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Housing. Case a schiera. 40 esempi in formato digitale di edifici residenziali in Europa in 4 CD-ROM
La casa unifamiliare a schiera è il modello residenziale che gode oggi del maggior gradimento da parte del mercato immobiliare, soprattutto per effetto di quella pervasiva dispersione dell’urbano che ha progressivamente generato il fenomeno della città diffusa. Le ragioni di questo successo possono essere ascrivibili al concorso di fattori di varia natura: un diretto contatto con la strada e con le aree pertinenziali che facilità l’accessibilità; una flessibilità e modificabilità del volume nel tempo che permette di adattarsi a mutate condizioni d’uso del nucleo familiare, sia in profondità che in altezza; la ricerca di una maggior privacy rispetto alle costrizioni indotte dal sistema condominiale.
Allo stesso tempo risulta sempre più difficile descriverne le caratteristiche morfo-tipologiche secondo categorie chiaramente codificate, in ragione di una accentuata introversione dei comportamenti residenziali contemporanei e della ricerca di una densità edilizia che sia competitiva rispetto alle performance garantite dai modelli “intensivi” plurifamiliari. Ciò ha progressivamente determinato una dissolvenza degli statuti disciplinari tradizionali a favore di una forte ibridazione con altri modelli residenziali unifamiliari. Per queste ragioni la casa a schiera tende sempre più a configurarsi come abitazione unifamiliare che ritrova nell’aggregabilità all’interno di tessuti urbani compatti la propria ragion d’essere ed il processo condizionante capace di indurre una forte sperimentazione progettuale.
L’occasione di una reinterpretazione grafica di modelli di riferimento ormai consolidati da un’ampia e diffusa manualistica di settore consente una rilettura dei contenuti morfologici e tipologici dei casi selezionati, offrendo al lettore un repertorio di soluzioni conformi che possono risultare facilmente integrabili all’interno della propria esperienza professionale. In tal modo si offre un aggiornamento dei principi della manualistica corrente: non più soluzioni svincolate dal proprio contesto di appartenenza ma scelte tecniche e spaziali giustificate in funzioni di specifici obiettivi progettuali.
Il volume è integrato con n. 4 CDROM contenenti:
- 40 progetti (piante, prospetti e sezioni) in formato CAD bidimensionale (stampabili in scala 1:50);
- 30 progetti in modelli tridimensionali in vari formati compatibili con i software più diffusi sul mercato;
- 60 rendering che visualizzano lo spazio esterno ed interno, arredato, dei progetti presi in esame;
- 5 proposte di siti web che descrivono il progetto architettonico.
Il volume è realizzato in collaborazione con il Dipartimento e la Facoltà di Architettura di Ferrara dell’Università degli Studi di Ferrara
Esempi e metodologie per la modellazione 3D di edifici plurifamiliari
Essa rappresenta, infatti un’importante tipologia edilizia che fa del proprio essere un frammento urbano, uno strumento di successo dello sviluppo urbano e delle strategie immobiliari di ogni città. Sempre più campo di sperimentazione e di reinterpretazione del progetto architettonico in un’ottica critica e di coerente lettura con il valore che questa tipologia può assumere nel paesaggio delle città, si intende estenderne il valore oltre la sua codificazione di “villa urbana”, comunque documentata, per farne un elemento progettualmente articolato, ricco di potenzialità interpretative, inneschi e suggestioni che ne fanno un importante “congegno” di articolazione del tessuto urbano.
Dal ridisegno e dalla rilettura di recenti e passati progetti sarà possibile confrontare, in un ambiente digitale 2D e 3D, le scelte architettoniche di Piano, Botta, Gardella, Zucchi, Grassi, Galfetti, Libera, Vaccaro, Scarpa, Terragni, Baumschlager & Eberle, Moretti, Vacchini, Claus En Kaan, Purini e Thermes, Herzog & de Meuron, Carmassi, Nicolin, Ungers, Siza, Holl, Neutelings & Riedijk, Portoghesi, Gregotti, ecc.
La dissoluzione dell’isolato urbano
Storicamente l’edificio plurifamiliare isolato deriva dal processo di progressiva dissoluzione del concetto tradizionale di tessuto urbano, così come esso si è venuto a codificare durante lo sviluppo della città europea. Il tipo edilizio, generato originariamente per accorpamento di precedenti case a schiera secondo un processo spontaneo e capillare di ridensificazione degli aggregati edilizi della città, a partire dalla fine del XIX secolo ha mutato decisamente il proprio statuto. Dapprima venendo a configurare aggregati edilizi dotati di forte identità morfologica ed autonomia architettonica, le cosiddette “architetture a scala urbana”, in evidente posizione antagonista rispetto alla struttura di una città ancora articolata secondo i parametri della società medievale, di cui vengono a definire polarizzazioni fortemente “specializzate”; successivamente rivendicando la capacità di porsi in relazione diretta con lo spazio urbano prescindendo da una condivisa logica aggregativa, ancora presente nelle esperienze anticipatrici. Quest’ultimo passaggio, che matura al volgere del XX secolo è quello che determina le maggiori trasformazioni morfologiche del tema, che si traducono nell’esasperazione ipertrofica dei principi “tissurali” soggiacenti nella nozione di edificio pluriufamiliare. In questo modo, pur all’interno di una legittima aspirazione all’isolamento, si intende dimostrare la capacità dell’edificio di configurare lo spazio della città, secondo modi e tempi che variano in ragione delle diverse strategie di progettazione urbana che si avvicendano nel tempo. I paragrafi che seguono intendono ripercorrere la complessità del processo attraverso il quale la condizione di progressivo isolamento e reciproca dissociazione dei tipi edilizi originariamente aggregati legittima il consolidarsi di una modellistica urbana alternativa, quanto complementare, a quella pre-moderna
La definizione dell’elemento minimo in un modello 3D di Computer Graphics nella rappresentazione architettonica: un esempio applicativo
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La modellazione architettonica tridimensionale.
