, anche nel processo penale che si celebra nei confronti delle persone giuridiche, di un congegno riparatorio ad efficacia estintiva

    Il procedimento penale nei confronti di infermi e semi-infermi di mente

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    I fondamentali testi normativi regolanti la sfera della giustizia penale non contemplano una trattazione organica del disagio psichico dell’imputato. Pure le definizioni dettate dal legislatore in quelle sparute previsioni sul tema non sempre si prestano ad accogliere i progressi via via raggiunti dalla scienza medica, tanto da richiedere sovente interventi suppletivi da parte della giurisprudenza, anche costituzionale, e della dottrina. Muovendo da tale premessa, il contributo ripercorre i principali momenti in cui l’infermità o la semi-infermità mentale interseca la parabola procedimentale, mettendo in luce la difficile coesistenza degli interessi – tutti di rango costituzionale e convenzionale – in gioco: il diritto alla salute, alla liberta personale e alla celebrazione di un processo “giusto”, da un lato; l’interesse collettivo alla repressione dei reati e al contenimento della pericolosità sociale, dall’altro.The legislation regulating criminal justice does not contemplate an organic treatment of the defendant’s mental disorder. Even the definitions provided by the legislature in the few provisions on the subject do not always consider the progress made by science. So, their interpretation often requires Courts and scholars to intervene. Starting from this premise, the article focuses on the main moments in which mental disorders intersect criminal proceedings, highlighting the difficult coexistence of the interests – all of constitutional and conventional rank – at stake: the right to health, to freedom and the celebration of a ‘fair’ trial, on the one hand; the collective interest in the repression of crimes and the containment of social dangerousness, on the other hand

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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