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    Le valutazioni complesse come processo di apprendimento: un modello cognitivo integrato per la costruzione di scenari di riqualificazione urbana

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    IN CONCILIO G. E MONNO V. (A CURA DI), INPUT 2001, CD-ROM DEGLI ATTI DELLA SECONDA CONFERENZA NAZIONALE INFORMATICA E PIANIFICAZIONE URBANA E TERRITORIALE. DEMOCRAZIA E TECNOLOGIE, ISOLE TREMITI, 27-29 GIUGNO 200

    Le valutazioni complesse come processo di apprendimento: un modello cognitivo integrato per la costruzione di scenari di riqualificazione urbana

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    IN CONCILIO G. E MONNO V. (A CURA DI), INPUT 2001, CD-ROM DEGLI ATTI DELLA SECONDA CONFERENZA NAZIONALE INFORMATICA E PIANIFICAZIONE URBANA E TERRITORIALE. DEMOCRAZIA E TECNOLOGIE, ISOLE TREMITI, 27-29 GIUGNO 200

    Historical identity of rural areas in the mediterranean and unsustainable land use

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    The use of agricultural landscape for out-of-context activities is favoured by some effect of globalisation of markets. Localisation of leisure activities needs open rural space only as a physical base, without paying attention to the identity of places and environmental balance. The same could be said as regards some not proper agricultural land uses, which appear more economically profitable in the short run. But evaluations are not provided to support the sustainability of these activities, and, at the same time, participation of different actors, who have different visions of the profitability of the use of rural landscape, is not favoured. This paper reports some experiences where criticism is posed about economic feasibility of such out-of-context uses, and the telling of some processes supported by the construction of data showing different peculiarities of rural zones, supported by negotiation processes, and finally supported by the results of wide evaluations when can change the points of view of stakeholders interacting in the context of the rural landscape of centuries-old olive trees

    Agenda Puglia

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    Con una popolazione di 4.077.166 residenti e 1.579.390 famiglie, la Puglia rientra tra le regioni più grandi per dimensione demografica, sebbene le dinamiche demografiche dell'ultimo decennio segnano una sostanziale stabilizzazione (+1,1% al netto delle rettifiche post-censuarie).La criticità attuale è rappresentata dalla disomogeneità del livello di innovazione dei Piani urbanistici comunali. Si passa da comuni ancora oggi dotati di Programma di Fabbricazione, ai due soli comuni dotati di PUG (Piano Urbanistico Generale, LR 20/01) adeguato al PPTR, con situazioni intermedie: venti PUG approvati/adottati secondo le indicazioni del DRAG, passando per la situazione più diffusa, rappresentata dai Piani regolatori generali (a volte non adeguati alla L. R. 56/80) che ad esempio riguarda alcuni capoluoghi (Bari, Lecce Taranto e Brindisi). Questa mancata innovazione della pianificazione Comunale può essere ricondotta alla presenza di piani sovradimensionati, nei quali sarà molto complesso tentare un processo di densificazione e di risparmio di suolo a fronte della persistente possibilità di operare in deroga agli strumenti urbanistici, nell'attuale quadro pianificatorio

    L’approccio fuzzy per la valutazione della povertà urbana

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    La problematica da cui parte questo contributo deriva dalla necessità di identificare zone a rischio (hot spot), caratterizzate da situazioni di disagio sociale e abitativo nell’area urbana nell’area urbana del Comune di Bari sulla base dei dati derivanti dall’ultimo Censimento della Popolazione e delle Abitazioni del 2001 realizzato dall’Istat. A tale obiettivo si perviene in primo luogo attraverso la definizione e costruzione di indicatori tipici del disagio abitativo, che siano in grado di stimare la povertà nelle piccole aree, e in secondo luogo attraverso l’impiego di metodi di cluster territoriali che consentano di aggregare unità spaziali territorialmente contigue attraverso la imposizione di vincoli alle diverse unità componenti ogni cluster (Patil, Taillie, 2004; Kulldorff, Nagarwalla, 1995). Di particolare interesse metodologico è il metodo denominato SaTScan (Kulldorff, 1997) il quale si basa sulla individuazione di una “finestra circolare”, a raggio di lunghezza variabile tra 0 e una misura prefissata, in una posizione equivalente ad un centroide di riferimento
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