1,720,976 research outputs found

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    L'espansione ortopedica: indicazioni cliniche, effetti e rischi procedurali

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    Scopo del lavoro. L’espansione ortopedica risulta la scelta terapeutica migliore in caso di discrepanze trasversali, in quanto consente di migliorare le disarmonie strutturali, funzionali ed estetiche. Le modifiche scheletriche che ne conseguono riguardano i tre piani dello spazio e risultano vantaggiose anche in caso di problemi sagittali (III classi) o verticali (deep-bite). Scopo del lavoro è presentare i vantaggi dell’espansione palatale, mostrandone anche i rischi. Materiali e metodi. Sono stati trattati due casi clinici, caratterizzati da contrazione del mascellare superiore. Per la prima paziente è stato utilizzato un dispositivo dotato di “vite ragno” che permette di ottenere un’espansione soprattutto a livello intercanino. Nel secondo caso è stato invece utilizzato un espansore tradizionale ancorato sui molaretti per risolvere la grave contrazione. In entrambi i casi è stata effettuata un’attivazione rapida, seguita dalla fase di contenzione per stabilizzare il risultato ottenuto. Risultati. In entrambi i casi trattati si è ottenuta l’espansione desiderata in modo rapido e sicuro. Il successo è stato testimoniato dalla comparsa del diastema interincisivo, che è regredito durante la fase di contenzione grazie all’azione delle fibre transettali. Conclusioni. L’espansore palatale deve essere considerato una valida scelta terapeutica, in quanto permette di controllare il processo di espansione e raggiungere ottimi risultati in tempi brevi. Non devono comunque essere sottovalutati gli inconvenienti che possono essere sia di ordine tecnico che clinico

    Stato dell'arte sulle agenesie dentarie: un caso di mancanza del canino superiore

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    RIASSUNTO Scopo del lavoro. Le agenesie dentarie sono anomalie di numero in difetto la cui incidenza si aggira intorno al 6 per cento; gli elementi che più spesso risultano essere agenetici sono gli incisivi laterali superiori ed i secondi pre- molari inferiori. Molto rara risulta essere lagenesia dei canini. Scopo del presente contributo è quello di effettua- re una revisione bibliografica sulle ipodonzie e descrivere un caso clinico di agenesia del canino superiore. Materiali e metodi.È giunta alla nostra osservazione una paziente di 9 anni di sesso femminile. La valutazione cli- nica intraorale, lesame fotografico e quello dei modelli in gesso mostrano II classe dentale destra e sinistra, de- viazione della linea mediana verso destra, disallineamento dei frontali superiori. Lesame radiografico evidenzia la mancanza della gemma del canino superiore sinistro permanente. In considerazione della rarità epidemiologica di agenesia dei canini e per poter escludere leventualità di ectopia non rilevabile dalla opt, la paziente viene sotto- posta ad esameTC Dentascan che conferma lassenza dellelemento. Il trattamento ortodontico (in progress) do- vrà essere articolato tenendo conto di tutte le problematiche del caso e del temporaneo mantenimento del 6.3 in arcata fino ad unetà idonea per la definitiva valutazione restaurativa o implantoprotesica. Risultati e conclusioni.Come per ogni piano di trattamento che riguardi elementi agenetici, il primo obiettivo del clinico è quello di porsi dinanzi alla gestione dello spazio agenetico, scegliendo tra la chiusura o lapertura di tale spazio. A nostro avviso la mancanza di un elemento così fondamentale nellocclusione e dal punto di vista esteti- co, come il canino, depone favorevolmente per una terapia che miri a mantenere lo spazio e che successivamente si completi con una accurata fase di protesizzazione per poter permettere al paziente di recuperare funzione ed estetica corrette

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    Nao informado

    Utilizzo delle miniviti ortodontiche come ancoraggio nell'intrusione dentale: descrizione di un caso clinico

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    Scopo del lavoro. Dimostrare l’efficacia, nella risoluzione di molte problematiche tipiche delle metodiche tradizionali di ancoraggio, dei “sistemi di ancoraggio scheletrico temporaneo”, più comunemente chiamate “miniscrew” o “miniviti ortodontiche”. Materiali e metodi. Viene presentato un caso clinico di intrusione molare superiore realizzato sfruttando un ancoraggio scheletrico. Sono state inserite nei setti interradicolari mesiali e distali dell’elemento da intrudere quattro miniviti ortodontiche,due in posizione vestibolare e due in posizione palatale, alle quali sono state connesse due catenelle elastiche (mediante bottoni diretti). Risultati. La procedura ha consentito di ottenere il movimento di intrusione del molare superiore in maniera semplice, rapida e con minima compliance da parte del paziente. Conclusioni. L’intrusione mediante utilizzo delle miniviti si è rivelata particolarmente conservativa, permettendo di evitare trattamenti restaurativi endodontici e protesici dell’elemento estruso per mancanza di contatti occlusali, consentendo al tempo stesso il riequilibrio degli spazi necessari ad un’adeguata riabilitazione implantoprotesica
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