La creazione di modelli nell’ambito della computer grafica, negli ultimi anni, ha avuto un enorme sviluppo. Negli anni ’90 si effettuavano modelli parziali, contenenti solo le parti utili allo studio, alla progettazione, alla visualizzazione.
L’evoluzione è avvenuta su diversi fronti: le capacità computazionali sono enormemente aumentate a costi contenuti, i programmi hanno acquisito capacità di modellazione elevate. Tutto ciò ha permesso di mettere alla portata di molti più utilizzatori la possibilità di realizzare completi modelli di soggetti architettonici. E questo con un elevato livello di dettaglio ed un’elevata completezza: il modello è sostanzialmente completo, comprendendo sia la parte esterna che tutte le partizioni interne, per ogni piano del soggetto edilizio. Questo permette di comprendere al meglio l’oggetto, nelle sue espressioni plano-altimetriche, ed ottenere con precisione le tavole tecniche bidimensionali, che dovranno solo essere quotate ed arricchite secondo le usuali norme rappresentative.
Come esempio di questa evoluzione si presentano alcuni risultati ottenuti nel corso del corso di Tecniche della Rappresentazione e Rilievo II della Facoltà di Architettura di Ferrara. I soggetti modellati sono di diverso tipo: un palazzo storico ferrarese, palazzo Tassoni, oggetto di un’importante ristrutturazione conservativa (1), un edificio ristrutturato adibito a biblioteca a Dalmine (2), ed alcune architetture moderne tra cui il River and Rowing Museum”del 1997 di David Chipperfield, la Casa Rudin in Leymen da costruirsi in Francia progettata da Herzog & De Meuron Architekten, la Sede della Banca Bruxelles Lambert a Ginevra progettata da Mario Botta e l’Edificio Municipale a Murcia progettato da Rafael Moneo.
Sono soggetti architettonici, molto diversi tra loro, ma accomunati dalla caratteristica di essere stati modellati in tutte le loro parti, con lo scopo di essere rappresentati tridimensionalmente. La rappresentazione è stata effettuata normalmente all’interno del software di modellazione, senza la trasposizione verso un altro software specifico di rendering.
Il software utilizzato per la modellazione tridimensionale ed il rendering è Allplan della Nemetschek. Per comprendere meglio il potenziale e i risultati ottenibili ad illustrazione e a completamento di questo testo vengono presentate alcune immagini sviluppate all’interno del corso semestrale da studenti che per la prima volta utilizzavano un ambiente di disegno 3D
La forma e il dettaglio
Il rilievo del progetto urbano arriva fino al dettaglio degli elementi qualitativi della scena urbana atraverso un uso coordinato di dati di rilievo e sviluppo di metodiche di modellazione 3
Housing 2. Edifici plurifamiliari. 40 esempi in formato digitale di ville urbane in 4 CD-ROM
È una ricerca su tema della tipologia residenziale più diffusa in tutte le città europee: l’edificio plurifamiliare isolato, di cui la “casa a blocco”, correntemente definita “palazzina condominiale”, costituisce una delle possibili interpretazioni, sicuramente la più diffusa. Essa rappresenta, infatti un’importante tipologia edilizia che fa del proprio essere un frammento urbano, uno strumento di successo dello sviluppo urbano e delle strategie immobiliari di ogni città. Sempre più campo di sperimentazione e di reinterpretazione del progetto architettonico in un’ottica critica e di coerente lettura con il valore che questa tipologia può assumere nel paesaggio delle città, si intende estenderne il valore oltre la sua codificazione di “villa urbana”, comunque documentata, per farne un elemento progettualmente articolato, ricco di potenzialità interpretative, inneschi e suggestioni che ne fanno un importante “congegno” di articolazione del tessuto urbano. Dal ridisegno e dalla rilettura di recenti e passati progetti sarà possibile confrontare, in un ambiente digitale 2D e 3D, le scelte architettoniche di Piano, Botta, Gardella, Zucchi, Grassi, Galfetti, Libera, Vaccaro, Scarpa, Terragni, Baumschlager & Eberle, Moretti, Vacchini, Claus En Kaan, Purini e Thermes, Herzog & de Meuron, Carmassi, Nicolin, Ungers, Siza, Holl, Neutelings & Riedijk, Portoghesi, Gregotti, ecc
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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